Tully

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Tully e Marlo in Tully

Mom, what’s wrong with your body?
(Sarah – Lia Frankland)

Drew: Can we keep her?
Marlo: She’s not a dog.
(Drew e Marlo – Ron Livingston e Charlize Theron)

Pellicola scritta dall’ormai famosissima e pluripremiata sceneggiatrice Diablo Cody, che anche qui sceglie di collaborare con il regista Jason Reitman, come già era successo per i suoi precedenti lavori Young Adult (2012) e Juno (2008).

Nella storia vedremo la protagonista Marlo interpretata da una Charlize Theron dimessa e trasandata. Non solo, la Theron ha dovuto prendere peso, acquistando 50 pounds (circa 22 chili) per entrare meglio nelle condizioni post partum di una donna che ha appena avuto il suo terzo figlio.

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Marlo (Charlize Theron) è una mamma di due bambini, in attesa di un terzo, e alle prese con i numerosi piccoli inconvenienti della vita di tutti i giorni.
Una condizione economica precaria, un marito assenteista (Ron Livingston) e il carattere “particolare” del figlio minore, portano la donna a sentirsi sempre più stanca e sola. Dopo la terza gravidanza, con l’aggiunta delle continue attenzioni che richiede un neonato in fasce, la psiche già fragile di Marlo sembra crollare.
Arriverà a salvarla una baby sitter sui generisTully (MacKenzie Davis) – che lavora solo di notte e si prenderà cura più della mamma che del bebè.

Capiamo subito che questo prodotto è scritto da Diablo Cody. C’è il suo segno, il suo sguardo in ogni piccola sfumatura. A partire dalla condizione del figlio minore Jonah (Asher Miles Fallica), definita da tutti quirky (letteralmente bizzarra, particolare), tranne che dalla madre, che sola sembra capire quanto la società stia alienando il bambino, e non il contrario. Cody si rifiuta di inserire il carattere di Jonah entro una etichetta forzata come autismo, o simili, e allo stesso modo la condizione di Marlo dopo il terzo figlio non è mai indicata espressamente quale depressione.
Il film, quindi, si limita a mostrare. La camera da presa inquadra tutto, dal corpo seminudo e devastato di una madre durante e dopo la terza gravidanza, fino alle difficoltà più taciute, quelle di cui nessuno di solito parla troppo. Non c’è compiacimento in queste osservazioni: lo sguardo si posa leggero, senza indugiare troppo, eppure passa. E lascia un segno. Sullo schermo e nello spettatore, che non può fare a meno di sentirsi coinvolto e di provare qualcosa.

Stando così le cose non potevano non esserci critiche nei confronti della pellicola, che difatti sono puntualmente arrivate, asserendo che si poteva fare a meno della crudezza di certe immagini. Un appunto paradossale, visto che siamo nell’epoca della violenza sfrenata e dello splatter manifesto. Ma è probabile che la sceneggiatura di Diablo Cody fosse una provocazione volontaria verso quel certo tipo di maschilismo imperante contro cui la Hollywood dei nostri giorni – a partire dal caso Weinstein – sta combattendo con le unghie e con i denti.

La Theron è eccezionale. Struccata, stanca e fuori forma mette in scena una donna tanto credibile da sembrare vera. In alcune scene si fa fatica a pensare che l’attrice sia solo un’interprete che stia recitando un copione. Charlize Theron ha dichiarato che, effettivamente, prendere peso in così poco tempo e doversi calare nei panni di Marlo la ha portata ad un immedesimazione eccessiva, quasi sull’orlo di una vera depressione.

Tuttavia dopo l’entrata in scena di Tully (MacKenzie Davis), la lavorazione devia leggermente dal proprio genere, e nel finale – alquanto prevedibile – approda sui lidi spinosi dello psico thriller, che di fatto abbassano la qualità di tutta l’opera.

La pellicola di Reitman rimane però un piccolo gioiellino di cinema indipendente, l’ennesimo lavoro ben riuscito di Diablo Cody che si dimostra ancora una volta un’attenta scrutatrice della realtà umana, quella più intima e viscerale, priva di fronzoli e abbellimenti fittizi.

Tully

Genere: Commedia, Drammatici

Cast: Charlize Theron, Mackenzie Davis, Ron Livingston, Mark Duplass, Emily Haine, Elaine Tan, Colleen Wheeler (II), Marceline Hugot

Un film di: Jason Reitman

Durata: 95 minuti

Data di uscita: 28 giugno 2018

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