Home / Commedia / Sono Tornato

Sono Tornato

Eravate un popolo di analfabeti, dopo ottant’anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti.
(Benito Mussolini – Massimo Popolizio)

Ci eravamo chiesti cosa potrebbe succedere se Hitler tornasse nella Germania di oggi, in Lui è tornato (2016) di David Wnendt, a sua volta tratto dal libro Er ist wieder Da di Timur Vermes. I pochi fortunati spettatori che hanno potuto vedere quel film, solo tre giorni di programmazione in sala, si saranno chiesti cosa potrebbe invece succedere se a tornare fosse stato Mussolini nell’Italia di oggi. Così nasce questo rifacimento italiano firmato da Luca Miniero.

Ottant’anni dopo la sua scomparsa Benito Mussolini (Massimo Popolizio) è catapultato nella Roma di oggi. Il momento dell’arrivo è filmato casualmente dal documentarista Andrea Canaletti (Frank Matano) che lo crede un comico e vuole farlo diventare protagonista di un documentario, così da sollevare la sua carriera di regista che stenta a decollare. Mussolini vede in questo un’occasione per tornare al potere, cavalcando nuovi media come televisione, internet e galassia social.

Questo nuovo film ci è in qualche modo necessario poiché già nella Storia del Novecento le vicende italiane e tedesche erano legate a doppio filo dalle scelte dei capi politici Hitler e Mussolini. Non trascurabile il clima attuale sociale e politico scottante del nostro Paese, soprattutto in clima di campagna elettorale; come emerso anche nella conferenza stampa della pellicola, tenutasi nell’iconica Villa Torlonia, dimora del Duce, immortalata anche nella lavorazione di Miniero.

Rimane impegnativo distinguere gli elementi che fanno emergere questa opera dall’originale Lui è tornato (2016), che è ripreso infatti in molti punti ma sono le differenze a renderlo vicino a noi, a partire dall’arrivo del Duce con una corda legata intorno ai piedi che ricorda la sua tragica fine a Piazzale Loreto. La sceneggiatura di Nicola Guaglianone cerca di approfondire il pretesto fantasy dell’arrivo di Mussolini dandogli un’origine esoterica, interessante, anche se l’originale non aveva bisogno di specificarlo. Altri luoghi riferiti a situazioni storiche, per noi note, suscitano effetti spiazzanti e poi comici, come ad esempio quando Benito ascolta dell’esistenza di vie dedicate a Matteotti e altre figure a lui nemiche.

Massimo Popolizio dona la sua abilità teatrale e vocale al difficile ruolo di Benito Mussolini, riuscendo ad andare oltre un’imitazione e a renderlo contemporaneamente carismatico, odioso, folle e addirittura divertente come fu il vero ammaliatore di folle e cavaliere della propaganda. Rispetto alla corrispettiva caratterizzazione di Hitler in Lui è tornato (2016), il Mussolini di Popolizio appare più scanzonato e meno serio, forse nel tentativo di svicolarsi dalla sua eredità ingombrante o per paragonarlo meglio agli attuali leader politici italiani suoi presunti emuli nella costruzione del consenso, citati anche nel film, quali Berlusconi, Renzi, Salvini o Grillo.

A volte forse sarebbe stato preferibile vederlo meno comico e più calato nella sua convinzione di essere il Duce. La sua caratterizzazione è comunque sempre riuscita per tutto il corso della trama, considerando anche che lui non interpreta il personaggio storico calato all’interno di una storia in costume, dove tutto è ambientato in quel periodo e lui è davvero considerato il Capo del Governo; bensì ha dovuto mantenere l’autenticità e la convinzione del suo personaggio che si muove nella modernità attuale e mantenere un’autorevolezza mentre tutti gli ridono continuamente intorno.

Il suo compagno di viaggio interpretato da Frank Matano fa quello che può per evitare il confronto attoriale e ne è quasi sempre un’efficace spalla goffa, tonta e sfortunata, come allegoria dell’italiano medio trascinato dagli eventi senza esserne vero artefice; sebbene alcuni momenti richiederebbero una maggiore presa di coscienza del suo personaggio e in generale maggiore padronanza scenica.

La parte in cui i due girano l’Italia e la gente incontra Mussolini ripercorre il documentario, sulla falsa riga del prodotto a cui questo è ispirato, dove si possono incontrare il qualunquismo e il pressappochismo italico, condito di tanta ignoranza e lamentela sterile.

Il carisma del protagonista incontra il cinismo degli studi televisivi, dove trova l’intrigante direttrice Katia Bellini, interpretata da Stefania Rocca, arrivista e cinico esempio dell`assoluta conquista di tutto quello che fa audience. Mussolini è visto come un attore comico che interpreta la parte e così viene trattato mentre acquisisce programmi su di lui e ospitate in televisione, e mentre i suoi video fanno milioni di visualizzazioni e i social media parlano sempre più di lui. Non dispiace inoltre la partecipazione di alcune star nostrane nei ruoli di sé stessi, come Enrico Mentana o Alessandro Cattelan.

In questo adattamento è maggiore la presenza della commedia che deride i vizi e si compiace delle virtù degli italiani, dopotutto Luca Miniero ne ha girato una sorta di trattato in Benvenuti al Sud (2010), Benvenuti al Nord (2012), anche quelli curiosamente rifacimenti del francese Giù al Nord (2007).

Le reazioni ai discorsi di Mussolini sull’immigrazione e sull’orgoglio nazionale sono esposte in modo da suscitare raccolta di consenso o indignazione per i toni razzisti; molti invece ridono del suo ruolo che sembra costruito in modo impeccabile. Ancor più interessante e più grave, come emerso in conferenza stampa, è che molte riprese sono state fatte di nascosto e le reazioni, anche quelle di stima, verso la rappresentazione del Duce spesso erano davvero sentite.

Tra gli intervistati, durante il documentario, c’è una ragazza, visibilmente truccata e coi capelli tinti, che dichiara di non leggere e di non interessarsi a nulla che sia politico o sociale e sembrerebbe troppo stereotipata se non fosse tristemente realistica e riscontrabile in vari esempi reali. Un altro, per risolvere i problemi italiani, vorrebbe pure una dittatura ma una non troppo dittatura, più libera. Il viaggio è condito da una colonna sonora che sembra piacere a Mussolini: l`italiano di Toto Cutugno che gli sembra un inno per rifondare il senso di patriottismo italico.

Il presunto buffone che guadagna consenso diventa più pericoloso proprio perché ritenuto innocuo come bene esprime la sequenza in cui Nonna Lea, una donna ebrea, lo riconosce come il vero Mussolini e ricorda gli orrori subiti, in una magistrale sequenza di Ariella Reggio con Massimo Popolizio, la cui realizzazione ha un interessante retroscena, così come raccontato in conferenza stampa.

In generale questa pellicola paga lo scotto di essere arrivato dopo Lui è tornato (2016), oltre che essere un dichiarato rifacimento del film e del libro. Troviamo che la versione della storia con Benito Mussolini fosse in un certo senso necessaria e che in questo nuovo prodotto ci siano varie caratterizzazioni ben adattate al nostro contesto. Si poteva però osare di più. Si ride ma si aggirano le questioni serie. Gli italiani sono messi di fronte allo specchio delle loro miserie ed è apprezzabile lo sforzo di rappresentare la controversa figura di Mussolini senza giudicarlo e senza prendere una posizione politica, però il suo ruolo storico e politico non viene mai commentato davvero, se non citando aneddoti e proclami, bensì Lui è rappresentato come uno dei vari leader carismatici e potenti che sono stati nella Storia di qualunque Paese. Nemmeno quando il Duce visita il quartier generale dei neo fascisti scatta un meccanismo di identificazione o di rifiuto per vilipendo a un loro mito, come invece succede con Hitler in Lui è tornato (2016). Probabilmente anche questa scena vuole rimarcare l’assenza di vere adesioni alle ideologie e di coscienza politica, soprattutto dei più giovani.

Il fatto che questa pellicola esca in un periodo di campagna elettorale ha forse forzato una “prudenza” che ha influito su sceneggiatura, regia e montaggio? Eppure c’è l’accortezza di presentare una scena in cui alcuni tra i principali capi politici attuali sono paragonati, a torno o a ragione, alla figura di Mussolini: Berlusconi, Renzi, Salvini, Grillo. Forse la patata bollente di realizzazioni più scomode spetta a registi più “orientati” come il trattamento di Berlusconi ne Il Caimano (2006) di Nanni Moretti? Nel frattempo però anche Paolo Sorrentino si appresta a girare un prodotto cinematografico basato su questa figura ancora vivente.

Anche in Lui è tornato (2016) il destino di Hitler a un certo punto è messo in discussione non per i crimini passati ma per la sua vicenda legata a un cagnolino. La gente sul web e l’audience televisiva possono perdonare tutto, soprattutto se non conoscono i fatti, ma l’agitazione che provoca un cane dice molto su come siano strutturate le persone. Emblematico che il Destino di Mussolini nel film sceneggiato da Nicola Guaglianone e diretto da Luca Miniero sia legato alle decisioni di una concorrente di un programma che fa la parodia al noto C’è posta per te e sicuramente spiega quale sia l’attuale livello intellettuale medio italiano, oltre l’iperbole della finzione cinematografica, bensì con riscontri molto realistici. Basta osservare l’audience di quello e di altri programmi simili. Una rappresentazione interessante ma non sufficiente, quindi, per discutere una delle figure più importanti e discusse della nostra Storia.

In un’Italia in cui convivono ancora l’antifascismo ma anche il convinto neofascismo non riusciamo ancora a fare i conti con la nostra Storia, nemmeno al cinema. Comunque questo film è da vedere, insieme a  Lui è tornato (2016), perché sono due facce della stessa Storia. La versione italiana è una commedia con risvolti drammatici su cui è impossibile non riflettere, da italiani: Mussolini è andato al potere, cavalcando il malcontento popolare, ed è ancora così amato da molti nostalgici, soprattutto quelli che non conoscono quello che ha significato il fascismo; questa figura rappresenta le caratteristiche che sono proprie del popolo italiano che lo ha sostenuto. Così come ben argomentato a Villa Torlonia, nella conferenza stampa di presentazione del tutto.

Eravate un popolo di analfabeti, dopo ottant’anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti. (Benito Mussolini – Massimo Popolizio) Ci eravamo chiesti cosa potrebbe succedere se Hitler tornasse nella Germania di oggi, in Lui è tornato (2016) di David Wnendt, a sua volta tratto dal libro Er ist wieder Da di Timur Vermes. I pochi fortunati spettatori che hanno potuto vedere quel …

Review Overview

AMAZING STARS

Da Vedere

Summary : Versione italiana di "Lui è tornato" di David Wnendt, basata su un ipotetico ritorno di Mussolini nell'Italia di oggi. Grande talento di Massimo Popolizio nell'interpretazione del Duce, meno incisiva quella di Frank Matano. Commedia dai risvolti drammatici sui meccanismi del consenso e della propaganda.

User Rating: 3.9 ( 1 votes)
78
 Sono tornato

Genere: CommediaDrammaticiFantasyStorici

Cast: Massimo Popolizio, Frank Matano, Stefania Rocca, Gioele Dix, Eleonora Belcamino, Ariella Reggio, Massimo De Lorenzo, Giancarlo Ratti, Luca Avagliano, Piera Russo, Elena Staropoli, Marta Bulgherini, Guglielmo Favilla, Danilo Sarappa

Un film di: Luca Miniero

Durata: 96 minuti

Data di uscita: 1 febbraio 2018

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top

Utilizziamo cookie tecnici e cookie profilanti per personalizzare i contenuti e gli annunci del sito internet, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito alle agenzie pubblicitarie, agli istituti che eseguono analisi dei dati web e ai social media nostri partner. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più, clicca qui.

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close