Yesus Christo Vogue

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Joele Anastasi è un Christo decaduto nello spettacolo da lui scritto, diretto e interpretato

L’ingresso nello spettacolo con una scenografia cupa e asfittica, riprende le atmosfere del precedente spettacolo di Vuccirìa TeatroBattuage, esasperandole e mostrando un mondo apocalittico dove il canto di uccellini sullo sfondo e alcune pozze d’acqua possono alleviare le sofferenze degli ultimi uomo e donna rimasti sulla terra. La loro disperazione è differenziata dall’atteggiamento assolutamente nichilista di lei che sembra invocare al più presto la morte totale e la possibile speranza di lui, il quale ritiene che se si generasse un figlio insieme ci sarebbe una nuova speranza per l’umanità, sia per la sua continuità sia per la possibilità di vederne una migliore.

Intorno a loro si muove la figura di una divinità, rappresentante della figura di un Cristo ormai alterato nel suo significato, per lo più rinnegato o impoverito della sua dimensione di speranza o redenzione. Egli si muove prevalentemente nello spazio del fondo palco, ergendosi in modo anche più drammatico di Battuage, come ombra spasmodica e sofferente mentre intorno a lui e su di lui avvengono versioni oscure, potremmo dire, di riti quali il battesimo o allusioni metaforiche alla crocifissione, come si evince anche dalla scenografia di una croce fatta di pietre e pozze d’acqua, dove i protagonisti si bagnano o semplicemente cadono, in un percorso di vita metaforico e nella continua discussione anche violenta tra i due ultimi superstiti del genere umano nemmeno uniti dall’estrema condizione di solitudine.

Il nuovo spettacolo di Vuccirìa Teatro porta avanti la scelta di temi forti mostrati con stile pungente, sia nell’estetica di corpi e scenografia, sia nel linguaggio. Una firma rinnovata dalla grande ricchezza di scrittura e intensa interpretazione di voci e soprattutto corpi, bagnati da acqua e fango, avviluppati in una lotta o nel desiderio d’amore sempre veicolo di anime tormentante, passionali e qui più disperate che mai, per esprimere un concetto più estremo ed assoluto del già importante confronto con la sessualità e le vite nascoste, dei precedenti spettacoli Battuage e Io mai niente con nessuno avevo fatto. Una tale ambizione dei contenuti si combina ancora con ulteriore raffinatezza e sfaccettatura delle forme espressive insieme all’abile uso di sottotesti e qui un simbolismo legato al continuo rimando alle parole dell’Antico Testamento e alle tappe della Via Crucis di Cristo. L’insieme, notevole, questa volta non ha una fruizione facile per lo spettatore, colpito da questa forza, dove però alcuni passaggi restano più ermetici soprattutto i monologhi del Christo scritto e interpretato da Joele Anastasi in un lavoro effettivamente che sfocia nel metafisico e a tratti nella rarefazione e speculazione di scrittura teatrale.

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[three_fifth_last] Yesus Christo Vogue

Genere:  Teatro

Interpreti: Joele Anastasi, Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano

drammaturgia e regia: Joele Anastasi

Sede: Teatro dell’Orologio, Roma

Data di uscita: dal 16 al 26 marzo 2016

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