Raya e l’Ultimo Drago. Incontro coi filmmaker Don Hall, Carlos López Estrada, Qui Nguyen, Osnat Shurer e Adele Lim

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Incontro con Don Hall, Carlos López Estrada, Qui Nguyen, Osnat Shurer, Adele Lim

In vista dell’uscita del film Raya e l’Ultimo Drago, il 5 marzo 2012 su Disney+ tramite Accesso VIP e nei cinema dove possibile, il cast del film ha incontrato la stampa italiana in una conferenza virtuale con i rappresentanti: i registi Don Hall e Carlos López Estrada, la produttrice Osnat Shurer, gli sceneggiatori Adele Lim e Qui Nguyen.

La storia racconta una terra mitologica dove una volta umani e draghi vivevano insieme in armonia finché una forza malefica ha minacciato la loro terra e diviso i suoi popoli in territori diversi. Cinquecento anni dopo Raya, una guerriera solitaria, avrà il compito di trovare l’ultimo leggendario drago per riunire il suo popoloe sul suo cammino incontra Namaara, discendente di un’altra delle terre divise.

Un’opera ricca di magia, mitologia e un viaggio di trasformazione anche interiore che il regista Don Hall ha commentato:

Amo il coraggio di Raya e il fatto che sia un personaggio complesso. Tecnicamente lei è una principessa poiché figlia del capo ma è anche una guerriera. Ha senso dell’ umorismo ma è anche vulnerabile.

Carlos López Estrada, l’altro regista, aggiunge:

Il film ci insegna che si può viaggiare in luoghi mai visti e affascinanti ed aprire la mente. Abbiamo affrontato la diversità dei personaggi ma senza insistere solo su questo aspetto.

La produttrice Osnat Shurer torna sull’argomento:

Il film si apre a un pubblico multietnico e rappresenta una riflessione sull’ antagonismo e come superarlo.
È importante puntare sull’amicizia femminile anche se è più importante che siano personaggi che salvino il mondo in cui vivono.

Per la sceneggiatrice Adele Lim:

Namaari è il personaggio che si evolve di più. Passa da atteggiamenti più conflittuali a quelli di un’amicizia affascinante. Lei e Raya vogliono difendere la vita e il loro mondo. Namaari conserva il sogno infantile di fidarsi di Raya e dei suoi compagni per conseguire il bene supremo ed allontanarsi da una posizione egoista.

Poi la sceneggiatrice aggiunge una riflessione sull’ambientazione ispirata al Sud-est asiatico:

Adele Lim: Nel film ci sono cose che sono nate man mano. Elementi come frutta o tessuti sono ispirazioni e lettere d’amore alla cultura del Sud-est asiatico.

Prosegue l’altro sceneggiatore Qui Nguyen:

Per me è importante l’omaggio alla cultura del Sud-est asiatico, ancora raro al cinema.

Tutto il film verte sul concetto di fiducia. La difficoltà a darla e a riceverla, come ha commentato il regista Don Hall.

La produttrice Osnat Shurer torna sull’argomento:

Una reazione al tradimento può essere furiosa, seguita dal tentativo di ricominciare di nuovo.
Il tradimento della fiducia può procurare una tristezza iniziale ma io cercherei di trovare poi un terreno comune di condivisione.

Lo sceneggiatore Qui Nguyen prosegue:

Quando c’è il tradimento della fiducia dobbiamo essere realisti. Questa cosa ci trasforma ma dobbiamo superare le divergenze per farcela.

 

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