Una famiglia

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Maria: Vorrei almeno sapere chi sono.
Vincenzo: Dopo che lo sai cambia qualcosa?
(Maria e Vincenzo – Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel)

Maria e Vincent stanno insieme ormai da qualche tempo e abitano a Roma Est vicino ai cavalcavia stradali. Lei, originaria di Ostia, è una donna dolce e sensibile ma allo stesso tempo forte e dalla grande resistenza, lui, parigino trapiantato in Italia, è una persona attenta a tutto, principalmente ai soldi.

A letto la loro sintonia è ancora perfetta, ma nella vita di tutti i giorni è Vincent, per tutti ormai Vincenzo, a condurre le danze, con Maria che accetta anche se malvolentieri che questo succeda, persa d`amore per lui. Perchè allora Maria si rifiuta di rimanere incinta? Forse perchè sa che, come in passato, il bambino in arrivo non sarà mai suo figlio?

Dramma costruito per stupire che purtroppo fallisce su troppi punti di vista nel raggiungere il suo obiettivo. Il rimpianto da parte mia è enorme, perchè la storia va a toccare dei punti importanti che interessano molte persone. Primo tra tutti la gravidanza, spesso cercata e voluta da persone benestanti ma evitata da coloro che nel costoso mondo di oggi non si possono permettere di avere un figlio. Non è così facile rimanere incinta per le donne italiane nei nostri giorni, e avere un bambino diventa per molti un ricercato e costoso lusso che non ci si può permettere nè si vuole avere quando si potrebbe, e che diventa fisicamente difficile quando invece economicamente ce la si potrebbe fare. A questo è legato il problema della compravendita di neonati quando sono ancora nella pancia della loro madre biologica, una pratica del tutto illegale che nel film è l`unica fonte di entrata sicura per il protagonista maschile Vincenzo, un Patrick Bruel decisamente sottotono e poco espressivo. Se i neonati sono trattati alla stregua di banconote, quindi, quando il loro valore si avvicina potenzialmente allo zero o perchè malati oppure perchè non più di interesse per la coppia che li aveva scelti, non ci si fa alcun rimorso nel buttarli nel cassonetto dei rifiuti, come qualcosa di usato di cui dobbiamo presto liberarci. Questo momento della trama non risulta sgradevole alla vista solo per il gesto obbiettivamente non comune, ma soprattutto per il messaggio che vuole lanciarci, che tutto questo è sotto ai nostri occhi quotidianamente e che dobbiamo imparare ad accettarlo e a conviverci, per poterlo sconfiggere davvero. E ancora, sbagliati i riferimenti alla religione cristiana presenti, dal nome della protagonista, Maria, al suo rapporto con i bambini, all`eco delle immagini finali, alle preghiere recitate spesso e tanto altro ancora. Ecco, tutta la pellicola è qualcosa di costruito su basi artefatte, che cercano il sensazionalismo a discapito della credibilità e incapaci di farci interagire davvero con la storia e con i suoi protagonisti, lasciandoci ad una netta distanza da loro. Unica eccezione in parte è Micaela Ramazzotti, bella (gli interessati potranno vedere come mamma l`ha fatta proprio nello svolgersi della trama) e brava nella recitazione, ma tutto questo, compresa una buona fotografia e delle immagini di sicuro valore, non può bastare per mandare qualcosa del genere al Festival di Venezia 2017. Peccato.

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[three_fifth_last] Una famiglia

Genere: Drammatici

Interpreti: Micaela Ramazzotti, Pippo Delbono, Patrick Bruel, Fortunato Cerlino, Gaetano Bruno, Sebastian Gimelli Morosini, Alessandro Riceci, Marco Leonardi, Matilda De Angelis, Ennio Fantastichini

Un film di: Sebastiano Riso

Durata: 105 minuti

Data di uscita: 28 Settembre 2017

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