VIII Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma

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Festival Internazionale del Film di Roma 8/17 Novembre 2013

Il Festival Internazionale del Film di Roma nasce nel 2007 e oggi siamo arrivati ormai all’VIII edizione. Il format, un progetto visionario che ha collocato Roma in un grande contesto internazionale, ha subito nel tempo un’evoluzione divenendo un marchio importante per la città.

La vasta programmazione incide con forza nella filiera cinematografica, contribuendo in modo consistente all’economia e allo sviluppo turistico della Capitale. Siamo in un era informatica e anche il festival si apre alla Rete e i network, pronto  al dialogo. Oggi con la grande diffusione della tecnologia c’è sempre un portale che offre una visione cinematografica, le sale si svuotano e molti restano murati nel proprio spazio, dove internet regna sovrano.

Il grande schermo, la magia di una sala buia va scomparendo e il cinema è una forma d’arte popolare che aggrega le persone. Tra mille difficoltà quindi prende vita questa nuova edizione di festival, vista come un work in progress, o meglio come una passerella e una riflessione, festa o festival, un’identità decisamente complessa da raggiungere. La filosofia di questo nuovo evento però non sposa alcuna forma elitaria, unica bussola è solo il criterio della qualità del cinema e del buon cinema.

Si riparte quindi da un festival festa che è fonte di uno sviluppo condiviso. Il debutto nella prima giornata è con Giovanni Veronesi che porta nella sezione fuori concorso il film L’ultima ruota del carro, pellicola che racconta il paese dagli anni 70 ad oggi. Chiude il festival Sou Duk / Saodu (The White Storm), fuori concorso in prima mondiale del pluripremiato regista, produttore e sceneggiatore cinese Benny Chan, un poliziesco di grande azione. In questo spaziare nel cinema c’è quindi una sorta di schizofrenia addomesticata.

Ogni giorno c’è un film italiano fatto di grande impegno, è questo è un filone popolare che si rinnova. Intorno a questo ruota anche una tavola rotonda che mette a confronto i film di ieri e quelli di oggi. Inoltre, un red carpe imponente fatto di una dose massiccia di divi internazionali, si esploreranno i mille volti del cinema nel mondo. Un China day caratterizzerà questa edizione con proiezioni non stop che andranno dal sabato alla domenica.

Il cuore pulsante del festival è comunque il direttore artistico Marco Muller, icona di stile sempre in black dress china style: i film scelti da lui e dal suo team sono pellicole nate su emozioni di cuore e di pancia, e come dice lo stesso Muller: in questa nuova sfida tutto è il contrario di tutto, tantissimo sono le sfaccettature e si arriverà ad un cinema che va oltre il cinema. Roma dovrà diventare una Toronto europea con scelte azzeccate e strategiche, portandola a competere con i più grandi festival e ridandole un glamour che si è appannato.

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