Pixar. 30 anni di animazione

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Elyse Klaidman e Maria Grazia Mattei a Pixar. 30 anni di animazione

Dal 9 ottobre al 20 gennaio 2019 il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita la mostra Pixar. 30 anni di animazione.

Un viaggio attraverso le produzioni che vanno dalla saga di Toy Story a Monsters &. Co (2001), Alla Ricerca di Nemo (2003), Inside Out (2015) fino a Coco (2017).

La casa di produzione cinematografica fondata in California nel 1986, come distaccamento della Lucasfilm, pioniera nei film in animazione digitale, dove il lavoro creativo parte dall’uso degli strumenti tradizionali dell’arte e del disegno elaborati con avanzati mezzi digitali.

La mostra, partita nel 2005 al Museum of Modern Art di New York, è curata da Elyse Klaidman e da Maria Grazia Mattei, nella versione italiana, e raccoglie oltre 400 opere fra disegni a matita e pennarello, dipinti in acrilico, guazzo e acquerelli, dipinti digitali, calchi e modelli fatti a mano. Tutti lavori preparatori che, insieme all’animazione digitale contribuiscono a produrre i film finali.

Il percorso espositivo è diviso in tre sezioni: Storie, Personaggi, Mondi che sono le assi portanti del processo creativo Pixar.

L’attenzione alla storia, e il soggetto, si carica della trasmissione di valori per creare un’ emozione.

La creazione dei personaggi dal disegno con foglio e matita alla grafica computerizzata, è il processo in cui questi prendono vita e acquisiscono espressioni e sentimenti.

La costruzione dei mondi in maniera verosimile e credibile, avviene anche grazie ad esperienze particolari, come le immersioni effettuate dall’equipe di Alla Ricerca di Nemo (2003) per restituire le emozioni di una vita sott’acqua.

L’esposizione si arricchisce con video, proiezioni e installazioni speciali: l’Artscape è un’introduzione all’immaginario Pixar attraverso un montaggio fatto apposta per la mostra, partendo da disegni preliminari delle produzioni dello Studio. lo Zoetrope è un omaggio alla del magia del cinema, e alle sue origini, attraverso il movimento e la luce.

La curatrice italiana Maria Grazia Mattei commenta:

La mostra è concepita per approfondire il lavoro di quella che è una bottega rinascimentale digitale dove il disegno a mano, la scultura e l’informatica coesistono sullo schermo.

Anche questa esposizione collabora al superamento delle discipline che anziché essere separate collaborano tra loro. Le tecnologie non sovrastano l’apporto umanistico, è fondamentale invece l’intelligenza e la creatività, pur supportata da strumenti potenti.

Durante il periodo della mostra, la rassegna cinematografica Passione Pixar, dal 19 ottobre al 13 gennaio, sarà un occasione per rivedere questi capolavori, da Toy Story (1995) a Gli Incredibili 2 (2018).

Interessanti anche gli incontri di approfondimento, dal titolo: A regola d’arte, dove alcuni esperti approfondiranno gli aspetti estetici, culturali e scientifici che rendono queste pellicole delle opere d’arte uniche.

Il Laboratorio d’arte propone visite in mostra e laboratori per scuole e famiglie dove si potranno vivere simulazioni 3D in cui sentirsi piccoli come insetti ed essere circondati da fili d’erba alti come il soffitto.

Si tratta di iniziative volte a unire le esperienze analogiche dei genitori a quelle digitali dei figli.

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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