Self/Less

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Damian Hale in Self/Less

Quante cose avrebbero potuto fare Einstein o Steve Jobs se fossero vissuti più a lungo?
(Albright – Matthew Goode)

L’industriale ultramilionario Damian Hale (Ben Kingsley) è sempre stato al centro del proprio universo, maestro nell’arte del potere dai suoi uffici di New York. Allontanato dalla figlia Claire, convinta attivista (Michelle Dockery), l’unica persona che tiene ancora Damian connesso al mondo reale è Martin O’Neil (Victor Garber), suo amico di sempre e suo braccio destro. Di fronte alla diagnosi di un tumore, però, Damian decide di sottoporsi a una terapia medica radicale di eliminazione del virus, lo shedding che porterà indietro le lancette della sua vita.

La terapia gli viene somministrata da Albright (Matthew Goode), brillante capo di un’organizzazione segreta al servizio dei più facoltosi. Damian coglie l’opportunità che gli viene offerta e mette in scena una finta morte per coprire quello che in realtà è solo uno shedding. La sua coscienza si trasferisce nel corpo di un uomo in piena salute (Ryan Reynolds) e molto più giovane di lui. L’operazione è riuscita.

L’operazione è riuscita, ed in realtà è qui che comincia il film.
Nel momento in cui un uomo vecchio e malato, con un “piede nella fossa”, improvvisamente diviene giovane, forte e sano, cosa fa?
Chiunque si aspetterebbe che cominciasse una nuova vita, magari ricostruendo un nuovo impero finanziario…
Invece no: passa il tempo a giocare a pallacanestro, mangiare burro d’arachidi che nella vita precedente gli era interdetto, bere e andare a donne.
D’accordo: deve abituarsi al nuovo corpo ed a una nuova vita. Ma mettere i mattoni per quella nuova vità?
Qualcuno obietterà che il patto con il giovane e brillante medico Albright (Matthew Goode) prevedeva un periodo di “ambientazione” e il divieto di allacciare rapporti con persone del passato. D’accordo.
Ma possibile che una persona come Damian Hale, “l’uomo che ha costruito New York un titano nella vita, passi poi il suo tempo nell’ozio?
Questa è una delle incongruenze del film, ma che non toglie nulla alla fruibilità dello stesso, che funziona alla perfezione non scadendo nella fantascemenza. Infatti, benché è chiaro che una tale tecnologia sia ben lontana dalla realtà, è comunque plausibile.
Nel complesso, eliminando un paio di sparatorie di troppo che lo fanno sembrare un film d’azione e lo allungano di una ventina di minuti, e soprassedendo al finale perbenista e scontatissimo, è un buon film che fa riflettere sulla morale del singolo e della collettività; su quanto l’egoismo e la paura della morte ci porti a calpestare la vita e la felicità altrui e che, anche se un giorno i soldi potranno comprare l’immortalità, la felicità resterà sempre un bene inestimabile.

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[three_fifth_last] Self/Less

Genere: AzioneFantascienza, Thriller

Attori: Ryan Reynolds, Natalie Martinez, Matthew Goode, Victor Garber, Derek Luke, Michelle Dockery, Ben Kingsley, Jaynee-Lynne Kinchen,Melora Hardin, Sam Page

Un film di: Tarsem Singh

Durata: 117 minuti

Data di uscita: 10 settembre 2015

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