Loro 1

0
6
Silvio Berlusconi in Loro 1

Santino Recchia: Ma perchè cosa ti aspettavi, di poter essere l`uomo più ricco del Paese, fare il Premier e che anche tutti ti amassero alla follia?
Silvio Berlusconi: Si, io mi aspettavo proprio questo
(Santino Recchia e Silvio Berlusconi – Fabrizio Bentivoglio e Toni Servillo)

L’approccio di Paolo Sorrentino a una parte della vita di Silvio Berlusconi è molto atteso e il regista, avvicinato all’America dopo aver vinto l’Oscar per La Grande Bellezza (2013), ha pensato di dividerlo in due parti come un cinecomic, un kolossal in voga.

Questa prima lavorazione va quindi valutata sì come storia a sé ma anche con la sospensione del fatto di essere una prima parte da completare tramite la seconda, in arrivo tra qualche settimana.

Emerge subito quel che è una cifra stilistica di Sorrentino e soprattutto la fotografia di Luca Bigazzi. La scelta si mostra quella di porre al centro il protagonista piccolo rispetto al mondo in cui è posto. Teorema declinabile anche nel caso di una pecora che si trova tutta sola nel giardino di una gigantesca villa in Sardegna.

Se La Grande Bellezza (2013) mostrava bellezza e decadenza di Roma, questa pellicola si allarga e va direttamente alle macchie dell’Italia dei poteri, i retroscena che di solito sono noti alla gente comune solo dopo, mentre qui sono raccontati prima che vengano alla ribalta delle cronache.

Con una studiata rarefazione narrativa gli eventi sono dilungati nello svolgimento, partendo da Taranto, in Puglia, dove Riccardo Scamarcio interpreta Sergio Morra, un trafficante di donne da mandare ai potenti per favori, momentaneamente non meglio definiti. Dismessi i panni del bello romantico l’attore ha iniziato a interpretare vari ruoli pugliesi e questo dell’arrivista sociale che dalla Puglia punta ai poteri di Roma è di una certa suggestione, se pensiamo per altri versi alla biografia dell’interprete.

Elementi costanti del film sono le esibizioni di ragazze in atteggiamenti lascivi e una continua assunzione di droga per via nasale, scene insistite che trovano una parziale giustificazione in un monologo, quasi documentaristico, che spiega, con ironia, gli effetti degli stupefacenti.

Il degrado di queste donne, o di chi le induce a prostituirsi o anche semplicemente a valutare le diverse prospettive, è esemplificato con efficacia nella scena di una giovane studentessa mandata, come un agnellino visto in precedenza, a soddisfare le voglie di un potente.

La narrazione gravita a lungo intorno al non detto e all’irraggiungibile. Lo stesso Sergio Morra e sua moglie Tamara, interpretata da Euridice Axen, sono degli arrivisti ma non sono che due degli ultimi anelli di una catena rispetto a chi conta davvero. Solo un ex-ministro sembra raggiungibile dai traffici della coppia ma è uno che si barcamena, potente ma meno di altri, insicuro sul suo essere ancora in grado di rilanciarsi nello scenario tra il 2006 e il 2010, dove è ambientata la storia.

Per varie sequenze, comunque più sintetiche rispetto all’esercizio cui era invece posto lo spettatore ne La Grande Bellezza (2013), il regista si lascia andare alla contemplazione cinematografica dei dissoluti festini dove si attende che possa avvenire l’incontro risolutivo per qualcuno. C’è anche un momento auto ironico per il regista: quando Sergio chiede ad una ragazza se il costume che indossa si ispiri a Fellini. Forse una risposta tra l’ironico e il provocante verso chi ha ritenuto che lui si accosti a La Dolce Vita (1960) e alla filmografia del Maestro per eccellenza.

Quando forse non si aspetta più appare, in maniera sorprendente, l’atteso protagonista della saga, un Silvio Berlusconi interpretato da Toni Servillo. Nella caratterizzazione del personaggio si nota anche la scelta della materia di trattare rispetto a Il Caimano (2006) di Nanni Moretti. Quello di Sorrentino preferisce il quadro privato a quello politico, pur facendo riferimenti alle vicende conosciute.

Si avverte un’indulgenza nella maschera, già letteralmente a partire dal trucco. La faccia di Servillo diventa quella di Berlusconi con tratti marcati, esagerati e volutamente finti, ben oltre i trattamenti cui si sottopone l’originale. Così l’interpretazione è precisa ma nell’imitarne modi e accento può sembrare a tratti caricaturale. Va detto che è un personaggio così noto, attuale e conosciuto che la scelta era se staccarsene o aderirvi completamente. Eppure Massimo Popolizio, nell’interpretate Benito Mussolini in Sono Tornato (2018), era riuscito a mantenere una credibilità con distacco, seppure il suo personaggio sia morto da decenni.

Va detto però che già il vero Berlusconi si presta ad essere trattato da showman comico, dopotutto ha inventato la tv privata nazionale ed è rimasto sempre abile a dare spettacolo, soprattutto di se stesso. Così la caratterizzazione grottesca di Servillo è tutto sommato verosimile anche quando vira verso la macchietta. Per esempio mentre gli preparano un nuovo libro di barzellette o quando istruisce il nipote sull’importanza di costruire qualcosa che sembri vero.

La sceneggiatura sceglie di abbinargli una moglie, Veronica Lario, interpretata da Elena Sofia Ricci, interessata alla cultura e insofferente alla superficialità e all’indifferenza del marito. Una crisi di coppia che ha i suoi alti e bassi raccontata sapientemente come una storia d’amore qualunque, impresa non facile considerando i soggetti.

Tanti sono gli elementi di interesse e curiosità, inclusa la visione di un Mike Bongiorno interpretato da Ugo Pagliai, per un film che cresce piano ma procede spedito e promettente e fa attendere la sua seconda parte, Loro 2 (2018), la cui uscita è prevista il 10 maggio prossimo.

[review]

[two_fifth][/two_fifth]

[three_fifth_last] Loro 1

Genere: BiograficiCommediaDrammatici

Cast: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Michela Cescon, Roberto Herlitzka

Durata: 104 minuti

Un film di: Paolo Sorrentino

Data di uscita: 24 aprile 2018

[/three_fifth_last]

Previous articleIl dubbio – Un caso di coscienza
Next articleGame Night – Indovina chi muore stasera?
Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here