Mary e il Fiore della Strega

0
75
Mary in Mary e il Fiore della Strega

Il nome di quel fiore è Volo Notturno. Dicono che cresca solo in questa foresta e che, per di più, sbocci solo una volta ogni sette anni. Sembra che in passato perfino le streghe ne andassero in cerca.
(Zebedee, il giardiniere)

Hiromasa Yonebayashi, che ha avuto una lunga esperienza allo Studio Ghibli con Isao Takahata e Hayao Miyazaki, torna al cinema dopo Arrietty (2010) e Quando c’era Marnie (2014).

Mary è una ragazzina volenterosa ma impacciata. Mentre cerca di rendersi utile alla prozia Charlotte, presso cui abita, un giorno trova un fiore magico che la trasporta in una scuola di magia dove è accolta come se fosse portatrice di grandi poteri.

previous arrow
next arrow
PlayPause
Slider

 

Storia tratta dal racconto La piccola scopa scritto nel 1971 dall’autrice inglese Mary Stewart, molto tempo prima di Harry Potter, anche se questo lavoro, realizzato oggi, sembra una risposta dell’animazione giapponese al fantasy occidentale.

Visivamente emerge subito il dettaglio dei fondali e un trionfo di colori che dimostrano anni di animazione che mantiene il baluardo del disegno a mano, arte insostituibile.

Il mondo fantastico è curato mostrando un insieme di creature che arricchiscono l’esperienza visiva: da un allenatore di scope volanti a vari esseri magici della scuola di magia, fino a due gatti speciali.

La magia è un mistero cui è reso partecipe il mondo dell’infanzia, rappresentato da Mary e da Peter, un ragazzo dei dintorni. Le figure adulte sono i discreti portatori di segreti da rivelare a tempo debito, come la prozia di Mary e un giardiniere esperto e silenzioso.

Efficacemente sopra le righe Madam Mumblechook, la direttrice della scuola di magia, florida donna dalle emozioni estreme, dalla gioia alla collera, disegnata e colorata in modo altrettanto acceso. Le fa da contraltare il Dottor Dee, una sorta di scienziato della magia con cui insieme tenteranno esperimenti indicibili sulla manipolazione di esseri per creare entità invincibili.

Il racconto si svolge in modo spesso placido e contemplativo ma rifugge da una dolcezza del distacco apparente della realtà. Bensì racconta in modo metaforico i pericoli della follia umana.

Un aspetto tematico che aggiunge spessore a una pellicola che meriterebbe di essere vista anche solo per gli aspetti stilistici, sempre notevoli e curati, e che ci fa assistere ad un esperienza artistica e sensoriale più elevata cui anche altro cinema dovrebbe tendere.

Un film più semplice e meno ambizioso di altri ma comunque curato e godibile, dove non conta il racconto in sé, comunque curioso e gustoso da seguire, ma lo stile raffinato con cui è rappresentato.

Una menzione è meritata per Massimiliano Alto, doppiatore di lungo corso, qui curatore dei dialoghi italiani e direttore del doppiaggio.

Mary e il Fiore della Strega

Genere: Animazione, Fantasy, Ragazzi

Voci: Sara Labidi, Antonella Giannini, Mario Cordova, Luigi Ferraro, Roberta Paladini, Lorenzo D’Agata, Ludovica Modugno, Ludovica Bebi, Carlo Valli, Francesca Zavaglia

Un film di: Hiromasa Yonebayashi

Durata: 103 minuti

Data di uscita: dal 14 al 20 giugno 2018

REVIEW OVERVIEW
Da Vedere
Previous articleThe Nun – La Vocazione del Male, promo video e date
Next articleFavola
Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here