Nome di Donna

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Nina in Nome di Donna

Mi riferiscono che lei va in giro a raccontare cose gravi sul mio conto. Noi non ci conosciamo neanche, è la prima volta che ci vediamo.
(Marco Maria Torri – Valerio Binasco)

Ci devi pensare bene, Nina, perchè se decidi di farlo, ci può succedere di tutto.
(L’avvocatessa Tina Della Rovere – Michela Cescon)

Nina, mamma sola di una bella bambina e da poco fidanzata con il giovane Luca, decide di andare a vivere da Milano ad un piccolo paese lombardo; qui trova lavoro in una clinica che ospita degli anziani economicamente facoltosi che hanno bisogno di assistenza ed aiuto. Tutto sembra funzionare nella splendida villa. Sembra.

La realta è abbastanza diversa, e racconta di un dirigente della struttura, Marco Maria Torri, abituato a fare il bello e il cattivo tempo, e a governare il gruppo delle colleghe di Nina – e Nina stessa – in una maniera che definire scorretta sarebbe usare un`eufemismo. Nina decide di reagire a tutto questo, iniziando una lotta dura per arrivare a tutelare i propri diritti.

Dramma tutto italiano diretto da Marco Tullio Giordana, che dopo il grande successo de I cento passi (2003), che ha lanciato definitivamente il bravo Luigi Lo Cascio, e de La meglio gioventù (2003) con una meravigliosa Jasmine Trinca al suo interno, viene oggi considerato uno dei migliori registi nostrani in circolazione. Se questo è certamente vero per le 2 pellicole citate, molto belle e coinvolgenti, ultimamente Giordana sta dando diversi segnali contrari, e il presente lavoro ne è un concreto esempio. Ma andiamo con ordine. Il regista, come sua abitudine, individua un problema presente in modo oggettivo in Italia, e prova a costruire una trama che lo racconti in maniera sufficientemente dettagliata, segliendo attori di buon livello – miei preferiti nel film a livello di recitazione sono stati questa volta i cattivi Bebo StortiMarco Maria Torri – e collocandoli in modo cinematograficamente corretto. Il tema dell`abuso della donna dal punto di vista fisico e mentale è qualcosa di importante da analizzare, perchè mette in gioco gli equilibri interfamiliari, quelli all`interno del posto di lavoro, quelli tra amici, quelli nella galassia della religione cattolica e non solo. Da questo punto di vista, il racconto fila, ed è anzi anche troppo prodigo di particolari in certi momenti, che non sfigurano comunque. La storia funziona, quindi. Ma per fare un ottimo prodotto oggi non basta questo. Diventa necessario, infatti, essere in grado di generare una forte empatia con lo spettatore, e questa in un prodotto del genere deve essere considerata da creare sia con chi la violenza la subisce, le donne, sia con chi la violenza la porta avanti, gli uomini. In questo caso l`empatia non si genera o, se lo fa, diviene qualcosa di leggero e non importante come invece dovrebbe essere. Ci sembra che ogni cosa e persona stia facendo, bene certo, il compitino, ma che a conti fatti nulla sia davvero reale, e che non esista in maniera naturale. Un film basato su qualcosa che viene percepito in modo innaturale non può avere successo sul pubblico dei cinema, purtroppo. Probabilmente un lavoro del genere si presenta essere come adatto ai film per televisione, e non per il grande schermo. Speriamo, quindi, che Giordana voglia tornare a raccontare delle storie in una modalità con la quale diventa facile interagire, a prescindere dal sistema usato. Sufficiente.

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[three_fifth_last] Nome di Donna

Genere: Drammatici

Interpreti: Cristiana Capotondi, Valerio Binasco, Stefano Scandaletti, Michela Cescon, Bebo Storti, Laura Marinoni, Anita Kravos, Stefania Monaco, Renato Sarti, Patrizia Punzo, Patrizia Piccinini, Vanessa Scalera, Linda Caridi, Adriana Asti

Un film di: Marco Tullio Giordana

Durata: 90 minuti

Data di uscita: 8 Marzo 2018

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