Paradise

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Olga e Khelmut in Paradise

Olga Kamenskaya.
Nata nel 1910.
Russa.
È impossibile da spiegare, impossibile …
Non posso esprimerlo in modo tale che lo possiate sentire.
(Olga – Yuliya Vysotskaya)

Quando entrò nella mia vita, mi sentii molto meglio, molto bene. Non potete immaginare di che tipo di felicità si tratti.
(Olga – Yuliya Vysotskaya)

Ricordo le sue enormi pupille, i suoi occhi che guardavano attraverso di me con una gentile paura.
(Helmut – Christian Clauss)

Olga è russa e vive in Francia dove, durante la Seconda Guerra Mondiale, aiuta la Resistenza francese a combattere i nazisti. Quando la donna viene arrestata perchè sta nascondendo bambini ebrei, viene inviata in carcere dove incontra Jules, francese che collabora con i tedeschi e che è deciso a chiudere un occhio per un rapporto sessuale con lei.

Ma per una serie di sfortunate coincidenze Jules svanisce e Olga viene portata in un campo di concentramento nazista, dove incontra Helmut, ufficiale tedesco che un tempo le faceva la corte e che decide di aiutarla a scappare. Ma la Germania sta per perdere la guerra e se quello è davvero l`inferno, l`idea di paradiso di Olga sta cambiando per sempre.

Dramma di guerra del maestro Andrey Konchalovskiy girato interamente in bianco e nero, particolare questo non di poco conto e capace di donare un valore più elevato di quello che sarebbe stato possibile immaginare ad una storia che non può comunque non coinvolgere. A parte quindi il colore delle riprese, il regista si sofferma sulle interviste, videofilmati d`archivio che sembrano realizzati in momenti successivi rispetto al resto della storia, ma che sono nella realtà una sorta di interrogatorio ai tre protagonisti, due uomini e una donna, i quali raccontano quello che hanno visto e “sentito”- a livello di sensazioni – della persona che si sono trovati di fronte. E sono loro, i tre protagonisti, quelli su cui si regge tutta quanta la trama. Ognuno di dimostra di avere dentro una grande forza, ma anche di non saper resistere di fronte alla debolezza e al fanatismo, ed è questo che Andrey Konchalovskiy vuole mostrarci, come una nobile russa, un francese amante dei vizi e un`ufficiale tedesco colto e nazista sono capaci di prendere decisioni importanti per la loro vita, e per quella delle persone a cui tengono, o almeno pensano di tenere. Le decisioni che prendono seguono la personale morale di ognuno, e questa è un`altra cosa che il regista vuole illustrarci attraverso 3 estremi che in un certo senso si toccano, cioè che il concetto di giustiziala morale cambia da persona a persona. Vittima e carnefice possono avere una passione morbosa l`uno verso l`altra, e a volte il male è così perfetto che si finisce per innamorarsene. Tutto questo è direttamente legato all`assuefazione della gente all`orrore, secondo la logica per la quale quando si vede una cosa molte volte, diventa normalità e abitudine e non ci si fa più troppo caso. Vista con gli occhi di chi conosce i genocidi perpetrati dalla Germania di Hitler e magari ha anche visitato di persona certi luoghi, la scelta di rappresentare un campo di concentramento come una piccola parentesi della Storia senza troppo importanza fa una brutta impressione. Ma Konchalovskiy non se ne cura troppo, fedele alla sua visione di cinema di natura integralista, e il prodotto che ne viene fuori è qualcosa probabilmente non adatto a tutti, ma certamente di interesse da vedere per moltissimi, se non altro per allargare le proprie prospettive riguardo qualcosa di così terribile come i campi di sterminio. Da Vedere.

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[three_fifth_last] Paradise

Genere: Drammatici, Guerra

Interpreti: Yuliya Vysotskaya, Christian Clauss, Philippe Duquesne, Peter Kurth, Jakob Diehl, Viktor Sukhorukov, Vera Voronkova, Jean Denis Römer, Caroline Piette

Un film di: Andrey Konchalovskiy

Durata: 130 minuti

Data di uscita: 25 gennaio 2018

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