La stanza delle meraviglie

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Rose in La stanza delle meraviglie

Siamo tutti nei bassifondi, ma alcuni di noi guardano alle stelle.
(Frase)

Minnesota, 1977. Ben ha 12 anni e mentre dorme viene tormentato da un brutto sogno in cui dei lupi provano a catturarlo mentre corre. Dopo aver trovato per caso tra le cose di sua madre la presentazione di una mostra di New York e il biglietto di una libreria, un fulmine colpisce la casa dove vive rendendolo sordo.

New Jersey, 1927. Rose ha 12 anni ed è sorda. Vive con il padre visto che la madre, famosa attrice del cinema muto, li ha lasciati. Ma Rose non si arrende e vuole incontrare sua madre. A legare Rose e Ben un viaggio che ha lo scopo di capire chi sono davvero.

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Tratto dall`omonimo libro, mistery drama che, nato da un`idea vincente, purtroppo va oltre il dovuto e allo stesso tempo denota forti buchi che lo rendono qualcosa di appena accettabile. Il regista Todd Haynes, creatore dei bellissimi Carol (2016), Mildred Pierce (2011), Io non sono qui (2007) e Lontano dal Paradiso (2002) ha l`abitudine di portare romanzi noti e di successo in sala, ma questa volta si cimenta con qualcosa che non rispecchia le sue caratteristiche di autore. In particolare, molti sono i temi che vengono posti al centro del tutto, tra i quali spiccano 2 livelli storici paralleli (1927, 1968) governati dai bravi Millicent Simmonds e Oakes Febley. Con loro la bellissima Michelle Williams, protagonista di un cameo molto importante ai fini della trama, e Julianne Moore, molto brava a riuscire a truccarsi in molti modi diversi per sembrare ogni volta una persona differente. I temi trattati in questa pellicola sono molti, tanti che sembra impossibile o quasi riuscire a dare un senso completo a tutta la lavorazione. Cosi sembra strano ma il passato si presenta agli occhi dello spettatore in bianco e nero, da un lato per differenziarlo da un presente, ambientato negli anni `70 e pieno di colori, e dall`altro per dargli il valore storico della fine del cinema muto anni `20, con abbigliamento dell`epoca ricostruito in modo perfetto o quasi. A questo si unisce il tema dei film muti, qui particolarmente forte vista la sordita` dei protagonisti, anche se non sembra realistica e si presenta piena di buchi la fotografia che il regista fa della New York anni `20. I giovani Ben e Rose hanno la stessa età anagrafica, lo stesso problema di salute – sono sordi – e cercano lo stesso tipo di persona, alias una figlia che cerca sua madre, e un figlio che cerca suo padre. Due pellicole nella pellicola, quindi, che si interconnettono piano piano, pezzo a pezzo, step by step, ed è proprio in questa lentezza che risiede il problema principale di questa lavorazione: tutto si aggancia troppo lentamente e, anche se il messaggio per il quale la Storia si ripete e si interconnette con il passare del tempo appare chiaro, diventa faticoso lasciarsi andare completamente e appassionarsi come spettatori di questo prodotto. Altro punto interessante da far notare è quello delle differenze tra gli abitanti della New York anni `20 e gli abitanti della stessa metropoli durante gli anni `70: tanto sembrano essere educati, premurosi, benvestiti e di razza caucasica i primi, quanto sembrano sporchi, malvestiti e di colori i secondi. Il messaggio che emerge chiaramente è quello di una Grande Mela in disfacimento: anche qui dobbiamo notare come la ricostruzione riguardo gli anni `20 sia quantomeno fantasiosa. A conti fatti, si tratta di un prodotto che raggiunge appena la sufficienza ed essendo onesti è un peccato, viste le potenzialità che almeno a livello teorico presentava.

La stanza delle meraviglie

Genere: Drammatici, Mistery

Interpreti: Julianne Moore, Oakes Fegley, Millicent Simmonds, Jaden Michael, Cory Michael Smith, Tom Noonan, Michelle Williams, Amy Hargreaves, James Urbaniak, Marko Caka, Hays Wellford, Damian Young

Un film di: Todd Haynes

Durata: 116 minuti

Data di uscita: 14 giugno 2018

REVIEW OVERVIEW
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Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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