Il lago delle oche selvatiche

0
526
Zenong Zhou guarda Aiai Liu in Il lago delle oche selvatiche

Se avessi visto che era la polizia, avrei evitato di sparare.
(Ge Hu – Zenong Zhou)

Lun-Mei Kwei: C`è tuo marito che ti vuole vedere.
Shujun Yang: Non ci posso andare, la polizia mi tiene sotto controllo!
(Lun-Mei Kwei e Shujun Yang – Aiai Liu e Regina Wan)

Il membro della mafia cinese Zenong Zhou incontra la prostituta Aiai Liu mentre stava invece aspettando sua moglie Shujun Yang. Cosa è successo alla donna? Zenong Zhou racconta ad Aiai Liu perché si trova lì, e la donna fa altrettanto con lui.

Sulla testa di Zenong Zhou pesa una taglia da 300.000 yen per aver erroneamente ucciso un poliziotto e l`uomo, inseguito dalla legge e dalle gang avversarie, dovrà fidarsi totalmente di Aiai Liu, che in fondo non conosce, per provare a salvarsi la vita.

previous arrow
next arrow
PlayPause
Slider

 

Dramma poliziesco made in china che in linea di massima non tradisce quelle che erano le alte aspettative su di lui. Cominciamo però con il dire una cosa fondamentale: non si tratta di un film perfetto, e probabilmente non aspira ad esserlo. Gli effetti speciali contenuti nella trama sono di basso livello, i flashback troppo lunghi e scollegati e si ha durante la visione una costante sensazione di stare osservando qualcosa di incompiuto, a cui manca non molto per poter essere ammirato in pieno. Eppure, malgrado questo, la pellicola inizia in sordina ma poi acquista forza sempre maggiore mano mano che passano i minuti e si entra dentro la storia vera e propria. Questo è frutto di una fotografia estremamente attenta ai dettagli e di una costruzione che vede un gioco di scatole cinesi, appunto incompiute, capaci di generare delle storie nella storia, che messe tutte insieme la compongono mostrando un realistico spaccato della vita del sottobosco cinese che arriva a far vedere come polizia e mafia non sono poi così tanto diverse in Cina, Paese senza leggi a livello micro. Ben mostrata la mafia, quindi, e ben mostrata la polizia, insieme al traffico di droga, le armi e gli spari, la prostituzione di tipo moderno, e le moto e i motorini che sono al centro degli spostamenti nella Cina rurale. Tutto questo è sostenuto dai 4 protagonisti e in particolare dalla moglie di Zenong Zhou alias Shujun Yang interpretata dalla bella Regina Wan, e soprattutto da Aiai Liu interpretata dalla splendida Lun-Mei Kwei: entrambe molto espressive, entrambe capaci di entrare dentro in modo sicuramente maggiore di quanto riesce a fare la pellicola stessa, che senza di loro risulterebbe svuotata della sua forza. Un film per donne, in primis, e anche un film per uomini che vogliono capire cosa possono arrivare a fare le donne, soprattutto quando si trovano in una posizione precaria che in fondo non fa altro che – non avendo nulla da perdere – renderle più forti. L`amore, la fuga insieme, il viaggio e tutto quello che a questi si lega diventano quasi un sogno che viene perpetrato dalle ombre degli esseri umani, che invece sono costretti a fare i conti con una realtà totalmente diversa da quello che avrebbero voluto. In fondo, anche grazie a scene davvero pesanti per prodotti del grande schermo si cerca di raccontare la normalità di un luogo che non ha nulla di normale, che piacerà a tutti coloro che amano in vero cinema. Non perfetto, ma da vedere.

Il lago delle oche selvatiche

Genere: Drammatici, Polizieschi

Interpreti: Ge Hu, Lun-Mei Kwei, Fan Liao, Regina Wan, Dao Qi, Jue Huang, Zeng Meihuizi, Yicong Zhang, Yongzhong Chen, Chloe Maayan

Un film di: Yi’nan Diao

Durata: 113 minuti

Data di uscita: 13 Febbraio 2020

REVIEW OVERVIEW
Da Vedere
Previous articleCriminali come noi
Next articleCattive Acque
Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here