“Sono tornato”: Mussolini raccontato da Luca Miniero, Massimo Popolizio, Frank Matano, Nicola Guaglianone, Ariella Reggio. VIDEO

0
69
Sono Tornato Luca Miniero Massimo Popolizio Frank Matano Nicola Guaglianone

Sono tornato (2018) di Luca Miniero, è il rifacimento italiano di Lui è tornato (2016) di David Wnendt, a sua volta tratto dal libro Er ist wieder Da di Timur Vermes, che ipotizzava un ritorno di Hitler nella Germania di oggi Il nuovo prodotto è stato presentato alla stampa di Roma il 29/01/2018, a Villa Torlonia, in quella che fu la dimora del Duce.

Ottant’anni dopo la sua scomparsa Benito Mussolini (Massimo Popolizio) viene catapultato nella Roma di oggi. L’attimo dell’arrivo è filmato casualmente dal documentarista Andrea Canaletti (Frank Matano) che lo crede un comico e vuole farlo diventare protagonista di un documentario.

Alla conferenza tenuta dal regista Luca Miniero, gli interpreti Massimo Popolizio e Frank Matano e lo sceneggiatore Nicola Guaglianone erano presenti anche le altre interpreti: Stefania Rocca, Eleonora Belcamino, Marta Bulgherini e Ariella Reggio, nel ruolo di Nonna Lea, una donna ebrea che riconosce il vero Benito Mussolini.

Nonostante la pellicola parta con l’immagine molto forte del ritorno di Mussolini si ha una storia molto più larga, con pulsioni che vanno oltre la politica, che parla dell’ italiano in generale e su come lavorano i media sul passato e presente.

Luca Miniero: Mussolini fa paura in un Paese già populista. Le questioni espresso dal nostro Mussolini sembrano quelle del buonsenso, su società, immigrazione e altre questioni, e perciò sembrano condivisibili.

Nicola Guaglianone: Iniziavamo a scrivere il film partendo da una frase da cui scaturisce una riflessione: “Non esiste una seconda possibilità ma la ripetizione di un errore per due volte”: Cosa succederebbe se tornasse Mussolini, vincerebbe?

C’era una parte di pubblico che non sapeva che si stesse girando un film in molte scene con telecamere nascoste nella scena in cui Mussolini è ospite dello studio televisivo da Alessandro Cattelan. Dopo 10 o 15 minuti sul set la gente finiva a farsi selfie e a urlare: viva il Duce! Era quello il vero pericolo. Questo personaggio ci mette di fronte alle nostre mostruosità. Non è Mussolini che fa paura, siamo noiAbbiamo voluto rappresentare questo nel racconto cinematografico.

In cosa vi siete ispirati e in cosa avete voluto differenziarvi dal modello tedesco su Hitler? Per esempio il regista di Lui è tornato (2016) aveva mandato l’attore vestito da Führer tra la gente per sondarne le reazioni.

Luca Miniero: Abbiamo mandato in giro per la città una persona vestita da Mussolini, tagliandoli i capelli e senza cinepresa a dire che non era Bisio (così come si dice in una battuta – ndr.) In alcuni luoghi abbiamo avuto reazioni violente o contrastanti.

Ci avventuravamo in un territorio minato. Non volevamo giudicare il personaggio ma volevamo vedere gli italiani. Se avessimo impostato il personaggio come cattivo per le sue azioni, ci saremmo messi su un piano ideologico. Interessante e inquietante è l’atteggiamento tenero che suscita Mussolini mentre passa tra di noi ed è uno di noi. Questo è difficile da sopportare.

Nicola Guaglianone: Come è entrato nell’immaginario degli italiani? Se è vero che Mussolini ha detto “Voi mi odiate perché mi amate ancora“, la domanda è: come hanno fatto gli italiani a innamorarsi di lui? Il vero potere di un dittatore è il consenso, per Hitler questo fu ottenuto coi discorsi sulla razza, per Mussolini quelli sull’anti politica, argomentazioni più popolari e vicine agli italiani.

Sono Tornato (2018) esce all’interno della campagna elettorale, e parla anche di politica citando vari leader in modo trasversale: in che modo raccontate l’oggi e come  si inserisce questo film nel dibattito elettorale?

Luca Miniero: Il fantasma di Mussolini gira nelle campagne elettorali per farsi pubblicità da molto prima del film. Mussolini ha lasciato un’eredità molto più forte di quella che ha lasciato Hitler: populismo, sfruttamento indiscriminato dei media. Mussolini è trattato in modo indulgente dal popolo italiano, non c’e stato un tabù come in Germania.

Dire: “Sono Tornato” in Italia è meno grave che dirlo in Germania?

Massimo Popolizio: Hitler è considerato il male e non è stato volentieri imitato, Mussolini invece si. C’era il rischio di fare una pellicola italiota, Il mio compito era evitare la trappola di renderlo poco credibile e volevo evitare. Questo è un personaggio vero in una situazione assurda. Hitler aveva reazioni di schifo al suo passaggio, durante le riprese di Lui è tornato (2016). In Italia volevano fare i selfie con Benito Mussolini.

Nelle riprese girate di nascosto c’è qualcosa di troppo forte e violento del girato che è stato eliminato al montaggio?

Massimo Popolizio: C’era una ragazza di colore che vendeva libri di poesie, l’abbiamo seguita e lei aveva notato la telecamera e capito la finzione. Nel ruolo di Mussolini ho chiesto: “Da quando avete imparato a leggere?” Lei ha risposto: “Noi leggiamo da tanto tempo. Chi legge sa le cose”. Risposi: “Allora state diventando pericolosi”. Una parte di questa scena non è stata ripresa comunque per le liberatorie abbiamo dovuto comprare dodici libri di poesie. (risate in sala)

Luca Miniero: Abbiamo girato prima le reazioni della gente e dopo il film. con un minimo canovaccio  di battute per Mussolini. Il problema non era avere elementi gravi ma geograficamente le cose più brutte sono state dette in una parte di Italia e non in un’altra.

Frank Matano, considerando il personaggio che interpreti e anche le tue attività cosa hai visto durante queste riprese parzialmente nascoste?

Frank Matano: La candid camera serve perché ci vuole un po’ di tempo per ingaggiare vittima e non volevamo rivelare che fosse un film. Accadeva che le persone prima ridevano e dopo trenta secondi si sfogavano, parlando direttamente a Mussolini, invocandogli di tornare.

Frank Matano cosa sapevi del fascismo e cosa ne pensi dopo aver girato questo film?

So che Mussolini era un dittatore e so che cosa è stato il fascismo. Mio nonno aveva le sue statue in casa e voleva bene a Mussolini.  Gli voglio bene nonostante questo. Durante le riprese in giro per l’Italia notavo ricordi per la nostalgia di chi non ha mai vissuto quel periodo. Mi impressiona vedere miei coetanei che pensano sia quella la soluzione. Non riescono a capire che la dittatura non è la strada giusta.

Massimo Popolizio recentemente è stato a teatro con I Ragazzi di Vita, I Masnadieri e ora nel film Sono Tornato (2018)… Sei tornato Massimo? È il tuo momento? Qual è il tuo approccio con la figura di Mussolini?

Massimo Popolizio: Abbiamo provato inizialmente un trucco troppo artefatto ma questa non è televisione; dobbiamo andare all’essenza del personaggio. Esteriormente abbiamo solo allungato la mascella con una protesi che in qualche scena ho pure dimenticato di indossare.

Attorialmente spesso so cosa non devo fare, cosi emerge quello che devo fare. Questo personaggio è una maschera assoluta; scherzavo chiedendo perché non avessero scelto Crozza o Zingaretti per interpretarlo. Avevo interpretato Falcone,  quindi posso non essere legato alla mia faccia, non essere riconosciuto per essere me stesso e questo per me ha un valore aggiunto.

Massimo Popolizio avevi aspettative sul personaggio? Le hai soddisfatte?

Massimo Popolizio: Questo personaggio significa una grande opportunità. Avevo paura dei rischi ma il mio 740 è nel teatro, luogo dove tornare se mi va male questo film. (ride)

A proposito del giudizio. Se interpreti Riccardo III non giudichi il personaggio perché manda a morte dei bambini, perché questo avviene nella necessita della finzione. La propaganda è stata inventata da Mussolini. Chi l’ha inventata deve fare conti con l’audience. Se uccidi un cagnolino questo ha un’eco  maggiore di qualunque cosa tu possa dire sugli immigrati e questo la dice lunga sulla gente.

La satira impiegata è ai limiti del surreale, quanto ha impiegato a livello di scrittura per evitare toni offensivi?

Nicola Guaglianone: Mussolini vuole tornare popolare e va sui social.  Abbiamo inserito i meme dando voce a tante tipologie di utenza poiché il web e i social media danno voce a chi dovrebbe star zittoIl film non è ideologico, pur se si scrivono personaggi negativi questi non vanno giudicati ma dobbiamo capire come li abbiamo fatto diventare cosi: i suoi vizi sono i nostri. Alberto Sordi faceva personaggi odiosi allo stesso modo, rappresentando il peggio degli italiani.

Massimo Popolizio: La maschera gli consente di dire cose assolutamente scorrette facendo addirittura ridere.

Luca Miniero: Nella prima parte Mussolini non dice niente, recita solo frasi ad effetto, non propone soluzioni, come molti di noi. Ci convince, anche grazie alla televisione. È l’emblema del populismo.
Come lo ricorda la gente che ha vissuto davvero il fascismo? Nel corso della trama ci dice una parte di quello che ha fatto il ricordo di una donna malata di Alzheimer, Nonna Lea, interpretata da Ariella Reggio.

Massimo Popolizio: La scena della nonna è fatta da un racconto e da un piano d’ascolto: ciò che si dice  nel racconto e l’effetto che fa a chi si sente riconosciuto e non se ne vergogna.

Ariella Reggio ha così raccontato il suo personaggio e la sua scena:

Mi sentivo responsabile a dire quelle cose. Ho 81 anni, ho visto Mussolini. Sono nata nell’anno di Berlusconi, il 1936, lui se n’è dimenticato io no. Lavorare con un cast simile, io che faccio poco cinema, ero già emozionata. Inoltre Luca Miniero non lo sapeva ma mia mamma era ebrea e tutta la sua famiglia è finita ad Auschwitz. Ho visto i cuginetti andarsene è questa è parte della mia storia. Il personaggio malato di Alzheimer, non ha un ricordo ma pura emozione che torna in mente dopo che la malattia l’aveva accantonata quando si vede di fronte l’autore delle sue sofferenze. Il Mussolini di Massimo Popolizio aveva un sorriso cinico e questo mi ha dato ancora più forza nell’inveirgli contro.

Guarda il video dell’intervento di Ariella Reggio sul suo ruolo di Nonna Lea:

Sono Tornato (2018) di Luca Miniero, con Massimo PopolizioFrank Matano, Stefania Rocca, Gioele DixEleonora BelcaminoAriella Reggio, Massimo De Lorenzo, Giancarlo Ratti, Luca Avagliano, Piera Russo, Elena StaropoliMarta Bulgherini, Guglielmo Favilla e Danilo Sarappa esce in Italia il 1 febbraio 2018.

Previous articleSconnessi, promo video e date
Next articleSono Tornato
Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here