Non è vero ma ci credo

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Nunzio, Paolo e Armando in Non è vero ma ci credo

Il vegetariano è il futuro!
(Armando – Maurizio Mattioli)

Spensierata commedia dove i due protagonisti, Nunzio e Paolo, che sembra vogliano trasporre tutto il loro personale cursus honorum interpretando un proprio alter ego in un vero e proprio nomen-omen, ci mostrano come il limes tra il successo e il fallimento sia assolutamente effimero, come del resto veniva affermato in maniera più aulica nel lavoro di ShakespeareSogno di una notte di mezza estate”.

I due protagonisti con questo lavoro tentano di approdare ad un definitivo upgrade della commedia italiana anche grazie alla loro spiccata comicità romanesca all’interno della quale non puoi spiccare sugli altri nemmeno per 30 secondi ma vieni immediatamente ricondotto nella proverbiale Aurea mediocritas del caso.

Il sodalizio di Nunzio e Paolo risale ai tempi delle elementari, e da allora l’unico risultato di prestigio è stato quello di aver sposato due donne, le quali già da bambine avevano avuto più successo dei due goffi pasticcioni.

In particolare Cristina, la quale rappresenta il classico stereotipo dell’avvocato divorzista sempre pronta a giudicare in maniera tranchant gli uomini, che insieme a Maria Chiara hanno finanziato un cospicuo quanto composito numero di attività imprenditoriali tutte rigorosamente fallite.

Dopo aver ricevuto un ultimatum, per dare una netta sterzata alle proprie vite altrimenti sarebbero stati lasciati come si dice proverbialmente senza una lira, un incontro fortuito secondo lo schema della commedia plautina, con Armando il quale viene interpretato in maniera sublime da Maurizio Mattioli rappresentando il classico imprenditore arricchito con il suv, il quale non si cura di infrangere la legge. Egli gli suggerisce di aprire un ristorante vegetariano per andare incontro alle tendenze moderne e “trendy” del momento.

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I nostri due “eroi” con uno stratagemma degno dei migliori Totò e Peppino sfrutteranno l’ossessione di Maria Chiara per l’oroscopo per farle investire in questo progetto.

Successivamente all’allestimento del ristorante con un modus agendi profondamente discutibile, assumendo una sorta di Armata BrancaLeone 2.0 il locale sembra destinato all’inevitabile crepuscolo quando interviene il famoso critico transalpino Michel de Best, il quale in realtà è un pugliese emigrato in Francia per cercare fortuna.

In questo caso l’interpretazione di Maurizio Lombardi spicca nettamente sulle altre, rinverdendo i fasti di Febbre da Cavallo (1976) con storpiature tra il francese e il pugliese, con una sofferenza interiore dovuta al classica dicotomia conflittuale con il padre che lo aveva costretto a mangiare solamente cicoria fino alla maggiore età, portandolo per rappresaglia a diventare un carnivoro integralista.

La sua personale catarsi-redenzione dopo un incontro-scontro con l’animalista Loredana – brava e bella Loredana Cannata nella parte – gli permetterà di cambiare completamente vita e non infuriarsi dopo aver scoperto che la carne così tanto adulata era in realtà un prodotto vegetale.
Il finale leggermente melenso, prevedibile e ovviamente positivo ad ogni modo infonde nello spettatore un senso immanente di felicità interiore che raramente si può riscontrare in altri simili prodotti italiani. Buono.

Non è vero ma ci credo

GenereCommedia

Interpreti: Nunzio Fabrizio Rotondo, Paolo Vita, Elisa Di Eusanio, Micol Azzurro, Giulia Di Quilio, Maurizio Lombardi, Yari Gugliucci, Maurizio Mattioli, Loredana Cannata

Un film di: Stefano Anselmi

Durata: 92 minuti

Data di uscita: 4 ottobre 2018

REVIEW OVERVIEW
Buono
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