Noah

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Noah in Noah

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.
Il Signore si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo.
E il Signore disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato: dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti»
Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.
Questa è la posterità di Noè.
Noè fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi; Noè camminò con Dio.
(Genesi 6:1-9:17)

Questa è la storia di Noah, uomo diverso da tutti gli altri, quello che Dio scelse per portare a termine il compito più difficile, costruire un’arca dove poter salvare tutto quello che del mondo sarebbe rinato dopo che il Diluvio Universale si sarebbe abbattuto sul genere umano per punirlo delle proprie colpe.

La storia di Noah è nota a tutti, o forse dovrebbe esserlo: ho scoperto quasi senza parole che in realtà moltissimi di coloro che erano presenti il giorno dell’anteprima non sapevano quasi niente di questo personaggio. Questa è la prima cosa che mi ha colpito di un film che è però pieno di altri spunti interessanti. La novità della storia, infatti, si accompagna all’estrema fedeltà del racconto alle Sacre Scritture ed è la prima volta che succede per film di questo tipo, che sovente scadono in una interpretazione personale di quello che è il messaggio ivi contenuto. A questo si accompagnano degli effetti speciali di ottimo livello che dialogano a doppio filo con l’umanità estrema dei personaggi. E non potrebbe essere altrimenti che in una pellicola di questa natura siano proprio i personaggi a farla da padroni: accanto ad un Russell Crowe che riesce a far trasparire tutta la difficoltà nella gestione dei propri sentimenti interiori di Noah, c’è nel ruolo di sua moglie una meravigliosa Jennifer Connelly per la quale gli anni sembrano davvero non passare mai. Nel ruolo dei 3 figli maschi della coppia spicca Logan Lerman che dialoga in modo anche molto critico con il padre quando necessario; nella parte della giovane figlia adottiva dei due troviamo una Emma Watson sempre più bella e sicura di sé, e capace di fornire ancora una splendida prova delle sue qualità di recitazione dopo quanto già aveva fatto con Bling Ring. Se si vede il film dal punto di vista puramente narrativo, forse è possibile identificare alcune lacune e/o buchi nella trama, ma sono comunque funzionali all’obbiettivo e al messaggio che il regista Darren Aronofsky ci vuole comunicare, messaggio che sembra essere estremamente attuale e realistico: il genere umano ha bisogno di una svolta, e ne ha bisogno adesso, altrimenti rischia di essere seriamente candidato all’estinzione. Questo lavoro mi ha fatto riflettere molto, spero succeda lo stesso anche a tutti voi!

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Noah - Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last] Noah

Genere: Drammatici, Biografici

Cast: Russell Crowe, Jennifer Connelly, Ray Winstone, Emma Watson, Anthony Hopkins, Logan Lerman, Douglas Booth, Julianne Moore, Martin Csokas, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Arnar Dan, Kevin Durand, Dakota Goyo, Mark Margolis, Madison Davenport, Nick Nolte

Un film di: Darren Aronofsky

Durata: 138 minuti

Data di uscita: 10 aprile 2014[/three_fifth_last]

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