Lazzaro Felice

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Lazzaro e Antonia in Lazzaro Felice

Gli esseri umani sono come bestie, animali. Liberarli vuol dire renderli consci della propria condizione di schiavitù.
(Marchesa Alfonsina De Luca – Nicoletta Braschi)

Nella sperduta tenuta della Marchesa Alfonsina De Luca lavora una squadra di braccianti, tra cui il giovane Lazzaro, talmente buono da poter sembrare stupido, che incontra Tancredi, figlio della Marchesa e con cui nasce un’insolita amicizia nonostante le differenti provenienze e la condizione di sfruttamento operata dalla Marchesa verso i suoi lavoratori.

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Le scene mostrano a lungo un luogo che sembra nel passato. Una campagna dove i contadini servono come mezzadri la Marchesa Alfonsina De Luca. Quest’ultima è interpretata da una quasi irriconoscibile Nicoletta Braschi che mostra un piglio differente rispetto alle interpretazioni cui si è più abituati, soprattutto rispetto alle storie ormai datate del marito Roberto Benigni. Anche se anche questa interpretazione ha la solita dolcezza placida di fondo, il personaggio è quello di una donna cinica e gretta. Anche l’abbigliamento e gli occhiali contribuiscono a mostrarci un’attrice un po’ diversa.

C’è un buon rapporto visivo nelle sequenze tra la descrizione della faticosa vita dei contadini e la contemplazione di un paesaggio isolato e suggestivo. Rispetto alla moltitudine del gruppo dei mezzadri emerge Lazzaro, interpretato da Adriano Tardiolo, dall’aspetto e dai modi trasognati, gli occhi persi nei pensieri, da subito valorizzato dalla fotografia.

Simbolico l’incontro di Lazzaro con Tancredi. Egli coinvolge l’ingenuo ragazzo in un gioco e lo trascina in una strana amicizia che convince il contadino di essere quasi un fratello per il nobile viziato e di essere qualcosa di più rispetto a quello che è stato fino ad allora.

Interessante la seconda parte del film in cui questi contadini vissuti fuori dal mondo incontrano la realtà contemporanea della città. Un contesto che ci fa riflettere sulla differenza tra ideale di libertà e oggettivi limiti imposti dalla vita. Gli ex mezzadri, in un mondo che non conoscono, non sanno fare altro e vivono come degli accattoni.

Lazzaro è l’unico personaggio che rimane sempre uguale rispetto agli altri che cambiano, crescono e invecchiano, né si rende mai davvero conto di tante meschinità intorno a lui. La sua estrema ingenuità lo rende un simbolo più che un personaggio, infatti rimane uguale per tutta la durata della pellicola.

Quello che è molto bello nella trama è allo stesso tempo anche fonte di confusione. Nella sceneggiatura, che è stata premiata al Festival di Cannes 2018, Lazzaro non invecchia mai e la cosa non stupisce nessuno. È vero che egli compie un viaggio, che sembra di pochi giorni, ma che è ricalcato sulle più lunghe gesta di San Francesco alla ricerca del lupo. La struttura narrativa è molto realistica e lo spunto metaforico o fantasy è intercalato in modo un po’ arbitrario. Altrettanto stupisce l’accento dei contadini, che sembra dell’Italia centrale, quando i luoghi in cui si muovono sembrano essere al Nord.

Questi appunti possono comunque sembrare dettagli rispetto alla forza della storia e della sua realizzazione. Bella pure Alba Rohrwacher, sorella della regista, anche se appare piuttosto tardi nel film. È interessante la sua partecipazione al degrado in cui è costretta mentre ella ha ancora un barlume di speranza nel bene, quando raccoglie Lazzaro in una nuova situazione o quando vuole comprare pasticcini senza badare a spese per partecipare a un pranzo.

Messaggio generale drammatico ma dolcissimo che ci fa viaggiare tra passato e presente, tra ideale e realtà, e confidare ancora nel buono nascosto tra di noi, così come nel nostro cinema.

Quest’opera è stata premiata al Festival di Cannes insieme a Dogman (2018) di Matteo Garrone, vincitore per il miglior attore a Marcello Fonte. Inoltre Marcellino di Dogman (2018) e Lazzaro hanno in comune un atteggiamento incantato ed un’estraneità alla realtà che oggi sembra fare molto presa.

Lazzaro Felice

Genere: Drammatici

Cast: Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Luca Chikovani, Agnese Graziani, Sergi Lopez, Tommaso Ragno, Natalino Balasso, Nicoletta Braschi, Pasqualina Scuncia, Carlo “Carletto” Tarmati

Un film di: Alice Rohrwacher

Durata: 125 minuti

Data di uscita: 31 maggio 2018

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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