Tenet

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Kat e il Protagonista in Tenet

Tutto quello che ho per te è una parola: Tenet. Aprirà le porte giuste, anche alcune di quelle sbagliate.
(Victor – Martin Donovan)

Che Nolan sia ambizioso, ormai è assodato. Che ogni suo nuovo film cerchi di affermare un concetto che nel cinema fino a quel momento era stato solo abbozzato o sfruttato con una sola chiave di lettura, è ciò che si aspetta ogni cinefilo che lo ha seguito finora.

Con la premessa che in questa recensione i riferimenti alla trama saranno praticamente nulli, a 10 anni da Inception (2010) Nolan firma quello che forse ne è l’erede spirituale, un thriller dove l’idea dei sogni in cui intrufolarsi viene sostituita da quella del tempo che, per una qualche nuova legge fisica, si è scoperto come far scorrere al contrario; tale concetto, secondo cui il tempo possa scorrere in maniera inversa rispetto alla direzione percepita come canonica, è affascinante e potente, capace di intrigare lo spettatore con qualcosa di effettivamente nuovo rispetto allo stantio uso del più veterano viaggio nel tempo di concezione classica, secondo il quale ci si trasporta magicamente in uno specifico momento del passato o del futuro. In questo caso, invece, gli eventi vengono “semplicemente” esperiti in un senso o nell’altro, come se si provasse a vedere un video a ritroso.

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Tuttavia, se quest`idea è la grande forza della pellicola e ciò che sarà il minimo comune denominatore del passaparola, allo stesso tempo ne è anche la prigione entro il quale l’opera è obbligata a muoversi, vincolata forse troppo a mostrare i suoi muscoli temporali a discapito dell’approfondimento dei personaggi e della loro presenza a schermo. Rispetto ai suoi lavori precedenti, infatti, non si può fare a meno di percepire che stavolta forse più che l’affermazione di un concetto, si è passati all’ostentazione dell’idea alla base del film, che fatica ad amalgamarsi in una narrativa cinematografica appagante.

Infatti, se nei primi minuti si entra in contatto con un oggetto che di fatto è il McGuffin della storia (termine per indicare il mezzo attraverso il quale si dà uno scopo ai personaggi, così da far scaturire gli eventi pianificati dal regista), volutamente misterioso e “sigillato”, tanto fisicamente quanto significativamente, a visione conclusa sembra quasi che i personaggi stessi siano ognuno una parte di un più grande McGuffin necessario affinché l’idea del tempo invertito possa fare da anima alla storia.

Si percepisce, quindi, ed è sicuramente un difetto, la forzatura dell’inserimento di quest’idea all’interno di un’opera cinematografica che si traveste da film di spionaggio che preme l’acceleratore dall’inizio alla fine, alternando combattimenti corpo a corpo, sparatorie e inseguimenti. Queste tre varianti delle scene d’azione, inoltre, si incrociano a livello temporale, con i personaggi del presente che vanno nel proprio futuro, il quale però è qualcosa che per i loro contendenti, che risultano andare all’indietro agli occhi dei primi, è già avvenuto. Questo, dando un vantaggio a coloro che entrano nel passato con questa conoscenza, comporta quindi una riconfigurazione delle scene che renda credibile tale contrasto e che dona loro freschezza, oltre a risultare tanto impegnativo quanto genuinamente interessante e frizzante per lo spettatore, a cui viene chiesto di capire come riavvolgere i fili in modo da comprendere effettivamente cosa stia succedendo.

Questa caratteristica della pellicola fa anch’essa parte del “patto” che chi entra in sala fa con Nolan: nel momento in cui ci si siede, si accetta di sedersi su una giostra in cui il cervello dovrà lavorare molto più che elaborando “solo” suoni e immagini, ma a differenza del già citato Inception (2010) o di Memento (2000), questa volta avere contemporaneamente due linee temporali asincrone in scena complica maggiormente la comprensione della visione, forse quasi al limite per un’opera di intrattenimento.

Tutto ciò non deve, però, far pensare ad un “fiasco”: il prodotto è tecnicamente ineccepibile, i 150 minuti che lo compongono scorrono con assoluta destrezza e le interpretazioni degli attori, al netto della non elevata ricchezza empatica causata dalla sceneggiatura, si comportano egregiamente: se John David Washington non ha modo di esaltarsi nella parte del protagonista, Robert Pattinson fornisce, invece, l’idea di ciò che potremmo aspettarci in The Batman (2021), mentre Elizabeth Debicki risulta perfettamente in parte, svettante dall’alto dei suoi 190 cm come una madre giudicatrice dei giochi pericolosi dei personaggi maschili (ovvero quasi tutti gli altri) che lei, preoccupata solo di suo figlio, rigetta e da cui non vorrebbe fare altro che liberarsi.

Tenet

Genere: Azione, Fantascienza

Interpreti: Elizabeth Debicki, Robert Pattinson, Kenneth Branagh, John David Washington, Aaron Taylor-Johnson, Clémence Poésy, Fiona Dourif, Michael Caine, Andrew Howard, Wes Chatham, Himesh Patel, Martin Donovan, Dimple Kapadia, Anthony Molinari, Jack Cutmore-Scott, Yuri Kolokolnikov, Sean Avery, Jonathan Camp, Rich Ceraulo Ko, Mark Krenik, Laurie Shepherd, Denzil Smith, Kenneth Wolf Andersen Haugen, John Orantes, Marcel Sabat, Marek Angelstok, Michael Cox, Julia-Maria Arnolds, Klaus Peeter Rüütli, Daniel Olesk, Anterro Ahonen, Schezaad Ausman, Trent Buxton, Kadrolsha Ona Carole, Bern Collaço, Phil DiGennaro, Glenn Lawrence, Ingrid Margus, Lisa Marie, Katie McCabe, Matthew McDonald, Ronald Pelin, Aleksei Podlesnov, Jimmy Star, Martin Tõnumaa, Carina Velva, Jess Weber

Un film di: Christopher Nolan

Durata: 150 minuti

Data di uscita: 26 Agosto 2020

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