La Casa di Jack

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Jack sorride in La Casa di Jack

Le vecchie cattedrali spesso hanno opere sublimi nascoste negli angoli più bui che solo Dio può vedere. Lo stesso vale per l’omicidio.
(Jack – Matt Dillon)

Alcune persone sostengono che le atrocità che commettiamo nella nostra finzione sono quei desideri interiori che non possiamo commettere nella nostra civiltà controllata, quindi sono espressi invece attraverso la nostra arte. Non sono d’accordo. Credo che il Paradiso e l’Inferno siano la stessa cosa. L’anima appartiene al Paradiso e il corpo all’Inferno.
(Jack – Matt Dillon)

Lady 1: Forse è stato un errore.
Jack: Che cosa è stato forse un errore?
Lady 1: Salire in questa macchina con te. Potresti anche essere un serial killer. Mi spiace, ma tu sembri uno di quelli.
(Jack e la Signora 1 – Matt Dillon e Uma Thurman)

Jack: [rivolto a Simple] Se hai voglia di urlare, penso proprio che dovresti farlo.
(Jack – Matt Dillon)

Jack: Ti è permesso parlare lungo la strada? Stavo pensando che potrebbero esserci delle regole.
Virgilio: Mettiamola in questo modo: pochissimi riescono a fare tutto il percorso senza dire una parola. Ma prosegui allegramente. Solo non credere che mi dirai qualcosa che non ho sentito prima.
(Jack e Virgilio – Matt Dillon e Bruno Ganz)

Stati Uniti, anni `70. Colto ed egocentrico narcisista, Jack è un ingegnere che voleve essere architetto maniaco della pulizia e dell`ordine, che necessariamente mette in pratica in ogni momento della sulla vita, anche quando uccide. Sì, perché Jack è un serial killer, che sceglie con cura donne e uomini da eliminare seguendo un preciso disegno, quella che per lui deve essere una vera e propria opera d`arte sia nei modi che nello stile da seguire, ogni volta un`opera d`arte diversa.

Ma anche un disegno perfetto si sporca prima o poi e tutti arrivano al limite delle proprie azioni, sfidando sempre di più se stessi e il mondo che li circonda, soprattutto quando non riescono a creare la casa da sempre sognata. Ecco quindi la storia e le teorie di Jack, raccontate ad un curioso ma critico ascoltatore, con le sue parole durante quello che si prefigura come l`ultimo viaggio della sua vita.

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Il folle e geniale maestro danese Lars von Trier ci ha lasciato nel corso degli anni dei capolavori assoluti capaci di farci riflettere su noi stessi, i nostri lati bui e il mondo di oggi, di ieri e di domani. A partire da The Kingdom – Il regno (1994) passando per le Onde del destino (1996), Dancer In The Dark (2000), Dogville (2003), Melancholia (2011), Nymphomaniac – Volume 1 (2014) e Nymphomaniac – Volume 2 (2014) fino al presente lavoro, von Trier ha analizzato attraverso racconti corali oppure con il racconto di un singolo quelle che sono le manie e gli estremi degli esseri umani, senza dare un commento ma semplicemente raccontando, e facendo raccontare, la vita di questi e lasciando libere le persone di dare il proprio personale giudizio. Questa volta tocca a Jack, nome scelto non a caso da von Trier perché con un chiaro riferimento a Jack lo Squartatore, famoso e sconosciuto assassino che a Londra seminò il panico tra l’estate e l’autunno del 1888 tra le lucciole del quartiere di Whitechapel e in quelli limitrofi. Attraverso la scelta dei negativi delle fotografia, arte tanto cara a Jack, il regista ci porta a vedere il significato della non-luce, un lato oscuro che tutti abbiamo dentro di noi e che può potenzialmente esplodere in un qualsiasi momento, anche se va detto che certe avvisaglie dovremmo averle fin da bambini, come anche il caso di Jack documenta bene. L`accostamento tra la razionalità di Jack – e quindi la sua assenza di anima – e lo stato mentale simile al suo di chi ha compiuto i peggiori crimini della storia dell`umanita da Mussolini a Stalin passando per Hitler e Mao Zedong, è quanto di più normale e geniale allo stesso tempo sia dato vedere; anche questi personaggi miravano alla perfezione del loro disegno, e anche questi personaggi uccisero vite, milioni di vite, per rendere possibile la loro personale e perfetta visione del mondo. Ma questa pellicola è molto altro ancora, a cominciare da una lettura speciale e diversa dell`arte, vista sotto una luce nuova e da un punto di vista che raramente si era analizzato. L`arte qui non è solo un quadro, una scultura o addirittura una costruzione antica; l`arte è qui invece considerata la musica creata dalle falci dei trebbiatori che lavorano all`unisono e l`equilibrio che questi seguono nel farlo, oppure il disegno degli aerei da guerra tedeschi Stukas e il suono da essi creato mentre scendevano in picchiata per scaricare i propri messaggi di morte oppure, addirittura e in modo estremo, i corpi in decomposizione di un campo di concentramento nazista. Per Jack tutto quello che è perfettamente equilibrato è arte, non importa quale sia il suo costo in termini di vite umane. E ancora, questo lavoro è un giudizio morale sul nostro mondo, dove ognuno pensa ai propri interessi avendo perso quelle logiche di supporto sociale che dovrebbero esserne invece alla base. Il riferimento all`Inferno si legge bene anche in questo senso: l`Inferno non è solo quello che in futuro ci aspetta, l`Inferno è dove stiamo vivendo oggi tutti noi. E il riferimento all`Inferno mi da lo spunto per salutare Bruno Ganz, grande attore svizzero – ma tanto, tanto italiano – scomparso pochi giorni fa che qui fornisce la sua ultima e come sempre ottima interpretazione di un Virgilio unico nel suo genere. Ottimi tutti gli altri attori, a partire dal protagonista Matt Dillon passando per Uma Thurman e tutti gli altri. Intrigante l`uso delle luci e dei colori, ottima la scelta delle location dove si svolgono i vari incidenti – come li chiama Jack – che il protagonista sceglie di raccontare. Non il miglior von Trier che per me resta Dogville (2003), ma ottimo come gli altri von Trier. Da Non Perdere per gli appassionati, e Da Vedere per tutti gli altri.

La Casa di Jack

Genere: Drammatici, Horror, Polizieschi

Interpreti: Matt Dillon, Bruno Ganz, Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Gråbøl, Riley Keough, Ed Speleers, David Bailie, Ji-tae Yu, Osy Ikhile, Jack McKenzie, Mathias Hjelm, Emil Tholstrup, Marijana Jankovic, Carina Skenhede, Rocco Day, Cohen Day, Robert Jezek, Christian Arnold, Johannes Kuhnke, Jerker Fahlström, Robert G. Slade, Vasilije Mujka, Idi Amin, Jean-Marc Barr, Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Glenn Gould, Adolf Hitler, Udo Kier, Benito Mussolini, Ola Normelli, Kirsten Olesen, Birgitte Raaberg, Lisa Sjöholm, Albert Speer, Cameron Spurr, Joseph Stalin e Emily Watson

Un film di: Lars von Trier

Durata: 152 minuti

Data di uscita: 28 febbraio 2019

REVIEW OVERVIEW
Da Non Perdere
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Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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