Mary Poppins. Il musical al Teatro Sistina

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Simona Patitucci e Federico Bellone alla conferenza stampa di Mary Poppins. Il Musical

Nuovo importante tassello per la storia del Teatro Sistina che si aggiudica Mary Poppins, la versione italiana del musical teatrale originale Disney per l’arrivo a Roma dello spettacolo, già di successo al Teatro Nazionale di Milano e debuttato al West End di Londra nel 2004 e a Broadway nel 2006.

Lo spettacolo in scena dal 24 ottobre 2019 al 15 marzo 2020 è un riadattamento dei libri di P. L. Travers e del film di Walt Disney, con Julie Andrews, vincitore di 5 premi Oscar, che ha avuto un sequel nel 2018: Il Ritorno di Mary Poppins.

La storia racconta la famiglia Banks in cui i genitori George e Winifred cercano una tata per domare gli incontrollabili figli Jane e Michael. Da loro arriva la misteriosa Mary Poppins che li condurrà in incredibili avventure insieme all’amico tuttofare Bert.

L’opera è creata da Cameron Mackintosh con libretto di Julian Fellowes, già premio Oscar per Gosford Park (2001) e autore di Dowton Abbey (2010-2015). Musiche e canzoni sono quelle originali del film, scritte da Richard M. Sherman e Robert B. Sherman con brani aggiunti per la trasposizione teatrale  dai premi Olivier Award: George Stiles ed Anthony Drewe.

La regia è di Federico Bellone, già direttore di Newsies, per la Disney, The Bodyguard, Dirty Dancing, in Inghilterra, e A Qualcuno Piace Caldo. La coreografa Gillian Bruce ha firmato Newsies, Frankestein Jr. e La Vedova Allegra al Teatro alla Scala.

La versione italiana ha un cast di 32 attori e ballerini e orchestra dal vivo diretta da Andrea Calandrini con 13 elementi.

La conferenza stampa di presentazione dello spettacolo a Roma, del 9 ottobre 2019, si apre con la consapevolezza della difficoltà del mercato di una città che ha molta offerta ma la già enorme curiosità del pubblico porta la produzione orgogliosa ad annunciarlo come spettacolo delle Feste natalizie.

Il regista ricorda le lunghe trattative della produzione originale tra chi aveva i diritti dei libri e chi del film originale fino a giungere al musical teatrale che riprende l’uno e gli altri: una trasposizione del film attingendo elementi ripresi dai libri originali, insieme alle altre canzoni aggiunte in stile coerente a quelle dei fratelli Sherman.

L’adattamento italiano del libretto è di Alice Mistroni, anche co-interprete della signora Banks, bilingue e già adattatrice di allestimenti come West Side Story. Le canzoni nuovesono adattate da Franco Travaglio.

Il regista spiega che il copione originale è intoccabile ma si è lavorato su una rilettura tra ciò che ci colpiva da bambini, cioè  l’inf-antastico di alcune scene, come apparizioni, voli e magie varie ed esaltare invece il volto umano dei personaggi.

Una chiave di lettura di questo spettacolo è filtrata anche dalla visione del film Saving Mr Banks (2014) in cui emerge l’autrice dei libri Pamela Travers ritratta come donna severa ma con carenze affettive. Un bisogno che accomuna tutti i personaggi.

Mary, alter ego di Pamela Travers, è una donna fredda ma bisognosa d’amore così come gli altri personaggi. Così si apre anche il livello di lettura sull’attrazione tra Mary e Bert, latente anche nel film originale.

Emerge l’orgoglio delle produzioni di Massimo Romeo Piparo, uniche a portare musical italiani all’estero, e del regista Bellone che, dopo aver diretto Newsies, ha ricevuto l’incarico di curare Mary Poppins in Italia.

Il cast prevede Giulia Fabbri nel ruolo di Mary Poppins, Davide Sammartano in quello di Bert, Alessandro Parise è George Banks, Alice Mistroni e Floriana Monici si alternano nel ruolo di Winifred Banks. Sei bambini ruotano per impersonale i piccoli Jane e Michael.

Giulia Fabbri confessa che la lunga tenitura dello spettacolo nel tempo, oltre ad essere una soddisfazione, le consente, rispetto ad una tournée, di conservare più energie per il palco. A Roma tutti dovranno abituarsi ai nuovi spazi delle scene e anche a nuovi bambini.

Lei si rivela una fan entusiasta del film che ha visto innumerevoli volte dall’età di tre anni e adora Julie Andrews al punto che vorrebbe essere adottata da lei. Ricorda infine che gli interpreti dell’opera originale sono così grandi che non c’è modo di imitarli.

Ci sono anche due presenze storiche del teatro, anche musicale, che tornano al Teatro Sistina trenta anni dopo il loro ultimo spettacolo insieme che era I Sette Re di Roma: Donatella Pandimiglio e Simona Patitucci.

Donatella Pandimiglio, già Norma Desmond in Viale del tramonto, sarà la vecchietta dei piccioni, unica interprete nuova rispetto al cast di Milano e rivela di sentirsi responsabile nell’inserirsi in questa macchina nuova, seppur in un piccolo ruolo, e di voler impiegare tutta la sua energia.

Simona Patitucci, vista nell’edizione del 40° anniversario di Aggiungi un Posto a Tavola, Il Conte Tacchia e Noi Romane (Noantre), interpreta Mrs Corry, proprietaria di un negozio di dolciumi, assente nel film e ripresa dai libri, pur ritratta qui con un’altra chiave.

L’attrice dichiara che è uno dei suoi personaggi più baracconi, ha una lingua inventata che prende il pubblico pur nella brevità del ruolo. Sia lei sia Donatella Pandimiglio invitano il pubblico di Roma, la loro città, a sostenere lo spettacolo.

Federico Bellone confessa di amare spettacoli con diverse generazioni di interpreti presenti e che abbiano l’età giusta per i ruoli. Se è difficile in genere convincere leggende nei musical, per il revival del Mary Poppins inglese, Petula Clark ha gioiosamente accettato il ruolo della vecchia dei piccioni.

Visivamente ci si ispira all’attività di pittore del personaggio Bert e alle illustrazioni dei libri per scenografie in stile acquerello.

Tra le novità c’è, in scenografia, una casa più grande del 30 % che non emerge dal pavimento, con una modifica operata per consentire allo spettacolo di andare ovunque senza necessità di bucare il palcoscenico.

Paolo Carta ha curato gli effetti  speciali, dopo aver lavorato a musical come GhostThe Bodyguard e La Fabbrica di Cioccolato, era già stato acquisito dal West End di Londra direttamente per il Mary Poppins originale per  accorgimenti come il volo di Mary sul pubblico, apparentemente senza sospensioni.

Tra le domande della stampa c’è quella dell’ipotesi di un musical più vicino ai libri come risarcimento morale all’autrice che contestò il film in alcune parti che non aveva gradito.

Bellone ricorda che già all’epoca Walt Disney rifiutò le richieste di modifiche al film della Travers rispondendo:

Ormai la nave è salpata

Difficilmente una produzione si sarebbe preoccupata di ciò decenni dopo.

Una nostra domanda ricorda il sequel del film: Il Ritorno di Mary Poppins (2018), chiedendo al regista cosa ne pensa di queste operazioni e se ci sarebbe l’interesse a lavorare ad un eventuale sequel teatrale:

Bellone risponde: Ad Hollywood certe produzioni servono a sopravvivere quando mancano altre idee. A teatro ci sono stati altri sequel, come per Il Fantasma dell’Opera o Annie, ma di solito falliscono. Non vedo quindi possibilità di sequel a teatro per Mary Poppins.

 

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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