Oldboy

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Joe Doucette in Oldboy

Il cielo mi renda libero, il resto è silenzio.
(Adrian / Lo Straniero – Sharlto Copley)

Joe Doucette è un benestante pubblicitario che ha iniziato la via del tramonto della sua carriera: alcolizzato e vittima del proprio egoismo, proprio quando deve riuscire a portare a casa un contratto pubblicitario che potrebbe risollevare le sorti della sua agenzia fa qualcosa che non doveva fare, e la situazione esplode. Ma Doucette non è presente per poterne approfittare o risponderne davanti a chicchessia: questo perchè Doucette è semplicemente sparito nel nulla.

L’uomo si ritrova chiuso in una stanza di uno strano motel, una stanza dal quale non potrà uscire per 20 lunghi anni e una stanza che sarà a tutti gli effetti la sua prigione, mentre l’uomo si chiede chi sia stato a fargli questo, e per quale oscuro motivo. Improvvisamente libero dopo 2 decenni, Doucette ha un solo pensiero fisso nella sua mente: scoprire chi è stato il suo carceriere, e trovare un modo per vendicarsi di quello che gli è stato fatto.

Partiamo da un presupposto molto, molto importante: chi già conosce la versione originale del film Oldboy del regista coreano Chan-wook Park si troverà questa volta di fronte ad un film per certi versi diametralmente diverso. Mentre la storia segue per larghissimi tratti la stessa identica andatura (ad eccezione di particolari comunque rilevanti come la sostituzione dell’estrazione dentaria con il tentativo di distaccare la testa dal corpo a mani nude), sono i personaggi, le ambientazioni e le dinamiche narrative, oltre alla fotografia e alle scene ad essere totalmente differenti. Spike Lee è un regista di grandissima esperienza e levatura, e mostra qui tutte quelle che sono le sue attitudini principali, scegliendo come protagonista della storia un Josh Brolin che buca lo schermo tanto è azzeccato nel ruolo di Joe Doucette. L’azione è viscerale e opprimente, ed aggredisce lo spettatore sia quando è assente (da antologia la staticità all’interno della stanza dove Doucette viene rinchiuso  intervallata a conti fatti solo dal non-movimento beffardo della figura presente nel manifesto) sia quando, invece, è al centro di tutto il meccanismo narrativo (esempio massimo di questo è la fase in cui Doucette fugge dal palazzo dei suoi carcerieri abbattendo qualsiasi persona gli capiti a tiro). Il sangue è forse anche più estremo che nell’originale, scadendo per la verità talvolta un po’ nello splatter ma mantenendo comunque una sua dignità di realismo. Il dramma e il percorso interiore dell’uomo Doucette vengono poi messi a paragone del dramma di Adrian Pryce che, nella sua follia splendidamente resa da uno Sharlto Copley in gran spolvero, non ha nulla da invidiare a quello di Joe. La scelta finale del protagonista, resa possibile dall’onesta ma sempre e comunque coerente pazzia del suo avversario, è quanto di più logico quindi ci si può aspettare da una persona che ha passato quello che Doucette ha passato. Una fotografia migliore del suo predecessore e delle ambientazioni e scene notevolmente più affascinanti (basti pensare alla casa di Adrian Pryce) danno ancora maggior vigore al tutto. Un film che può essere letto in modo semplice e superficiale, ma un’opera che riuscirà a prendere le visceri di chi tra voi è una persona più profonda e analitica, consci però sempre di una cosa: la storia di Doucette potrebbe essere quella di qualunque di noi, perchè ciò che Doucette ha fatto lo abbiamo fatto tutti, chi più chi meno.

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Oldboy - Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last]Oldboy

Genere: Drammatici, Thriller

Cast: Sharlto Copley, Samuel L. Jackson, Elizabeth Olsen, Josh Brolin, Hannah Simone, James Ransone, Grey Damon, Michael Imperioli, Max Casella, Rami Malek

Un film di: Spike Lee

Durata: 104 minuti

Data di uscita: 5 Dicembre 2013 (Italia)
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