I sogni segreti di Walter Mitty

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Walter Mitty e Cheryl Melhoff in I sogni segreti di Walter Mitty

Vedere il mondo, raggiungere mete pericolose, guardare oltre i muri, avvicinarsi, trovarsi l’un l’altro e sentirsi, questo è lo scopo della vita!
(Walter Mitty – Ben Stiller)

Mai banale ed a dir poco oculato, il regista Ben Stiller centellina le uscite con straordinaria sobrietà. Cinque film nell’arco di un ventennio sono numeri da novello Stanley Kubrick. Eppure, memore di appartenere alla società dello spettacolo, e  consapevole di una notorietà derivata il larga misura dalle frequentazioni di un cinema appartenente al genere blockbuster, Stiller si esprime ogni volta palesando apertamente la duplicità della sua arte. Quella commerciale ed hollywoodiana, messa in mostra in numero cospicuo di commedie, ed un’altra più sofferta e malinconica, ereditata da una visione del mondo personale e schizofrenica, che appartiene soprattutto ai film realizzati dietro la macchina da presa.

Il presente film, rifacimento dell’omonimo lavoro del ’47 interpretato da Danny Kaye, appare quasi paradigmatico rispetto a quanto abbiamo detto. Al centro della scena c’è infatti una scissione esistenziale che vira sul patologico. Walter Mitty non a caso è un sognatore ad occhi aperti, incapace di dare seguito ai suoi slanci con un minimo d’azione. A farne le spese è la sua vita personale ridotta in uno scantinato dove lo sventurato si occupa di sviluppare le fotografie per la rivista Life. L’assenza di amici e la presenza di una collega di lavoro che non sa come conquistare costituiscono le certezze di una quotidianità senza scampo. Tutto questo se si eccettuano i sogni meravigliosi e potenti che però ne acuiscono il senso di perenne insoddisfazione. Coraggioso ed audace negli stati d’incoscenza, Mitty non riesce ad esserlo nella versione in carne ed ossa fino a quando, in un crescendo di frustrazione ed inadeguatezza, non gli si presenterà l’occasione di spezzare l’incantesimo attraverso il tentativo di recuperare il negativo della foto che dovrà campeggiare sulla copertina del numero più importante della rivista, quello che celebrerà il passaggio dalla versione cartacea a quella online. Per cercarlo Mitty dovrà riuscire a trovare il suo proprietario, il famoso fotografo Sean O’Connell (un Sean Penn il versione scapigliata) che vive ramingo e selvaggio ai quattro angoli del mondo.

Abituato a far coesistere generi ed umori, Stiller trova nel remake del film di Norman McLeod il terreno ideale per dare vita ad un’alternanza di avventura, umorismo ed un pizzico di dramma che insieme rappresentano il caleidoscopio emotivo dello strampalato personaggio. Tra una parodia degli hero movies e quella del Benjamin Button di David Fincher, il film trova il modo di diventare un road movie quando Mitty, impegnato a cercare il Sacro Graal si trasforma in un novello Forrest Gump, rincorrendo il senso della vita sullo sfondo di una natura incontaminata e bucolica. Se i cambi di ritmo funzionano nella parte metropolitana, con gli alti e bassi della vita quotidiana a fornire spunti di sicuro divertimento, così non accade per il proseguio della vicenda, con il film rallentato dalle riflessioni di un esistenzialismo che sembra girare un po’ a vuoto, impregnato com’è di ideali ecumenici ed ambientalisti riproposti nella maniera più scontata. Di sicuro appeal per attori e confezione questo film finisce per pagare l’ambizione di un progetto rimasto in parte sulla carta, nonostante una presenza attoriale che può contare oltre al sempre bravo Ben Stiller, sulla simpatia di Kristen Wiig ed al carisma di Shirley McLaine nel ruolo della madre del protagonista.

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[three_fifth_last] I sogni segreti di Walter Mitty

Genere: Commedia, Avventura

Cast: Ben Stiller, Kristen Wiig, Shirley MacLaine, Adam Scott, Kathryn Hahn, Sean Penn, Patton Oswalt, Terence Bernie Hines

Un film di: Ben Stiller

Durata: 125 minuti

Uscita: 19 Dicembre 2013
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