Thor: Ragnarok

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Hela e Thor in Thor: Ragnarok

Asgard è morta. E rinascerà a mia immagine.
(Hela – Cate Blanchett)

Chris Hemsworth torna per la quinta volta a vestire i panni di Thor in un film Marvel, a fianco di Mark Ruffalo nei panni di Hulk (per la quarta volta), il redivivo Tom Hiddleston (Loki) e il padre Odino (l’iconico Anthony Hopkins). Ci sarà dunque una conclusione all’altalenante saga della famiglia reale di Asgard, dopo l’inganno perpetrato da Loki in Thor: The Dark World (2013) che gli ha consentito di salire sul trono vestendo i panni di Odino? È probabile, visto l’imminente ‘Ragnarok‘: nella mitologia norrena (che ispira il mito di Odino e della sua stirpe) è la battaglia finale fra le forze della luce e quelle del buio e del caos, che porterà alla distruzione del mondo e alla sua conseguente rigenerazione. I due fratelli, eterni rivali, si troveranno dunque a combattere fianco a fianco per contrastare un nuovo pericolo: Hela (Cate Blanchett), la primogenita di Odino, la dea della morte, esiliata e imprigionata millenni prima dal padre perché diventata incontrollabile nella sua sete di dominio e potere.

Probabilmente questa pellicola deluderà i fan dei fumetti classici della Marvel, e forse anche chi si aspetta un film tutto effetti speciali e azione. Che per carità, ci sono, e gli effetti speciali sono sapientemente associati ad una colonna sonora perfetta (a partire da Immigrant Song dei Led Zeppelin per la battaglia negli inferi di Thor in apertura di film). E non manca neanche il classico scontro fra bene e male, forze della luce e forze delle tenebre. Ma c’è di più: il film è imbevuto di citazioni cinematografiche e letterarie che vanno da Il Gladiatore (2000), con lo scontro nell’arena di Sakaar fra Thor e Hulk, a Star Wars, con i Jawa che recuperano ‘rottami’ dall’universo e l’intervento provvidenziale di una ubriaca e quasi anti-eroica Valchiria (Tessa Thompson), alle Trilogie di Tolkien, con una improbabile compagine di ‘alleati’ in viaggio per salvare il mondo da tenebre e distruzione, al mito del cavaliere errante, fino ad arrivare (sebbene in modo un po’ azzardato) a citazioni bibliche del popolo eletto ‘traghettato’ verso la Terra Promessa, perché ‘Asgard non è un luogo, ma un popolo‘ (cit. OdinoAnthony Hopkins). I livelli di lettura e la simbologia della storia sono davvero molteplici, basti pensare ai rimandi mitologici e letterali di un Thor che perde sia il suo martello (Mjolnir) che i suoi capelli e deve affrontare un percorso di autoconsapevolezza per incontrare il vero ‘io’ e poter così salvare il suo popolo.

Una menzione a parte meritano la due volte Premio Oscar Cate Blanchett nei panni di Hela, la prima figlia di Odino e legittima erede al trono di Asgard, e l’istrionico Jeff Goldblum nel ruolo di Gran Maestro, governatore del pianeta Sakaar e in possesso di strumenti in grado di sottomettere anche le divinità. Hela è un personaggio multidimensionale, tormentata, temibile, inarrestabile eppure a tratti divertente, e nonostante il ruolo di ‘cattiva’ non la si riesce mai a odiare del tutto: in fondo, ha combattuto a fianco del padre Odino e contribuito a creare il suo mito, e si è vista rinnegata e imprigionata per secoli, la sua memoria è stata cancellata e neanche i suoi fratelli sono consapevoli della sua esistenza. La sua ira è quasi comprensibile e il suo desiderio di riconoscimento diventa quasi giustificabile. L’interpretazione di Cate Blanchett trasmette perfettamente la stratificazione emotiva del personaggio, talmente concentrata sul proprio ruolo di dea della morte da precipitare nella distruzione di se stessa. Jeff Goldblum (il Gran Maestro di Sakaar) è alla sua prima apparizione in una pellicola Marvel ed è assolutamente esilarante: eccentrico, teatrale, amante del rischio e del divertimento, epicureo e colorato, perfetto nel suo stile da pop star degli Anni ’70.

Quindi, cosa non convince appieno del film? Un eccesso di ilarità, che trasforma in risata ogni momento di climax. L’unico personaggio che ne è esente sembra essere Hela. Thor diventa quasi una macchietta comica quando si trova davanti Hulk nell’arena di Sakaar e esulta di gioia, urlando ‘Lo conosco, siamo colleghi di lavoro!‘. Valchiria sembra una modella che affronta la sua ennesima catwalk anziché il ponte di Bifrost per buttarsi nella battaglia finale. Hulk abbandona le vesti di gigante verde pieno di rabbia e si trasforma in idolo viziato e osannato dal popolo di Sakaar, facendo sorgere la domanda, più che naturale in chi ha seguito tutta la saga cinematografica: “Chissà cosa ne penserebbe la Romanoff?’. I mitici Avengers diventano i Revengers, nel maldestro tentativo di Thor di dare un nome alla squadra destinata a combattere Hela. Persino Loki riesce ad essere esilarante nelle sue interazioni con il Gran Maestro. Nell’epica battaglia fra il bene e il male, sono troppo spesso le risate che prevalgono, suscitando qualche perplessità, benché in linea con il concetto Marvelliano di divertimento cinematografico, cioè l’unione di risate e azione e la capacità di non prendersi mai troppo sul serio. E per gli appassionati della saga cinematografica Marvel, questo lavoro resta comunque un passaggio essenziale prima dell’uscita di Infinity War (2018), prevista per il prossimo anno.

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#ThorRagnarok

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[three_fifth_last] Thor: Ragnarok

GenereAzione, Avventura, FantascienzaFantasy

Attori: Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Jaimie Alexander, Mark Ruffalo, Idris Elba, Cate Blanchett, Karl Urban, Anthony Hopkins, Tessa Thompson, Ray Stevenson, Sam Neill, Jeff Goldblum, Taika Waititi, Stan Lee, Lou Ferrigno

Durata: 130 minuti

Un film di: Taika Waititi

Data di uscita: 25 ottobre 2017

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