Persone Naturali e Strafottenti

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Donna Violante, Mariacallàs, Fred e Byron in Persone Naturali e Strafottenti

Debutto in anteprima nazionale per una nuova versione del testo di Giuseppe Patroni Griffi, Persone Naturali e Strafottenti. Quarantacinque anni dopo il suo debutto, torna in scena, in un nuovo allestimento.

Lo spettacolo, diretto da Giancarlo Nicoletti, vede in scena Marisa Laurito, Giovanni Anzaldo, Filippo Gili, Federico Lima Roche al Teatro Palladium, fino al 6 maggio.

Marisa Laurito, reduce dallo spettacolo Quattro donne e una canaglia, accetta la sfida di dare voce e corpo al ruolo che fu di Pupella Maggio; il Premio Ubu e rivelazione del cinema italiano Giovanni Anzaldo, visto anche ne Il Capitale Umano (2014), interpreta quel Fred che fu creato da un esordiente Gabriele Lavia e Filippo Gili presta la sua grande esperienza di uomo di teatro al travestito Mariacallàs. Completa il cast Federico Lima Roque, attore italiano originario di Capo Verde, nel ruolo dello scrittore Byron.

Quattro solitudini, un appartamento e una notte di Capodanno a Napoli. Donna Violante, la padrona, ex serva in un bordello, discute e litiga con Mariacallàs, un travestitoFred e Byron sono alla ricerca dell’ebbrezza di una notte: l’uno, uno studente omosessuale che desidera una vita libera dalle paure, l’altro, uno scrittore nero che vorrebbe distruggere il mondo per vendicare le umiliazioni subite. Quattro persone naturali e strafottenti, che, per un gioco del destino, divideranno la loro solitudine con quella degli altri.

L’ambientazione da ultima notte dell’anno accoglie una malinconica Donna Violante scontenta del tono smorto delle luminarie che ha acquistato. Così l’arrivo di ogni personaggio è accompagnato da un senso di sofferenza più o meno latente. Il travestito Mariacallàs, è condotto dall’abile interpretazione sopra le righe di Filippo Gili, con cui iniziano i primi contrasti tra l’affittacamere e la chiassosa inquilina; quando quest’ultima rivela la necessità di avere in casa per qualche ora lo studente Fred e lo scrittore Byron. Man mano i personaggi si impadroniscono della scena rivelando la propria interiorità, spesso scontrandosi tra loro e a volte raccontandosi.

Mariacallàs e Fred hanno modo di scherzare a lungo con le baruffe tipiche di alcuni ambienti dove ci si prende in giro per il colore che dà alla bocca un tipo di rossetto e sulla qualità degli amanti occasionali che si possono rimorchiare per stradaMariacallàs deve il suo soprannome ad illustri amanti avuti in passato. Byron ha conosciuto un passato di violenza e abuso e vorrebbe vendicarsi del mondo.

Fred sembra un gaudente scanzonato, che fugge dal controllo familiare per avere un po’ di libertà e libertinaggio nella notte di Napoli, anche se ha qualche curioso racconto familiare da rivelare. Per buona parte dello spettacolo il suo personaggio diventa anche un centro fisico di attenzione e di cure corporali e psicologiche, del racconto e della confidenza, grazie alla presenza concreta e scenica di Giovanni Anzaldo.

Donna Violante ormai, da donna disincantata, gestisce anche le emergenze dovute ai festeggiamenti più spinti. Il disincanto non risparmia nemmeno il suo scoppio di amarezza verso una vita che poleva essere migliore e per vari versi irrisolta. Anche lei, come gli altri, è aggrappata ad una sopravvivenza materiale e psicologica, resa dalla placida rassegnazione, con punte di rivalsa, di una navigata Marisa Laurito.

In questa notte quattro esistenze diversamente reiette si incontrano, si confrontano, si rivelano ma ricompongono il flusso di pensieri entro quello che la coscienza può sopportare. Curiosamente l’anno di composizione di questo prodotto è il 1973, lo stesso in cui uscì lo spettacolo The Rocky Horror Show, visto in un allestimento recente al Teatro Sistina, con cui sembra avere in comune l’incontro tra freak e un chiassoso travestito a sconvolgere una pretesa di ordine costituito. Nonostante le evidenti differenze di scrittura e allestimento, i due spettacoli condividono anche la malinconia che consegue la manifestazione di un piacere cercato per compensare una solitudine e uno smarrimento esistenziale.

Mentre i fuochi d’artificio di Napoli cercano di chiamare allegria dall’anno nuovo, il disegno luci illumina alternativamente i personaggi nell’appartamento, in contemplazione soffusa e notturna, mostrando anche visivamente il loro essere emarginati; dove il contatto con l’esterno viene a volte cercato accendendo una vecchia radio.

Gli interpreti sono organici e intensi nelle scene di gruppo, negli accesi duetti, nelle diverse interazioni e nei profondi monologhi in cui si rivelano. Ognuno a loro modo trasmette un’umanità complementare. Una signora sfiorita, attaccata ai soldi perché non le è rimasto altro; un travestito che fa della trasgressione una professione, altrimenti senza eccessi sarebbe più difficile farsi notare; uno studente che cerca divertimento per sfuggire alla noia di una vita che non conosce ancora e un ombroso intellettuale che sfoga in una notte di baldoria una maledizione che lo accompagna continuamente.

Lo spettacolo cresce piano piano. Ha bisogno di una meritata attenzione ai corposi testi di Giuseppe Patroni Griffi e conquista facendo entrare il pubblico nell’appartamento che si avvale anche di un gioco scenico per farsi vedere in un’altra prospettiva. La regia giostra questi vari aspetti con sapienza consegnando un’opera su cui soffermarsi come spesso ci si deve soffermare a riflettere su vite apparentemente scorrevoli e senza ombre.

Note di Regia

Emarginazione, violenza, distanze socio-culturali, violenza sessuale e psicologica, la ricerca continua di un altro che non esiste

Ne viene fuori una tragicommedia dal sapore post-eduardiano e pre-ruccelliano che fra cinismi, grettezze e turpiloqui ci restituisce uno squarcio di vita di una generazione senza futuro, un affresco animato da personaggi borderline che appaiono come noi vogliamo vederli: cinici, superficiali, amorali. In realtà si tratta di creature inquiete, sole che soffrono inconsapevolmente la loro condizione nella perenne ricerca di una possibile felicità. E la cercano dando libero sfogo alle pulsioni sessuali e alla loro mercificazione.

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[three_fifth_last] Persone Naturali e Strafottenti

Genere:  Teatro

Interpreti: Marisa Laurito, Giovanni Anzaldo, Filippo Gili, Federico Lima Roche

Regia: Giancarlo Nicoletti

Di: Giuseppe Patroni Griffi

Sede: Teatro Palladium, Piazza B. Romano, 8 Roma

Date: Dal 3 al 6 maggio 2018

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