Pinocchio

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Pinocchio e Mangiafuoco in Pinocchio

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Lorenzini detto Collodi è un classico della letteratura italiana, noto in tutto il mondo e portato 39 volte al cinema in diverse versioni.

La storia del burattino Pinocchio, creato dal falegname Geppetto, che appena costruito sa parlare e muoversi. Diventa così il figlio che il falegname non ha mai avuto. Però anziché comportarsi bene ed andare a scuola il burattino si dedica a ogni genere di scorribanda e scappa continuamente. Pinocchio incontra la Fata Turchina che cerca di educarlo a studiare e farlo diventare un bambino vero. Intanto fa amicizia col discolo Lucignolo, finisce nel Paese dei Balocchi dove i ragazzi svogliati diventano somari fino a cercare il padre per mare.

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Chiunque si sia accostato a questo classico si è assunto tanta responsabilità nel nutrire le aspettative del pubblico. Matteo Garrone autore di Dogman (2018) e Il Racconto dei Racconti (2016) vuole tentare l’impresa e sviluppa l’esperienza affrontata con l’illustrazione cinematografica delle fiabe di Basile mettendo in scena i paesaggi e la civiltà contadina toscana di fine Ottocento componendo dei quadri che sono un trionfo di scenografia e fotografia ispirati, tra l’altro, alla pittura dei Macchiaioli.

Un beneficio utile è anche la disponibilità di effetti visivi che aiutano a creare un immaginario fantastico e, per la prima volta, avere un burattino realistico senza essere un disegno e con un vero attore bambino, sottoposto a un enorme lavoro di trucco.
Meno convincente la resa visiva del Grillo Parlante, interpretato da Davide Marotta, e del Tonno che aiuterà Pinocchio in mare. Invece eccellenti altri animali fantastici come il Cane Medoro, cocchiere della Fata, i conigli neri e i medici Civetta e Corvo.

Il piccolo Federico Ielapo che interpreta Pinocchio fa il suo ma la vera rivelazione è Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto, dopo che era già stato lo stesso burattino nel suo Pinocchio (2002).

Benigni travasa il suo essere toscano e l’amore per l’opera di Collodi soprattutto nelle scene in cui comunica la sua povertà dignitosa, di chi cerca di sopravvivere senza darlo troppo a vedere. Poi passa dalla solitudine ad un esplosione di amore paterno, i patemi che gli procurano le marachelle del figlio e la paura di perderlo quando sparisce.

Altra figura di rilievo, per quanto la partecipazione sia breve, è Gigi Proietti nel ruolo di Mangiafuoco, il padrone del teatro dei burattini che si commuove per la storia di Pinocchio e gli dà delle monete da portare al suo babbo. L’attore entra così nell’elenco dei grandi che hanno interpretato i personaggi di questa storia anche se, in un’altra situazione, ci si chiede se non avrebbe potuto avere più spazio interpretando lo stesso Geppetto.

Il Gatto e la Volpe sono due vagabondi ladruncoli che cercano di derubare Pinocchio, qui interpretati da Rocco Papaleo alias il Gatto, e Massimo Ceccherini alias la Volpe. A questo proposito andrebbe notato che Papaleo risulta quasi solo l’eco delle battute di Ceccherini, molto più presente e in evidenza tra i due.

La situazione sembra collegata al fatto che il comico sia coautore della sceneggiatura e che questa sia disseminata di elementi comici estranei all’opera originale a volte un po’ stranianti e non intonati. Basti pensare ad alcune gag relative alla bava su cui scivolano alcuni personaggi, rilasciata dalla Lumaca, domestica della Fata Turchina.

A questo proposito la Lumaca, interpretata da Maria Pia Timo, risulta più divertente e incisiva della Fata Turchina, la cui interprete nella versione adulta, Marine Vatch, piuttosto algida ha evitato dichiarazioni persino in conferenza stampa. Acerba anche la versione bambina della Fata, interpretata da Alida Baldari Calabria, già figlia del protagonista di Dogman (2018).

Tornando alla sceneggiatura si nota una devozione puntuale nel rappresentare il libro ma che pecca leggermente nel dare per scontato che tutti conoscano la storia. Il risultato è che ci sono alcuni momenti salienti mostrati senza enfasi, come le prime parole di Pinocchio accolte con poca sorpresa da Geppetto; oppure succede che si anticipi l’arrivo di un personaggio nominandolo senza che questo sia inquadrato in scena. In questo modo si brucia l’emozione.

Il film è complessivamente comunque più riuscito di quello del 2002 per quanto desiderato dallo stesso Benigni che lo diresse. Garrone sembra citare le atmosfere e lo stile del Pinocchio nella versione tuttora più amata dagli italiani, lo sceneggiato di Luigi Comencini del 1972, del quale sembra di sentire degli echi persino in questa colonna sonora.

La visione è un’esperienza quasi pittorica e alcune interpretazioni meritano comunque questa versione di un classico a opera di un regista italiano tra i più validi del momento.

Pinocchio – locandina

Pinocchio

Genere: Fantasy

Interpreti: Federico Ielapi, Roberto Benigni, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini, Marine Vacth, Gigi Proietti, Alida Baldari Calabria, Alessio Di Domenicantonio, Maria Pia Timo, Davide Marotta, Paolo Graziosi, Massimiliano Gallo, Gianfranco Gallo, Teco Celio, Enzo Vetrano, Nino Scardina, Maurizio Lombardi, Guillaume Delaunay, Giuliano del Taglia, Domenico Centamore, Gigio Morra, Mauro Bucci, Sergio Forconi, Luisa Ragusa, Massimo Viafora, Claudio Gaetani, Giovanni Iovino, Betty La Padula, Aldo Marinucci, Ciro Petrone, Lorenzo McGovern Zaini, Mia McGovern Zaini, Barbara Enrichi

Un film di: Matteo Garrone

Durata: 125 minuti

Data di uscita: 19 dicembre 2019

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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