T2 Trainspotting

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Mark Renton e Spud in T2 Trainspotting

Prima c’è stata un’occasione… poi c’è stato un tradimento.
(Spud – Ewen Bremmer)

Mark Renton (Ewan McGregor), Spud (Ewen Bremner), Sick Boy (Jonny Lee Miller) e Frank Begbie (Robert Carlyle) erano andati a Londra per vendere una borsa di eroina ottenuta fortuitamente. Mentre gli altri dormono, Mark Renton rubò l’intero ricavato: 16.000 sterline in contanti, lasciando 4000 sterline in un armadietto per Spud, un uomo con una dipendenza da eroina più o meno irremovibile. Sick Boy e Frank Begbie sognano da allora una vendetta, mentre le vite di ognuno sono proseguite più o meno arrancando tra il delirio delle loro scelte estreme e le necessità di trovare un modo per vivere più o meno decentemente.

Trainspotting (1996) fece già molto discutere per l’esposizione senza filtri di un gruppo di giovani scozzesi che hanno la droga e la vita alla giornata come unico rifugio e prospettiva. Ci fu sconcerto misto ad entusiasmo di chi notò una riflessione amara sulla vita: la constatazione che l’integrazione nella società e nel cosiddetto benessere è per molti il percorrere binari comuni alla ricerca di beni materiali, status symbol e costruzione di solide dinamiche familiari e sociali.

Tra quei ragazzi alcuni finirono male, altri rimasero ai margini e altri finirono per diventare come i borghesi che tanto disprezzavano, anche se in seguito all’ultimo colpo di testa che portò Mark Renton a tradire gli amici di allora per costruirsi una nuova vita.

Con queste premesse era rischioso tornare su un film così contestualizzato dalle sue caratteristiche e a suo modo esaustivo. Danny Boyle sceglie di riprendere il romanzo originale di Trainspotting, recuperando alcune parti non raccontate nel primo film, e il seguito del libro: “Porno”, entrambi di Irvine Welsh, filmando e raccontando quel gruppo di ragazzi vent’anni dopo. Effettivamente è interessante vedere che ne è di scelte così estreme quando quei ragazzini diventano adulti, alle prese coi problemi di altre età ma, in fondo, restando sempre se stessi.

Già è da riconoscere l’impegno di riunire un cast dopo tanto tempo, soprattutto considerando alcune carriere, decisamente decollate da allora, come quella di Ewan Mc Gregor. L’abilità di questo seguito è nel riprendere il film originale in tematiche e stili, non solo citazioni e flash di scene originali, in parte anche nella colonna sonora, ma anche inquadrature ed effetti che ricordano quello stile, nel nuovo film. Non si è di fronte a una copia, né a un revival, né a uno stravolgimento di quel mondo. Abbiamo ancora quei personaggi che sono cresciuti e invecchiati, rimanendo se stessi, con una nuova esperienza acquisita.

Certamente manca la forza dirompente dell’originale perché nasceva apposta per scuotere la tranquillità degli spettatori medi e altrettanto quei turbamenti sono propri di quell’età. Dopodiché passata quell’euforia, anche nella realtà, se ci si salva, perché Tommy non ce l’aveva fatta già nel primo episodio, si può finire in carcere come Begbie o come il tossico Spud, che continua a vivere ai margini, tra carcere, controlli di operatori sociali e una distanza dalla famiglia che non è riuscito a tenere unita. Escluso perché sempre in ritardo alle sedute, ai colloqui, ai controlli, e al resto; ritardo che la società puntuale ed efficiente non perdona. Spud, però ha un attitudine a scrivere storie che gli dà un ruolo importante nella vicenda, non solo come portatore delle memorie del gruppo. C’è chi cerca di riciclarsi, come Sick Boy, che porta la “tendenza al crimine” in un progetto d’affari, cercandola addirittura di camuffare per ottenere dei fondi comunitari, anche se il business rimane un bordello.

Mark è l’unico che ha provato davvero una nuova vita ma sia il lavoro sia la famiglia hanno lasciato a piedi lui, come tanti uomini di varia età, e quindi il ritorno alle vecchie compagnie è un ritorno alle origini, anche se passa da un conflittuale regolamento di conti che è l’anima di questo episodio, meno scanzonato e più thriller, meno fresco, come non è fresco nessuno dei personaggi. Lo dimostrano vari elementi; per esempio Sick Boy che si tinge i capelli biondo platino, tra cui evidentemente affiorano capelli bianchi, o Veronika, la sua giovane amante e collaboratrice d’affari che ascolta i discorsi di lui e di Mark mentre parlano di calcio e del mondo di allora, vedendo in loro due nostalgici amanti del passato. Ancora Veronika chiederà a Mark il significato della frase: “scegliete la vita”, manifesto di Mark del passato; ed è lui, ormai cresciuto, a spiegare alla giovane ragazza che cosa voleva dire con quel disincanto di chi rielabora le idee alla luce dell’esperienza.

Se il vecchio film era il manifesto, fuori dalle righe ed estremo, di un gruppo di ventenni, questo seguito non può essere quello perché anche loro, come tutti, sono cresciuti e hanno dovuto affrontare i percorsi della vita e niente sarà più come prima. Nemmeno la Edimburgo che ritrova Mark al ritorno, nel 2017, dove ad accoglierlo trova una ragazza slovacca come hostess dipendente del ufficio turismo. Episodio frutto di una globalizzazione lontana dall’asfittica chiusura che lamentava il gruppo di giovani e annoiati amici scozzesi anni prima. Pur avendo un’atmosfera diversa, questo pellicola riesce ad essere quindi un armonico nuovo capitolo, miracolosamente riuscito nonostante sia passato tanto tempo.

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[three_fifth_last] T2 Trainspotting

GenereCommediaDrammatici

Interpreti: Ewan McGregor, Jonny Lee Miller, Ewen Bremner, Robert Carlyle, Simon Weir, Karl Argue, Paul Ellard, Kelly MacDonald, Shirley Henderson, Steven Robertson, Anjela Nedyalkova, Irvine Welsh

Durata: 117 Minuti

Un film di: Danny Boyle

Data di uscita: 23 febbraio 2017

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