The Happy Prince

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Oscar Wilde in The Happy Prince

Perche l`uomo corre verso la rovina? Perché la rovina lo affascina tanto?
(Oscar Wilde – Rupert Everett)

Sono solo, non ho nessuno!
Hai me Oscar! Ma non ti basta, vero?
(Oscar Wilde e Robbie Ross – Rupert Everett ed Edwin Thomas)

Io sono il mio Giuda.
(Oscar Wilde – Rupert Everett)

Dopo un non breve periodo di successi letterari e teatrali il notissimo Oscar Wilde purtroppo è caduto in disgrazia. Esplicito e trasparente nella sua omosessualità per la quale viene condannato a due anni di lavori forzati, Wilde esce dal carcere pieno di problemi di salute e nell’animo.

Fuggito a Parigi dopo aver provato senza successo a ricreare un rapporto con sua moglie, Wilde torna insieme come in passato al giovane Lord Douglas e precipita nel disastro totale ogni giorno che passa in modo maggiore. Unica consolazione rimasta nella sua vita sono le storie che inventa, che lo portano a farsi volere bene da due giovani che vivono nella strada.

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Dramma storico scritto da Rupert Everett che ne è anche direttore. L’attore inglese, assente dalle scene da un po’ di tempo, sceglie di cimentarsi in un tema a lui molto caro, alias la figura dello scrittore Oscar Wilde, autore per altro di opere già portate in scena al cinema e al teatro dall’attore stesso, che stavolta però ritaglia per sè il ruolo del protagonistaEverett sceglie di raccontare gli ultimi anni di vita di Wilde, quelli che a suo stesso dire sono i più “romantici”, nel senso prettamente bohémien del termine. L’animo tormentato dello scrittore, scosso da un esilio ingiusto, non riesce a trovare pace nel confronto col passato. Lo svolgimento della trama segue il progressivo crollo economico e sociale di quello che era stato un tempo non troppo remoto rispetto allo svolgersi della storia lo scrittore e drammaturgo più amato di Inghilterra. Everett presta il suo aspetto ad un trucco che lo invecchia in modo incredibile (da considerare che per la cronaca Wilde morì a soli 46 anni), forse per sottolineare il decadimento fisico insieme a quello psicologico dell`artista. L’interpretazione magistrale dell’attore inglese è evidente in quello che è il punto di contatto che lega tutta la storia, alias la narrazione de Il Principe Felice, notissimo racconto per ragazzi che dà il titolo alla pellicola e le cui righe sono decantate lungo tutta la storia con impeccabile accento british. Opera visivamente ineccepibile, quindi, dove il minuzioso lavoro di documentazione fatto dal regista è testimoniato dalla resa di una Parigi nebbiosa e fedele a se stessa. Non solo fotografie d’epoca, le immagini sullo schermo rimandano a quadri dello stesso tempo: ecco quindi che veniamo immersi nel clima dei locali notturni di Touluse-Lautrec, nelle colazioni all’aria aperta di Renoir, nelle vedute cittadine di De Nittis fino ad arrivare alle atmosfere cupe di WhistlerL’argomento sessualità è trattato con discrezione, senza mai indulgere troppo in particolari scabrosi, sebbene nella tecnica registica riecheggi molto quel voyeurismo innocente tipico di Luchino Visconti; in questo senso, il paragone con Morte A Venezia (1971) è forte e voluto. Opera prima ben riuscita, in sostanza, che si rifiuta di dipingere Oscar Wilde quale icona immortale, ma piuttosto lo raffigura come uomo pieno di dubbi, rimorsi ma soprattutto amore. Buono.

The Happy Prince

Genere: Drammatici, Storici

Voci: Rupert Everett, Colin Firth, Colin Morgan, Edwin Thomas, Emily Watson, Tom Wilkinson, Béatrice Dalle, John Standing, Edward Fox, Miranda Richardson, Daniel Weyman, André Penvern

Un film di: Rupert Everett

Durata: 105 minuti

Data di uscita: 12 aprile 2018

REVIEW OVERVIEW
Buono
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