Philomena

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Philomena Lee e Martin Sixsmith in Philomena

Mi chiedevo quale fosse il peccato maggiore: aver partorito o aver mentito?
(Philomena Lee – Judi Dench)

Nell’Irlanda del 1952 la giovane Philomena Lee, appena adolescente, si innamora e questo la fa restare incinta di un bel bambino maschio. La sua famiglia, come d’uso all’epoca, sconvolta dallo scandalo la caccia di casa e la manda a Roscrea in un convento a lavorare. Come rimborso per tutta l’assistenza datale prima e dopo aver avuto il piccolo Anthony, le religiose che gestiscono il luogo di culto la mettono a lavorare quotidianamente alla locale lavanderia insieme a tante altre ragazze che sono nella sua stessa condizione, e le permettono di stare con suo figlio solo 1 ora ogni giorno. Il tempo passa, e all’età di 3 anni Anthony viene sottratto definitivamente alla madre per essere dato in adozione a due facoltosi americani.

Martin Sixsmith è un giornalista televisivo che ha appena fatto un clamoroso fiasco che lo spinge a rivedere le sue logiche lavorative. L’uomo è alla ricerca di qualcosa di nuovo che lo possa far tornare ad innamorarsi del proprio lavoro, e quando la figlia di una Philomena ormai donna anziana lo contatta, dopo un dubbio iniziale decide di prendere in carico la sua richiesta: la donna cerca suo figlio Anthony per poterlo guardare negli occhi di nuovo e salutarlo almeno una volta ancora.

Judi Dench mi è sempre, sempre piaciuta. E’ una di quelle artiste che riescono a toccarti il cuore senza fare altro che uno sguardo pieno, profondo e vero.  Philomena è così, una donna talmente forte nella sua fragilità da poter essere interpretata solo da un personaggio del calibro di Judi. Fotografia splendida della condizione delle donne sole con un figlio nella puritana Irlanda del 1950, questo film apre una voragine visiva sul comportamento dei religiosi e in particolare delle suore verso delle persone che come unica vera colpa hanno avuto forse quella di voler essere diventate donne troppo presto. Bravo Steve Coogan in una parte non facile, eccezionale Sophie Kennedy Clark nel ruolo di Philomena da giovane. Analizzando tutto il film la parte più interessante è stata proprio quella che scavava indietro nel tempo: raramente ci era stato mostrato un universo così chiuso come quello religioso con una tale chiarezza e profondità. Centrale sempre e comunque l’aspetto economico per un mondo come quello della Chiesa che fa dell’utile e del dilettevole a volte propria ragione stessa di vita. Questo enfatizza e da forza all’elezione di Papa Francesco che di questo è invece la totale antitesi, ed è davvero affascinante mettere in parallelismo questo e il film. Scenografie e ambienti meravigliosi, pieni di una natura che toglie il fiato sono abbinati a momenti di intima condivisione tra i protagonisti della storia in una logica non sempre chiarissima, ma comunque piena di fascino. Un film da vedere, in particolare per tutti coloro che vogliono approfondire la loro conoscenza di alcuni lati meno piacevoli del mondo cristiano cattolico.

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Philomena - Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last]Philomena

Genere: Drammatici

Cast: Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark, Anna Maxwell Martin, Ruth McCabe, Barbara Jefford, Kate Fleetwood, Peter Hermann, Mare Winnigam, Michelle Fairley, Neve Gachev, Charlie Murphy, Simone Lahbib, Charles Edwards, Xavier Atkins, Charlotte Rickard, Wunmi Mosaku, Alan Davis, Stuart Matthews, Amy McAllister, Nichola Fynn, Graham Curry, Sean Mahon, Hannah Blamires, Paris Arrowsmith, Eddie Ruben

Un film di: Stephen Frears

Durata: 98 minuti

Data di uscita: 19 Dicembre 2013 (Italia)
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