Tir

0
31
TIR - Vincitore Festival Internazionale del Film di Roma 2013

Ho fatto un viaggio infiltrato tra i camionisti.
(Branko)

Da Venezia in avanti il cinema del reale ha smesso di essere un prodotto di nicchia per diventare il marchio di fabbrica della nuova rinascita del cinema italiano. Basterebbe vedere due dei tre film italiani in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma per capire l’inversione di tendenza con due opere realizzate all’insegna di un adesione al realtà che non lascia spazio ad alcun fraintendimento. In I corpi estranei di Mirko Locatelli e con maggior forza in Tir di Alberto Fasulo pratiche e estetiche documentarie diventano il modo per corrispondere alla realtà senza alcun infingimento. Nel film di Fasulo infatti il regista prende un attore di professione, cioè Branko Zavrsan, e poi lo cala in un quotidiano appena filtrato dalla mdp. La presenza del regista e’ pressoché invisibile a bordo dell’autotreno commerciale che Branko guida sulle strade della prossima consegna. Solo e lontano da casa, apprendiamo che il protagonista e’ un ex insegnante costretto ad emigrare per guadagnare uno stipendio migliore, mentre a casa l’aspetta una moglie ansiosa di riaverlo a casa. Il resto si dipana in una corsa a tappe da un cliente all’altro,con le piccole vicissitudini quotidiane a fare la parte del leone in un resoconto dove non accade quasi nulla.
Con stile frammentario e sporco Alberto Fasulo realizza un tranche de vie in cui lo spettatore attraverso continui primi piani sull’interno della cabina di guida si ritrova a diventare il compagno di viaggio ideale del taciturno protagonista. Così facendo però il film stabilisce un legame continuamente frustrato da un’empatia che non riesce mai a scattare per la mancanza di una drammaturgia capace di celebrare quell’incontro. Nel caso di questo film il rigore della forma soffoca qualsiasi slancio, e chi guarda non può fare a meno di chiedersi quale sia stata la ragione di un viaggio (cinematografico) che sembra dimenticare l’urgenza dalla quale è’ iniziato. Detto questo ricordiamo che le ultime vittorie del cinema italiano ai festival sono sempre stato oggetto di polemica: da Così ridevano di Gianni Amelio a Reality di Matteo Garrone, per non parlare di E la chiamano Estate di Paolo Franchi ripetutamente fischiato in sede di premiazione nell’edizione romana dello scorso anno. Come dire che le polemiche sono il pane quotidiano di ogni riuscita, e quelle rivolte al film di Fasulo sono solo il corollario di un’avventura che per il regista è appena cominciata.

[review]

[two_fifth]

TIR - Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last]Tir

Genere: Drammatico, Documentario

Cast: Branko Zavrsan, Lucka Pockja, Marijan Šestak

Un film di: Alberto Fasulo

Durata: 85 minuti
[/three_fifth_last]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here