Race – Il colore della vittoria

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Larry Snyder, Avery Brundage e Jesse Owens in Race - Il colore della vittoria

In quei dieci secondi non c’è bianco o nero, solo veloce o lento.
(Jesse Owens – Stephan James)

Estate del 1935.
I nazisti hanno preso il potere in Germania, e Hitler sta diventando un personaggio scomodo in tutto il mondo, tanto che diverse nazioni iniziano ad evitare con lui ogni contatto. A questo non fa eccezione la partecipazione alle Olimpiadi di Berlino del 1936. che rischiano di essere menomate proprio da questa situazione.

Avery Brundage viene incaricato di mediare con i gerarchi tedeschi e, con il Comitato Olimpico Americano diviso a metà, gli Stati Uniti decidono di partecipare ma con la condizione che non ci sarà razzismo durante le gare. Nello stesso tempo, il noto coach di atletica Larry Snyder è alla ricerca di un segno che gli faccia capire che la sua vita sportiva ha ancora un senso. Fortunatamente per lui il segno arriva nella persona di James Cleveland Owens, per tutti Jesse Owens, ragazzo di colore che sarà in grado per la prima volta di vincere 4 ori olimpici proprio di fronte a chi fece del razzismo il suo cavallo di battaglia.

Dramma sportivo e biografia piena di luci ed ombre riguardante la storia di uno dei più famosi personaggi del mondo dello sport olimpico della Storia. Quello che funziona alla perfezione di questa pellicola si basa principalmente sulla parte sportiva e, diciamo così, attiva della storia. Jesse, interpretato dal bravo Stephan James, è davvero molto realistico come atleta; allo stesso tempo, le immagini sono splendide e anche la riproduzione delle ambientazioni dell’epoca è ben fatta e piena di particolari. Ancora, gli attori sono tutti sufficientemente bravi; tra tutti emerge Jeremy Irons, perfettamente credibile nella parte dell’industriale americano Avery Brundage e David Kross alias Carl ‘Luz’ Long, principale rivale tedesco nel salto in lungo di Jesse. Il problema che emerge sta invece nel resto. Il film ha troppe entrate a gamba tesa dell’aspetto politico preso da tantissimi punti di vista, così tanti da rendere alla fine confusionario e difficile tenere il ritmo delle tematiche. Questione razziale, in larga parte verso gli ebrei ma anche verso le persone di colore, attivismo nero, grande imprenditoria vittima dei suoi stessi interessi, tradimenti amorosi e relative riconciliazioni, fair play sportivo e tanto, tanto ancora: tutto e anche troppo accade nel film però quasi sempre in modo freddo e distaccato. L’empatia che si vive con la parte sportiva non riesce ad essere la stessa che dovrebbe provocare il resto della trama, comunque troppo lunga, andando a mangiare letteralmente vita dal resto, vita che se deve raccontare la vita di Jesse Owens, e Jesse Owens di speciale è stato quasi solamente uno sportivo, doveva probabilmente incentrarsi in modo maggiore su quel punto di vista. Peccato perchè il film gira e resta comunque piacevole e godibile, pur non potendo essere considerato eccezionale.

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Race - Il colore della vittoria - Locandina [two_fifth]

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[three_fifth_last] Race – Il colore della vittoria

Genere: BiograficiDrammatici, Sportivi

Attori: Stephan James, Jason Sudeikis, Jeremy Irons, Carice van Houten, Eli Goree, Tony Curran, Shanice Banton, Amanda Crew, David Kross, Barnaby Metschurat,Jonathan Aris, Tim McInnerny, Nicholas Woodeson, Jesse Bostick, William Hurt

Durata: 134 minuti

Un film di: Stephen Hopkins

Data di uscita: 31 Marzo 2016

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