Onward – Oltre la Magia

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Ian, Barley e mamma Laurel in Onward - Oltre la Magia

Ian: Io non ti ho definito un disastro.
Barley: Tu no. La magia l’ha fatto per te.
(Ian e Barley – Tom Holland e Chris Pratt)

Il presente film della Pixar ci porta in un mondo alternativo dove un tempo sulla Terra c’erano creature mitologiche ed esseri portatori di magia. In seguito la tecnologia ha aiutato chi non riusciva a fare magie, solo che col tempo le creature hanno dimenticato le loro capacità. Nel presente due fratelli elfi adolescenti, il più piccolo Ian e il più grande Barley, affrontano una straordinaria avventura per scoprire se esiste un po’ di magia che magari possa far rivedere il loro defunto padre per un giorno. Un incantesimo ne ha riportato in vita soltanto le gambe e i fratelli partono alla ricerca di una soluzione per completare il prodigio.

Il regista di Monsters University (2013) Dan Scanlon ci riporta in un altro mondo alternativo in cui gli umani non ci sono, come già anche nella trilogia di Cars, e le creature mitologiche sono esseri che hanno attraversato la Storia e sono giunti fino alla modernità.

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All’inizio può apparire straniante vedere queste creature fuori da un medioevo immaginario e fantastico dove sono solitamente collocate ma è abbastanza divertente vedere simboli di leggende alle prese con la modernità di chi deve sopravvivere e magari prima era un eroe da battaglie epiche mentre adesso lavora in una tavola calda.

L’animazione non è particolarmente ricercata o innovativa o almeno non più del livello medio Pixar e anche di quello di una concorrenza sempre più curata, come nella progressione avuta con la saga di Dragon Trainer. Si avverte però una maggiore libertà creativa, come dichiarato dal regista anche in conferenza stampa, dove per lungo tempo vediamo soltanto le gambe del padre trattate come un vero e proprio personaggio. La trovata non dà un vero spessore alla figura del genitore piuttosto rivela una libertà propria del linguaggio dell’animazione dove anche una linea o appunto un paio di gambe possono diventare un personaggio.

Di un certo fascino le visioni di unicorni ormai ridotti a rovistare nella spazzatura, come randagi qualunque, o centauri che ormai usano l’automobile e hanno dimenticato l’elevata velocità nella corsa che hanno nei loro zoccoli.

Il pathos dell’incontro col padre è una promessa narrativa che si trascina per tutto lo svolgimento anche se, in generale, le emozioni non raggiungono il livello di opere come Coco (2017) o Inside Out (2015), dove anche i reparti di animazione e sceneggiatura solo ad un livello più alto che di solito ci si aspetta dalla Pixar.

Ci sono vari spunti interessanti che sarebbe stato bello vedere approfonditi. La madre Laurel è un bel personaggio ma poco sfruttato, così come la Manticora, una sorta di grifone la cui potenza è decaduta rispetto ai fasti di un tempo. Ci sono delle lucciole motocicliste e teppiste che sono molto ben caratterizzate e ricordano i deliziosi personaggi di contorno del periodo xerox della Disney come i musicisti de Gli Aristogatti (1970) o gli avvoltoi ne Il Libro della Giungla (1967). Come in altri personaggi c’è un accenno interessante alle loro capacità nascoste e perdute nel tempo per disabitudine. Peccato che queste lucciole compaiano in un tempo relativamente breve e sono poco coinvolte nella trama generale, a parte un avvincente inseguimento in motocicletta.

Altrettanto nella pellicola c’è un vero e proprio assaggio della magia medievale che si vorrebbe vedere esplorata di più. Chissà che anche questa storia possa avere dei sequel, come nella moda di questo periodo.

Piuttosto esagerato, nonostante il significato simbolico, il clamore riguardo al primo personaggio apertamente LGBT in un film Pixar. Tale personaggio non è integrato nella storia, ha poche battute, e, per quanto dimostri un relativo coraggio dell’azienda, non aggiunge qualcosa di particolarmente significativo in termini cinematografici e non si sa quanto in termini sociali,  a parte scatenare la censura in Paesi e contesti più retrogradi. Pur contestualizzando tale mossa con l’importanza di fare questo in una produzione per famiglie, ci si chiede quanto ci vorrà per considerare normale tutto ciò e quando si scriveranno personaggi incisivi nella sceneggiatura senza costruire casi ad arte, per quanto meritevoli. Un po’ come avvenuto per la caratterizzazione di Le Fou nel remake de La Bella e la Bestia (2017).

Resta una visione godibile dove si può vedere un rapporto tra fratelli, la ricerca delle proprie potenzialità, la crescita personale e un’avventura tra viaggio on the road e magia che può appassionare almeno i più giovani, oltre a una riflessione sui pericoli di rammollimento provocati dalla tecnologia, scenario esplorato in modo apocalittico pure da Wall-E (2008).

In originale si possono ascoltare le voci dei due fratelli doppiati da Chris Pratt e Tom Holland e Octavia Spencer nel ruolo della Manticora.

Onward – Oltre la Magia – Locandina

Onward – Oltre la Magia

Genere: Animazione, Avventura, Commedia

Voci originali: Tom Holland, Chris Pratt, Julia Louis-Dreyfus, Octavia Spencer, Mel Rodriguez, Kyle Bornheimer, Lena Waithe, Ali Wong, Grey Griffin, Tracey Ullman, Wilmer Valderrama, George Psarras, John Ratzenberger

Un film di: Dan Scanlon

Durata: 103 minuti

Data di uscita: 19 agosto 2020

REVIEW OVERVIEW
Buono
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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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