Midsommar – Il villaggio dei dannati

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Dani guarda in Midsommar - Il villaggio dei dannati

Quindi ignoreremo l’orso?
(Simon – Archie Madekwe)

La giovane Dani è da tempo preoccupata per sua sorella, una ragazza dalle strane reazioni, e quando questa inizia a non rispondere ai suoi messaggi sui social teme per il peggio. Il suo fidanzato Christian cerca di convicerla che è tutto ok, ma la realtà si rovescia in modo tremendo sulla vita di Dani, mentre nella mente di Christian ormai da tempo c`è il pensiero di lasciare la ragazza.

Da tempo il Christian ha in programma un viaggio in Svezia con i suoi amici e quindi, visto quello che è successo, invita Dani ad andare con loro, e la ragazza accetta. Uno dei suoi amici, Pelle, è svedese e viene da un piccolo villaggio al Nord lontano da tutto. Qui si celebra come ogni anno un festival di nove giorni dedicato al solstizio d`estate. Sarà una festa che Dani, Christian e tutti gli altri non potranno mai dimenticare.

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Horror mistery ma, alla fine, essenzialmente un dramma in cui la giovane promessa del mondo della paura Ari Aster prosegue il cammino che già aveva iniziato con la folgorante opera prima Hereditary – Le radici del male (2018), talmente ben fatto da far girare a chiunque o quasi lo sguardo verso di lui. In questo caso Aster decide di prendere le cose da un diverso punto di vista: il costrutto della pellicola rimane lo stesso del suo lavoro precedente, quello che cambia è quello che viene analizzato, e i punti di vista che si vanno ad utilizzare. La prima cosa che viene mostrata è come i social media, gli smartphone e in generale la comunicazione tramite strumenti mobile siano qualcosa di cui i millennials e la generazione z non possono fare a meno. Questo per alcuni determina una vera e propria dipendenza da internet, che non di rado si lega o comunque ha caratteristiche simili alla dipendenza da farmaci e droghe, come sia la protagonista che la sorella mostrano e che è la seconda cosa che Aster ci vuole mostrare. Piccola parentesi sulla protagonista Dani, una Florence Pugh che ha un livello di espressività eccezionale che riesce a conquistare nel bene e nel male un po` tutti quanti. Tornando ai concetti espressi dal regista, quello centrale è senza dubbio la sua analisi del maschio occidentale, dei suoi modi di essere e di fare e del suo carattere; quello che ci viene presentato è un modello – si generalizza, è ovvio, e questo è uno dei limiti del tutto – di uomo che vive di frasi fatte, di bugie e comportamenti egoisti e tarati solo sui propri interessi, capace di cambiare idea con uno schioccare di dita oppure di fuggire via, sempre che abbia un minimo di carattere da vero uomo. Con uomini del genere una donna non riesce ad essere felice, costretta a vivere in un mondo fatto di scatole che non comunicano tra loro se non quando farlo diventa strettamente necessario. In particolare, dal punto di vista femminile è la falsità il problema, ma intendiamoci: non è che le donne non siano false, anzi; piuttosto non vogliono questo dai maschi. Aster condisce tutto quello che abbiamo detto con disegni, costruzioni e musiche ipnotiche, che insieme a tempi lenti e invadenti, a scene di nudo forti ma accettabili e una Natura che esplode letteralmente rende il film un lavoro da vedere e che piacerà a chi ha amato lo scorso prodotto, e a un target non giovanissimo che ha voglia di scoprire cosa sia la cattiveria pura.

Midsommar – Il villaggio dei dannati

Genere: Drammatici, Horror, Mistery

Interpreti: Florence Pugh, Jack Reynor, Vilhelm Blomgren, William Jackson Harper, Will Poulter, Ellora Torchia, Archie Madekwe, Henrik Norlén, Gunnel Fred, Isabelle Grill, Agnes Westerlund Rase, Julia Ragnarsson, Mats Blomgren, Lars Väringer, Anna Åström, Hampus Hallberg, Liv Mjönes, Louise Peterhoff, Katarina Weidhagen, Björn Andrésen, Tomas Engström, Dag Andersson, Lennart R. Svensson, Anders Beckman, Rebecka Johnston, Tove Skeidsvoll, Anders Back, Anki Larsson, Levente Puczkó-Smith, Frans Rosengarten, Vilmos Kolba, Mihály Kaszás, Gabi Fon, Zsolt Bojári, Klaudia Csányi, Anna Berentz, Austin R. Grant, Kati Dombi, Linnea Larsdotter, Maximilian Slash Marton, Johan Matton, Balázs Megyeri

Un film di: Ari Aster

Durata: 147 minuti

Data di uscita: 25 luglio 2019

REVIEW OVERVIEW
Da Vedere
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Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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