Loro. Incontro con Paolo Sorrentino e il cast del film

0
65
Loro. Conferenza stampa con Paolo Sorrentino, Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Euridice Axen, Alice Pagani, Roberto De Francesco, Giovanni Esposito, Anna Bonaiuto, Fabrizio Bentivoglio e Kasia Smutniak

Il nuovo film di Paolo Sorrentino che esce diviso in due parti: Loro 1 (2018) e Loro 2 (2018) è stato presentato alla stampa il 2 maggio 2018, a Roma, alla presenza del regista Paolo Sorrentino e dal cast nella rappresentanza di: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Euridice Axen, Alice Pagani, Roberto De FrancescoGiovanni Esposito, Anna Bonaiuto, Fabrizio Bentivoglio e Kasia Smutniak.

Il regista ci tiene subito a precisare sulle cosiddette somiglianze tra personaggi e personaggi reali:

Paolo Sorrentino: Il gioco di chi è chi è legittimo ma nella storia ci sono personaggi con nomi reali. Gli altri se non hanno nomi non corrispondono a persone vere. Non scherziamo quando le persone sono chiamate in causa: non c’è Bondi, anche se Bentivoglio dice poesie come lui.

Così come nel video:

Please accept YouTube cookies to play this video. By accepting you will be accessing content from YouTube, a service provided by an external third party.

YouTube privacy policy

If you accept this notice, your choice will be saved and the page will refresh.

Sorrentino a volte ha paura di fare un film troppo alla Sorrentino?

Paolo Sorrentino: Difficile non fare film alla Sorrentino, posso capire che possa stufare ma è difficile uscire da se stessi. Molti dicono che cerco di imitare altri come Fellini, Kubrick e altri ancora.

Qualcuno consiglia di imitare i capolavori e nella misura in cui non ci si riesce si diventa originali. Dato che mi avete detto che non riesco ad imitare queste persone spero mi concediate di essere originale.

È più difficile fare un film su Berlusconi o sul Papa?

Paolo Sorrentino: Forse è più difficile fare un film su Berlusconi ma quando si ha a che fare con personaggi reali è sempre più difficile per la libertà creativa che viene contenuta. La serie televisiva su un Papa che non ci sarà mai, The Young Pope (2016), aveva requisiti di verosimiglianza ma era un personaggio completamente inventato e l’inventiva era assoluta.
Loro non è un prodotto schierato o ideologico. Sono questioni ampiamente sviscerate e fuori tempo massimo. Contiene tante forme di paure: la capretta ha paura dell’ aria condizionata, ci sono le paure dei giovani, la paura della vecchiaia e della morte. Paure che aleggiano in tutti.

Come sono stati affrontati questi due personaggi così pubblici nella sfera privata?

Elena Sofia Ricci: Faccio fatica a parlare di un personaggio vero, reale. Ho letto la biografia di Veronica Lario. Quando ho letto la sceneggiatura ho letto cose che riguardano tutte le donne. Il tema del disincanto, la fine di un amore, di un progetto che si sgretola, lo sfiorire, la vecchiaia. Mi sono fatta guidare come una danzatrice di tango mettendoci il sentimento di una donna matura che ha vissuto una separazione.
La difesa di una dignità mi sembrava universale, non solo di Veronica. Quando ho visto il film non vedevo me stessa ma nemmeno Veronica. Vedevo tutte le donne che hanno vissuto quel sentimento. Mi sono lasciata guidare da Paolo e ho avuto la fortuna di recitare con un gigante come Toni Servillo, con cui è stato facilissimo recitare.

Parecchi italiani, anche uomini, possono riconoscersi in Veronica. Andando a vedere Loro io ho visto Noi, nella parti più belle e più brutte. Lo dico come esperienza fisica da spettatrice. La tenerezza, la pietas mi hanno aiutato a interpretare questo ruolo.

Toni Servillo: Prima di questo ho avuto la fortuna di fare Il Divo (2008), con Paolo,  per cui ho potuto confrontare i due personaggi politici reali. Il Divo (2008) aveva  una qualifica da imperatore romano, si muoveva totalmente  negli ambienti della politica romana.
Berlusconi è un divo necessariamente estroverso, al centro della scena politica, che ne fa un personaggio da cinema di chi tenta di imitare con le azioni un modello, senza riuscirci. Ho capito che uscivamo dalla cronaca e andavamo verso il cinema.
Mi è sembrato interessante rappresentare il privato del personaggio, distante dagli spazi della politica, affrontandolo in un Eden sardo in cui vediamo il personaggio in uno stadio di sopravvivenza che si alimenta del potere, aspettando il momento per tornare in scena. Poi c’è la parte documentata dalle cronache che è reperibile ma non c’è stato l’approccio meticoloso nel limitare, bensì un’indicazione della sceneggiatura di natura soprattutto simbolica.

Dov’è lo sguardo di Sorrentino su questa materia?

Paolo Sorrentino: Il mio sguardo è nel tono della tenerezza. Una pellicola, rispetto alla cronaca, può essere l’ultimo avamposto della comprensione di una cosa. Anche se esponendosi su temi del genere si va incontro a critiche, questo è un rischio che va corso.

Questo film rappresenta i veri italiani?

Paolo Sorrentino: Non è un film sugli italiani, magari su una parte di loro. Ci sono i sentimenti e le caratteristiche che accompagnano anche gli italiani, inclusa una dimensione di eroismo. Non c’è solo il lato dell’aberrazione e della depravazione che si vedono nella prima parte. C’è un timido tentativo di raccontare anche noi, un’ ambizione che è in tutte le storie, non una stravaganza di questo.

L’esperienza sul set di: Riccardo Scamarcio, Euridice Axen, Alice Pagani e Roberto De Francesco, nel video:

Please accept YouTube cookies to play this video. By accepting you will be accessing content from YouTube, a service provided by an external third party.

YouTube privacy policy

If you accept this notice, your choice will be saved and the page will refresh.

 

L’esprerienza sul set di Giovanni Esposito, Anna Bonaiuto, Fabrizio Bentivoglio e Kasia Smutniak, nel video:

Please accept YouTube cookies to play this video. By accepting you will be accessing content from YouTube, a service provided by an external third party.

YouTube privacy policy

If you accept this notice, your choice will be saved and the page will refresh.

 

 

 

Previous articleLoro 2
Next articlePersone Naturali e Strafottenti
Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here