Still Life

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John May in Still Life

Tutti vorremmo una donna con cui stare in silenzio!
(Un senzatetto – Paul Anderson)

John May è un signore che ogni giorno fa sempre le stesse cose: si sveglia la mattina, si reca al lavoro dove mangia una mela che sbuccia con regolarità disarmante, svolge con precisione ed attenzione il proprio compito e poi torna a casa, dove apparecchia la tavola sempre nella stessa maniera mangiando sovente il medesimo tipo di cibo in scatola e guardando uno strano album dove tiene raccolte le fotografie di persone di ogni sesso, religione, razza e status sociale.

Impiegato presso il Comune di Londra, l’uomo ha l’incarico di di rintracciare i parenti prossimi a tutte quelle persone che sono morte da sole. Il modo di svolgere il lavoro da parte di John è molto particolare, e prima di dichiarare un caso chiuso l’uomo controlla ogni pista possibile ed immaginabile. Fino a quando il suo capo gli comunica una notizia che lo lascia senza fiato: per motivi economici il loro ufficio sta per subire un ridimensionamento delle posizioni lavorative, e lui è colui che se ne dovrà andare via. Tra lo stupito e lo sconvolto, Mr. May chiede e ottiene di portare a termine l’ultimo caso a cui sta lavorando, quello di Billy Stoke, un vecchio alcolista guardacaso suo vicino di casa. Cosa lega davvero i due uomini, e cosa rende la vita così vicina alla morte e viceversa?

In tutta la mia ancora (per fortuna e facendo corna!) breve vita non avevo mai visto al cinema il tema della morte trattato in modo tanto garbato come nel lavoro che ho appena visto. Vita e morte si compenetrano continuamente a vicenda nella storia, andando a disegnare una trama non sempre perfettamente comprensibile, ma comunque sempre e comunque in grado di entrare nelle ossa e nell’anima, sempre nel caso se ne possegga una. La sistemazione delle posate e del cibo a tavola da parte di John May, il dialogo tra John e Kelly con lei dietro le sbarre ad accudire un cane, John disteso sull’erba dove un giorno sarà posta la sua bara sono solo alcune delle scene memorabili che danno una forza straordinaria a questo film, quella di combattere la morte con il sorriso dell’accettazione e della vicinanza di chi tiene a noi. In fondo il lavoro di John, interpretato da un sontuoso Eddie Marsan dotato di uno strano sguardo ipnotico, è proprio quello di stare vicino a chi non ha più nessuno a farlo. Unico e da libro cuore lo sfogliare le pagine del libro dei ricordi di Mr. May con le immagini di tutte le persone a cui, a suo modo, lui vuole bene come parte di quella famiglia di cui sembra essere sprovvisto. Bravissima Joanne Froggatt nel ruolo di Kelly, capace con i suoi sorrisi di comunicare cosa è davvero l’amore: qualcosa di spontaneo ed innocente, come i regali che John May corre a comprarle in attesa di potersi finalmente vedere di nuovo. Una musica miscelata sempre nel modo giusto, una fotografia di alto livello e delle immagini accattivanti sono il corollario ad una pellicola che buca letteralmente lo schermo nel modo più inatteso dalla morte: sottovoce. Innamoratevi anche voi di John May e del suo modo del tutto diverso di conversare con chi ormai non c’è più.

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Still Life - Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last]Still Life

Genere: Drammatici

Cast: Eddie Marsan, Joanne Froggatt, Karen Drury, Andrew Buchan, Ciaran McIntyre, Neil D’Souza, Paul Anderson, Tim Potter

Un film di: Uberto Pasolini

Durata: 87 minuti

Data di uscita: 12 Dicembre 2013 (Italia)
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