Lo chiamavano Jeeg Robot

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Enzo Ceccotti e Alessia in Lo chiamavano Jeeg Robot

“Alessia: C’è un sacco di gente da salvà
Enzo: A me la gente me fa schifo.
Alessia: Cioè non è che te puoi tiràndietro! È per questo che c’hai i poteri.
Enzo: Ma perché famme capì, te questi qua li salveresti?
Alessia: Te credo!”
(Alessia ed Enzo – Ilenia pastorelli e Claudio Santamaria)

Un film poetico. È questa la sensazione che si prova alla fine della visione di questa pellicola capolavoro di Gabriele Mainetti interpretato magistralmente da Claudio Santamaria e Luca Marinelli. Un film da vedere e rivedere, da metabolizzare lentamente: perché la dicotomia epica fra bene e male non è poi così semplice da spiegare, perché la vita non è solo buoni e cattivi, perché i veri eroi sono le persone comuni che ogni giorno si trovano di fronte a scelte etiche e morali, piccole o grandi che siano. E in fondo, perché nessuno nasce supereroe, ma tutti possiamo diventarlo: dipende dal senso di responsabilità verso l’altro, dipende dai valori che abbiamo, dipende da quanto siamo fortunati ad avere un’Alessia (Ilenia Pastorelli) nelle nostre vite a farci capire che “noi possiamo”.

E dove avrebbe potuto svolgersi la storia di un supereroe italiano se non a Roma? Non già la Roma dei fasti imperiali e della grandiosità architettonica, ma la Roma delle periferie e dei sobborghi, la Roma di Tor Bella Monaca, una Roma di delusi, piccoli delinquenti, sbandati, che tirano a campare nella speranza di passare inosservati o “fare il botto”.

Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria), nel fuggire ad un inseguimento da parte di due poliziotti, finisce nel Tevere, dove entra in contatto con rifiuti radioattivi che gli conferiscono una forza sovrumana. Convinto ad usare i nuovi poteri per migliorare la sua situazione economica, Enzo incontra però Alessia, una ragazza problematica, dal passato difficile e dai molti traumi, convinta di riconoscere in lui l’eroe del cartone animato giapponese, Jeeg Robot. Attraverso Alessia, Enzo comprende il significato del prendersi cura di qualcuno. E nel momento in cui si trova a scegliere fra il disinteresse e il senso di responsabilità, ecco che fa la scelta giusta: quella di salvare una vita.

Come tutti i supereroi che si rispettino, anche Enzo ha la sua controparte malvagia oscura: lo Zingaro (Luca Marinelli), piccolo boss di periferia ossessionato dall’idea di fare il salto di qualità e far parlare di sé nel mondo della malavita.

Questo è un dramma che sa emozionare, che fa ridere, commuovere e soprattutto riflettere sull’importanza delle scelte quotidiane. Enzo Ceccotti è il supereroe della gente comune, improbabile, scontroso, burbero e grezzo. Eppure è un personaggio che entra nel cuore, cui ci si affeziona subito, perché è umano. E il superpotere più bello è quello di saper regalare un sorriso.

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Lo chiamavano Jeeg Robot - Locandina [two_fifth]

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[three_fifth_last] Lo chiamavano Jeeg Robot

Genere: Drammatici

Attori: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei, Francesco Formichetti, Daniele Trombetti, Antonia Truppo, Salvo Esposito, Gianluca di Gennaro.

Durata: 118 minuti

Un film di: Gabriele Mainetti

Data di uscita: 25 Febbraio 2016

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