Quando eravamo repressi 3.0

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Petra e Federico in Quando eravamo repressi 3.0

Quando eravamo repressi vide le scene per la prima volta a teatro nel 1990, nella commedia prodotta da Vittorio Gassman, diretta e interpretata da Pino Quartullo con Alessandro Gassman, Lucrezia Lante della Rovere e Francesca d’Aloja. Nel 1992 diventò un film travagliato nell’uscita al cinema a causa dell’argomento considerato scabroso. La commedia fu ripresa poi a teatro nel 1998 con un nuovo cast. Ventisei anni dopo torna prima al Teatro Ghione di Roma e ora al Teatro Roma, dal 7 al 29 aprile 2018, con nuovi interpreti quali Francesca Bellucci, Annabella Calabrese, Matteo Cirillo, Tiziano Floreani e la direzione dello stesso autore.

Due giovani coppie cercano di superare il calo del desiderio aprendosi ad uno scambio di coppia che prevede alcuni rituali a fasi per raggiungere un acceso amplesso di gruppo.

Petra e Massimiliano sono due disinibiti e collaudati scambisti che vengono contattati da Isabella e Federico, una giovane ed elegante coppia in crisi, nel tentativo di risolvere i loro problemi attraverso lo scambio.

La scrittura si basa sul confronto fra due coppie caratterialmente distinte. Rispetto alla coppia dimessa e timorosa è contrapposto il carattere prevalente di Petra e Massimiliano. Questo avviene sin dal loro ingesso nelle due stanze comunicanti che i quattro hanno prenotato per incontrarsi. Aspetto coatto e accenti caratterizzanti. Massimiliano, interpretato in un calcato romano da Tiziano Floreani, e Petra, interpretata in un pugliese a volte molto stretto da Annabella Calabrese.

Va detto che le interpretazioni funzionano anche se a volte può stancare l’uso continuo di un accento che a volte è puro dialetto, e necessita di traduzioni all’istante per il pubblico di Roma, effettuate dalla stessa attrice.

La comicità funziona al di là di questo e anche nell’insistita enfasi di alcuni momenti questa coppia emerge. Annabella Calabrese ha anche momenti in cui i giochi di ruolo sessuali le consentono voci più innocenti che arricchiscono le sfaccettature del suo personaggio. Le sue scene si avvalgono anche di alcuni costumi dell’immaginario erotico davvero riusciti come quello di un’ape che cerca il fiore da impollinare.

Tiziano Floreani ha fisicità e verve giusta per un ruolo ricco: amante ed esperto di pratiche sessuali fino a diventarne un raffinato teorico, dove anche il suo linguaggio si ripulisce quando si dilunga in spiegazioni pseudo accademiche. Di sicuro la sua esperienza nella serie web Trombamici è stata propedeutica, come ricorda soprattutto la scena in cui Floreani tira fuori una serie di gadget erotici e ne spiega l’uso. I due personaggi sono ulteriormente arricchiti dalla dichiarazione di una curiosità bisessuale di entrambi definita con una divertente metafora: biadesiva.

Perché la commedia regga è necessario che l’altra coppia sia meno carica e i personaggi sono quindi più inibiti e ingenui. La Isabella di Francesca Bellucci è una donna irrigidita da una frigidità e da esigenze di coinvolgimento mentale che sembrano difficilmente soddisfabili. Il Federico di Matteo Cirillo è altrettanto inibito al punto da sembrare insensibile agli stimoli sessuali che pure l’altra coppia si prodiga in ogni modo a fornire. L’ingenuità insistita del personaggio, fino a diventare tonta, è esasperante anche in quanto tutto sommato realistica di tanti che non sanno o non vogliono lasciarsi andare fisicamente.

Questi personaggi devono necessariamente essere il contrario di carismatici eppure questa loro apatia potrebbe essere maggiormente valorizzata forse già dalla fase di scrittura.

In generale la commedia è spesso divertente e ricca anche di riflessioni serie su disfunsioni sessuali, calo del desiderio, carenze di coppia. L’argomento però si presterebbe a una messa in scena volendo più coinvolgente e, per quanto ciò sia voluto nello spettacolo, sulla tensione erotica prevale piuttosto la comicità, non sempre così arguta e brillante, ma piuttosto diluita e compiacente, con alcuni cali di tensione e di ritmo. Comunque il pubblico della replica del 19/04/2018 ha dimostrato di gradire e divertirsi.

Divertente inoltre l’idea di ambientare l’albergo dove i quattro si riuniscono accanto ad un allevamento di bufali, e di riempire le due stanze con riferimenti vari alle corna, che sono anche quelle che metaforicamente provano a mettersi i protagonisti tra loro.

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[three_fifth_last] Quando eravamo repressi 3.0

Genere:  Teatro

Interpreti: Francesca Bellucci, Annabella Calabrese, Matteo Cirillo, Tiziano Floreani

Scritto e diretto da: Pino Quartullo

Sede: Teatro Roma, via Umbertide 3, Roma

Date: Dal 17 al 29 aprile 2018

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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