Monuments Men

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Frank Stokes in Monuments Men

Ascoltate ragazzi, penso che dovreste sapere la verità secondo me: questa missione non è mai stata designata al successo. Se fossero sinceri ce lo direbbero.
Ci direbbero che con tutta la gente che muore, chi se ne frega dell’arte. Ma sbagliano. Perché è per questo che noi combattiamo, per la nostra cultura, e per il nostro stile di vita.
Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti, e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano. Quello che vuole Hitler, ed è la sola cosa che non possiamo permettergli.
(George Stout – George Clooney)

Ad un mese dallo sbarco in Normandia degli Alleati, una squadra sgangherata di esperti d’arte di varie nazionalità intraprende la difficile missione di attraversare un ‘Europa devastata da un conflitto mondiale ormai giunto al termine per recuperare e riconsegnare ai legittimi proprietari le opere d’arte che i nazisti hanno trafugato nel corso della guerra, ma la corsa è contro il tempo, perché Hitler ha dato l’ordine di distruggere ogni cosa durante la ritirata tedesca. Fulcro della pericolosa avventura sono la Madonna di Bruges di Michelangelo e il Polittico di Gand di Jan Van Eyck: riusciranno questi squinternati antieroi a ritrovarli?

Questa è la storia che George Clooney ci racconta in un film ambizioso che purtroppo non centra pienamente il bersaglio. La trama, di per sé interessantissima, ci racconta uno spaccato poco conosciuto della Seconda Guerra Mondiale: il tutto è tratto da una storia vera (possiamo nei titoli di coda ammirare le fotografie originali dei ritrovamenti) ed in un momento così delicato per le sorti dell’Europa con una sottile perdita d’identità generale che ci attanaglia diviene fondamentale il recupero delle proprie radici, siano esse storiche o culturali. Il lungometraggio si interroga principalmente sull’importanza dell’arte come fulcro di un sentire comune dei popoli, come centro dal quale ripartire dopo momenti di crisi storica od economica; possiamo perdere le nostre case, i nostri soldi, anche le nostre vite forse, ma se perdiamo la nostra identità culturale cosa ci resta? E cosa resterà a chi verrà dopo di noi? Se è vero, come sostiene qualcuno, che con la cultura non si mangia, è altresì vero che un corpo affamato è più semplice da nutrire rispetto ad un’anima affamata. La capacità degli esseri umani di creare qualcosa di bello è un valore che deve essere condiviso: uno dei messaggi che quindi troviamo in questa pellicola è che un’opera d’arte è di tutti, arricchisce qualunque individuo e va preservata da ogni nefandezza, la vita di uomo è breve, ma una cosa bella è una gioia per sempre.

Dunque, se le intenzioni del Clooney regista sono delle più nobili, il risultato finale lascia un po’ a desiderare. Un cast di livello eccellente con un Bill Murray poetico, un John Goodman in ottima forma e una Cate Blanchett che spicca su tutti regalandoci un personaggio davvero francese non bastano purtroppo a sopperire le mancanze di una sceneggiatura banale, che ci riconsegna un film lento, con delle trovate interessanti che però restano fagocitate da un generale appiattimento di fondo, si ha sempre la sensazione che il film stia per decollare, che debba succedere qualcosa di speciale che purtroppo invece non si manifesta mai; infine, alcune scelte narrative piuttosto discutibili che non aggiungono e non tolgono nulla servono soltanto per permettere al personaggio di Clooney di tirare fuori la frase ad effetto al momento giusto. Una missione delicata ed uno scopo importante e nobile diventano una scampagnata tra amici, dove il senso più profondo del racconto si perde in una narrazione estremamente liquida.

Un film discreto che, potenzialmente, aveva tutte le carte per aspirare al capolavoro ma che ha sprecato l’occasione, dove forse il più grande limite è proprio la regia di George Clooney che non buca lo schermo. Vorremmo gioire con i protagonisti, commuoverci con loro davanti alla Madonna di Bruges ma non ci viene permesso, ci viene somministrato un brodino, corroborante e dalle buone intenzioni ma del tutto insipido. Il dubbio che resta è: sarebbe possibile farci raccontare la stessa storia da altri? Tutto gradevole ma dimenticabile, non disturba e non eccita. Peccato, film cult non pervenuto.

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Monuments Men - Locandina

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[three_fifth_last] Monuments Men

GenereStorici, Guerra, Avventura

Cast: George Clooney, Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin, Hugh Bonneville, Bob Balaban, Dimitri Leonidas, Cate Blanchett,Diarmaid Murtagh, Sam Hazeldine, Lee Asquith-Coe, Mark Badham, Adrian Bouchet, Zahary Baharov, Alan Bond, Matthew John Morley, Adam Prickett

Un film di: George Clooney

Durata: 118 minuti

Data di uscita: 13 febbraio 2014

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