Star Wars: L’Ascesa di Skywalker

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Rey si allena in Star Wars: L'Ascesa di Skywalker

Nessuno se n’è mai andato davvero.
(Luke Skywalker – Mark Hamill)

Dopo Star Wars: Il Risveglio della Forza (2015) e Star Wars: Gli Ultimi Jedi (2017) si conclude anche questa trilogia, con il ritorno alla regia di J. J. Abrams che, dopo aver diretto Episodio VII, chiude così il cerchio.

Il Primo Ordine, il cui Leader Supremo è diventato Kylo Ren (Adam Driver), tenta di annientare la ribellione i cui alfieri sono Finn (John Boyega) e Poe Dameron (Oscar Isaac), accompagnati dai droidi C-3PO (Anthony Daniels), BB-8 e da Chewbecca (Joonas Suotamo). Rey (Daisy Ridley) si allena per diventare Jedi sotto la guida del Generale Leia Organa, interpretata dalla compianta Carrie Fisher, già morta prima delle riprese di questa pellicola e la cui presenza è ottenuta rilavorando alcune sue scene girate e non usate prima, garantendone una presenza breve ma intensa.

A questo capitolo si affida, già nel titolo in qualche modo, la conclusione della saga della famiglia Skywalker i cui fronti sono guidati principalmente da Rey, sconosciuta vagabonda misteriosamente investita dai poteri della Forza, e Kylo Ren alias Ben Solo, figlio di Han Solo (Harrison Ford) e Leia Organa e attratto dal lato oscuro della Forza.

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A livello strategico e di scrittura si avverte la compiutezza di un disegno già iniziato nell’Episodio VII: la progressiva sostituzione dei personaggi storici con i nuovi, pur mantenendo il marchio originale Star Wars in modo da abituare il pubblico a trovare naturale questo ricambio con un abile cesello di sceneggiatura ormai rodato alla pratica della serialità quasi senza confini. Tuttavia alcuni collegamenti al passato sono creati in modo un po’ posticcio e forse si potevano studiare meglio.

La controversa opera di George Lucas degli episodi prequel, dall`I al III, aveva connotazioni ideologiche, filosofiche e anche politiche che creavano un contesto di ambientazione per l’intera saga ma sacrificavano un po’ di intrattenimento e non è stata compresa da tutti. Il nuovo corso, rilanciato dopo l’acquisto di Disney della Lucasfilm, ha preferito ripetere in qualche modo lo schema narrativo dell’Episodio IV, contando sul suo maggior successo di pubblico, ed evolvere quello per giocare sul sicuro.

Come consuetudine della saga passato e presente sono in divenire. I personaggi possono essere presenti anche come spiriti e presenze olografiche, quindi in questo episodio di raccordo ne compaiono parecchi a dare un contributo e saluto, tentando di fare pace anche con una tendenza ad eliminare e inserire personaggi in maniera arbitraria e affrettata.

Anche i personaggi morti possono manifestarsi in altre forme e, tra questi, si può vedere in un ruolo chiave anche il trapassato Imperatore Palpatine (Ian McDiarmid). Lando Calrissian (Billy Dee Williams) rappresenta un altro recupero di personaggio dalla saga storica. Egli è un ex-contrabbandiere, amico di Han Solo, qui usato come ex-pilota ribelle nostalgico dei vecchi tempi ma ancora con una grinta da recuperare. Tra i ribelli si nota pure Dominic Monaghan, star della trilogia de Il Signore degli Anelli e della serie tv Lost (2004-2010).

Si nota il tentativo di riunire le fila non solo di questa trilogia ma in parte dell’intera saga da cui la necessità di proporre un affollamento di personaggi e la ripresa di storie e sottostorie risolte con logiche confuse o spezzate senza una vera soluzione, fino a parentele attribuite in modo arbitrario e con cosiddette motivazioni honoris causa piuttosto che attraverso veri collegamenti. Tra i motivi ci sono anche le diverse mani registiche che hanno dato alla vicenda svolte diverse da dover poi condurre ad un epilogo.

La parata di personaggi comunque rappresenta un fan service che è già alla base delle motivazioni per questa nuova serie e saprà accontentare almeno una parte del suo pubblico.

I reparti visivi e sonori replicano ancora l’estetica e le sonorità tipiche di questo immaginario concepito a fine anni `70 e continuamente aggiornato nelle tecnologie di realizzazione. Su tutti va notato il compositore delle musiche John Williams che dà la colonna sonora a questo e a tutti e nove gli episodi canonici della saga.

La sensazione ormai relativa a questa intera nuova trilogia è quella di un pretesto per riprendere una vicenda conclusasi con Episodio VI proponendo nuovi personaggi in ruoli simili a quelli dei personaggi storici, i quali tornano brevemente a essere reinterpretati dagli attori invecchiati, e che assumono il ruolo di mentori finché non passeranno il testimone. Una pratica affine ad altri reboot già almeno da un decennio. Tuttavia sebbene Rey e Kylo Ren abbiano un peso svantaggiato rispetto alle corrispettive icone del cinema che dovrebbero emulare, finalmente acquisiscono più carisma. In particolare Kylo Ren, capace di maggiore spessore e interpretato da Adam Driver, il cui talento attoriale si esprime meglio in altri lavori dove invece è libero dal vincolo di dover reinventare certi miti.
Il personaggio di Rey, solitamente usato in modo funzionale alla narrazione, questa volta deve superare un confronto importante tra i suoi principi e l’opportunità di agire per raggiungere uno scopo in alcune sequenze scritte bene ma senza particolare pathos dell’interprete Daisy Ridley nonostante la storia le riservi situazioni cruciali per l’intera narrazione e un grande destino.

Il IX episodio, conclusivo di quest’ultimo ciclo, riesce tutto sommato nel compito necessario di tessere tutti i fili in modo plausibile con la coerenza narrativa.

Si dovrebbe parlare di conclusione definitiva di un lungo percorso ma alcuni elementi fanno pensare che si continuerà ancora, presumibilmente almeno con un’altra trilogia, anche perché gli artefici saranno ancor più liberi da riferimenti e vincoli ai cardini storici di questo Universo ma lo potranno comunque sfruttare rimanendo all’interno di un brand di sicuri incassi.

Star Wars: L’Ascesa di Skywalker – locandina

Star Wars: L’Ascesa di Skywalker

GenereAvventura, Azione, Fantascienza, Fantasy

Interpreti: Carrie Fisher, Mark Hamill, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Ian McDiarmid, Billy Dee Williams, Greg Grunberg, Shirley Henderson, Billie Lourd, Dominic Monaghan, Hassan Taj, Lee Towersey, Brian Herring, Dave Chapman, Robin Guiver, Lynn Robertson Bruce, J.J. Abrams, Claire Roi Harvey, Richard Coombs, Matt Denton, Nick Kellington, Mandeep Dhillon, Alison Rose, Amanda Lawrence, Tanya Moodie, Simon Paisley Day, Geff Francis, Amanda Hale, Amir El-Masry, Aidan Cook, Patrick Williams, Martin Wilde, Anton Simpson-Tidy, Lukaz Leong, Tom Rodgers, Joe Kennard, Ashley Beck, Bryony Miller, Cyril Nri, Angela Christian, Indra Ové, Richard Bremmer, Richard Durden, Andrew Havill, Nasser Memarzia, Patrick Kennedy, Aaron Neil, Joe Hewetson, Raghad Chaar, Mimi Ndiweni, Tom Wilton, Chris Terrio, Kiran Shah, Debra Wilson, Josef Altin, Vinette Robinson, Mike Quinn, Kipsang Rotich, Ann Firbank, Diana Kent, Warwick Davis, Harrison Davis, Elliot Hawkes, John Williams, Philicia Saunders, Nigel Godrich, Dhani Harrison, J.D. Dillard, Dave Hearn, Rochenda Sandall, Jacob Fortune-Lloyd, Andreea Diac, Liam Cook, Denis Lawson, Carolyn Hennesy, Paul Kasey, Matthew Wood, James Earl Jones, Andy Serkis, Josefine Irrera Jackson, Cailey Fleming, Jodie Comer, Billy Howle, Hayden Christensen, Olivia d’Abo, Ashley Eckstein, Jennifer Hale, Samuel L. Jackson, Ewan McGregor, Alec Guinness, Frank Oz, Angelique Perrin, Freddie Prinze Jr., Liam Neeson, Gerald W. Abrams, Timothy S. Daugherty, Harrison Ford, Jeff Garlin, Lin-Manuel Miranda, Ed Sheeran, Kevin Smith

Un film di: J.J. Abrams

Durata: 142 minuti

Data di uscita: 18 dicembre 2019

REVIEW OVERVIEW
Buono
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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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