Piccole Donne

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Meg, Amy, Jo e Beth March in Piccole Donne

Amy March: Beh, credo che abbiamo un po’ di potere su chi amiamo, non è qualcosa che accade tanto per accadere a una persona.
Theodore ‘Laurie’ Laurence: Penso che i poeti potrebbero non essere d’accordo.
Amy March: Beh, allora: non sono un poeta, sono solo una donna. E come donna non ho modo di fare soldi, non abbastanza per guadagnarmi da vivere e sostenere la mia famiglia. Anche se avessi i miei soldi, che non ho, passerebbero a mio marito nel momento in cui ci staremmo sposando. Se avessimo dei figli, questi apparterrebbero a lui, non a me. Sarebbero di sua proprietà. Quindi non sederti lì per dirmi che il matrimonio non è una proposta economica, perché lo è. Potrebbe non esserlo per te ma sicuramente lo è per me.
(Amy March e Theodore Laurence “Laurie” – Florence Pugh e Timothée Chalamet)

Piccole Donne di Louisa May Alcott (1868), è uno dei romanzi più famosi ed apprezzati incentrato sulla figura della donna. Tolte forse le ultimissime generazioni, credo che tutti almeno una volta abbiano letto il libro o visto una delle sue tante trasposizioni cinematografiche; personalmente sono molto legata alla versione del 1994, che vedeva Winona Ryder nel ruolo di Jo.

Per chi non conoscesse la storia, ambientata nel New England durante la Guerra di Secessione Americana, si parla della famiglia March: il padre, Robert, parte come cappellano per il fronte e lascia la moglie, Marmee (interpretata da Laura Dern) e le giovani quattro figlie, Meg (Emma Watson), Jo (Saoirse Ronan), Beth (Eliza Scanlen) e Amy (Florence Pugh), alle prese con la povertà e con i classici problemi dell’adolescenza. Grazie ai buoni insegnamenti della caritatevole madre, le quattro sorelle si contraddistinguono non solo per generosità e compassione, ma anche per i loro caratteri forti e determinati nell’inseguire i propri sogni, anche se non è affatto facile farsi strada da sole in quel preciso periodo storico. Esse, ognuna con i propri pregi e difetti che le caratterizzano fortemente, cercano costantemente di migliorare il proprio carattere e nel corso del tempo riescono a raggiungere i propri obiettivi e a maturare, di certo non senza perdite e compromessi.

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La pellicola, scritta e diretta da Greta Gerwin, regista del recente pluricandidato agli Oscar Lady Bird (2018), non segue la costruzione temporale del romanzo, ma è un continuo flashback in cui presente e passato si alternano in sbalzi temporali che favoriscono l’attenzione sul personaggio più rilevante, Jo, interpretato divinamente dall’attrice irlandese, con cui la regista aveva già lavorato. Jo in realtà ,è l’alter ego della scrittrice, che per vedere l’opera della sua vita considerata adeguatamente si deve destreggiare nel mondo maschile degli editori sul tema dello sfruttamento commerciale, che richiede sempre e comunque di accontentare le richieste del suo pubblico.
La versione della Gerwin è di certo una versione più moderna, in cui finzione e verità biografica si fondono ed il finale è da subito rivelato; essa è incentrata decisamente sulla lotta femminile per l’indipendenza, in contrapposizione con la rigidità delle convenzioni e delle aspettative stabilite dal sesso maschile nella società del tempo, argomenti che mai come oggi sono cari alla filmografia contemporanea, in cui si da spazio alla donna sia nei soggetti (basti solo pensare alle nuove eroine della Marvel), sia nei ruoli chiave della realizzazione delle pellicole…. in altre parole “Women Power”!
La regista inoltre, mette in luce la natura contrattuale del matrimonio e la mancata indipendenza economica della donna, per cui vale il motto “married” or “dead” (sposata o morta), suggerito dalla burbera, ma senz’altro simpatica al pubblico, zia March (Meryl Streep) che, con il suo cinismo spiazzante, ha nel suo modo sempre ragione.
Vale la pena segnalare anche l’interpretazione dell’attrice australiana Florence Pugh, che nonostante il suo ruolo secondario, si è fatta notare per il suo essere superficiale, smorfiosa e dispettosa, tratti tipici del personaggio di Amy.
Il cast si compone tra gli altri anche di Timothée Chamalet, protagonista del film candidato agli Oscar Chiamami con il tuo nome (2018), nel ruolo di Laurie, l’amico innamorato di Jo, che ha dato un’interpretazione più contemporanea e forse più “femminile” del personaggio; di Louis Garrel nel ruolo del professor Friedrich Bhaer, un po’ sottotono ed il bravo Chris Cooper nei panni del gentile Signor Laurence.
La Gerwin non si è solo avvalsa di un cast stellare, ma anche di tecnici di tutto rispetto, sia nella fotografia (il francese Yorick Le Saux), sia nei costumi (l’inglese Jacqueline Durran), sia nella musica (il premio oscar Alexandre Desplat).
In definitiva, credo che la pellicola sia assolutamente riuscito, anche se immagino che non tutti saranno d’accordo sulla decisione della regista di cambiare il finale e di mescolare le vicende del romanzo con la vita reale dell’autrice. Sicuramente gli animi risultano “scossi” ed i buoni sentimenti escono fuori come è accaduto con gli altri film, merito soprattutto della penna della scrittrice, come è altrettanto certo che si debba premiare il coraggio della regista a dare una propria interpretazione del racconto che, per certi versi, penalizza alcune scene nella loro profondità, ma d’altro canto enfatizza gli argomenti contemporanei ad ella più cari.

Piccole Donne

Genere: Drammatici, Romantici

Interpreti: Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Laura Dern, Timothée Chalamet, Tracy Letts, Bob Odenkirk, James Norton, Louis Garrel, Jayne Houdyshell, Chris Cooper, Meryl Streep, Rafael Silva, Mason Alban, Emily Edström, Maryann Plunkett, Hadley Robinson, Lonnie Farmer, Charlotte Kinder, Ana Kayne, Edgar Damatian, Erin Rose, Lizzie Short, Dash Barber, Edward Fletcher, Sasha Frolova, David J. Curtis, Harper Pilat, Eowyn Young, Lucy Austin, Bill Mootos, Lewis D. Wheeler, Jen Nikolaisen, Jonathan Acorn, Abby Quinn, Lilly Englert, J.M. Davis, Tom Kemp, Daniel Shea, Anthony Estrella, Adrianne Krstansky, Sophia Gialloreto, Lily Gavin, Finola Weller Baldet, Flannery Gregg, Tony Tucker, Joanne Caidor, Rosario Guillen, Margaret Clinton Weeks, Alexander Jimenez, Natalie Kurzava, J. Michael Winward, Adrian Hoffman, Stephen Tracey Ursprung, Tyler Catanella, Jenna Pollack, Meghan Hornblower, Elizabeth Dunn, Danielle Pastuszak, Shawn Fitzgerald Ahern, Ellen Oliver, Haley Grove, Sydney Grant, Sayer Mansfield, Jen Passios, Juliana Utz, Justin Genna, Mathew Steele, Preston Martin, Taylor Jorgensen, Nicholas Deyo, Preston Martin, Nathan Scarpaci, Brian Anastasio, Domenic Arduino, Gary Ayash, Ryan Baker, Jared Beaulieu, Thomas J Berry, Kristina Byerley, Mikayla S. Campbell, Kayla Caulfield, Stevie Costa, Ned Daly, Alexander Davis, Adam Desautels, Stephan F Feeley, Jamie Ghazarian, Derek P. Hixon, Ken Holmes, Anthony Houhoulis, Mark E. Johnson, Yair Koas, Sasha Kuznetsova, James J. LaBonte, Ally Looney, Rob Lévesque, Tom Mariano, Robert Marsella, Katie Massie, Laura Mazziotti, Valerie McGowan, Jason Mulcahy, Holt Murray, Lily Narbonne, Cassidy Neal, Katie Novak, Robert Oliva, Nefertara Ozella, Bobbie Peterson, Lily Peterson, Jared Reinfeldt, Grant Rosado, Amber Leanne Rothberg, Harold Rudolph, Bill Salvatore, Scott Sederquist, Yefim Somin, David Arthur Sousa, Tom Stratford, Alexandria Tait, Adam Teper, Brian Tobin, Mauricio Viteri, Ian Wallace, Shea Whitehead, Taryn Wieland

Un film di: Greta Gerwig

Durata: 135 minuti

Data di uscita: 9 Gennaio 2020

REVIEW OVERVIEW
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Carola Jasmins, artista italo-canadese, che vive tra Londra, Roma e Toronto, è un'appassionata di cinema da sempre. E' stata ballerina per molti anni, esibendosi in famosi teatri romani; durante gli studi in architettura, coltiva il suo amore per la musica studiando canto e cominciando a scrivere brani musicali. Oggi, cantante e compositrice, collabora con diversi artisti realizzando dischi internazionali soprattutto in inglese per il Buddha Bar, Radio Monte Carlo, la Sony ecc. e sperimenta diversi generi musicali, come il pop, la dance, la lounge, l'elettronica e il jazz. Presto uscirà il suo progetto musicale personale.

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