La voce umana – Il bell’indifferente

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Adriana Asti in La voce umana - Il bell'indifferente

Due monologhi d’Autore al femminile quelli che Adriana Asti ripropone al Piccolo Eliseo di Roma dopo la prima al teatro Caio Melisso all’interno di Spoleto Festival, nel luglio 2013.

Nati dalla penna e dal cuore di Jean Cocteau, rappresentano due solitudini accompagnate da due presenze-assenze di figure maschili: uno all’altro capo di un filo telefonico, l’altro, nascosto, semidormiente dietro i fogli di un giornale.

Due donne che cantano la loro morte del cigno. Due cuori che generosamente continuano a battere anche per chi, imperterrito, continua a non voler ascoltare. Due monologhi per sordi.

La Asti è in scena in bianco e nero, unico colore il rosso della poltroncina da cui pronuncia e soffre parole ora di commozione, ora di consolazione ora di ironica rabbia, per chi la ferisce indifferentemente.

La Signora del teatro, da sempre famosa per il suo piglio ironico ed il suo fare così distintamente milanese è abilissima a mantenersi sul limitare dell’emozionalità più scomposta. Mai un reale eccesso; la tenuta emozionalità e la divertente autoironia, accompagnata, a volte, dalla mimica buffa del volto, riescono a dare allo spettatore una lettura ed una verità altra che le famose interpretazioni che l’hanno preceduta non avevano colto. Il ricordo della Magnani e del suo letto disfatto mentre la sua voce quasi implora al telefono è ancora vivo per molti.

L’edizione che il regista Benoit Jacquot ci ha offerto invece ci sembra molto targata made in France.

E’ francese l’eleganza disinvolta e a volte dimessa della Asti sulla scena, il suo innato bon ton e  certa seduzione “suo malgrado”. Le sue piccole timidezze e civetterie e il suo senso dell’umorismo permettono di intenerirsi davanti a due racconti di una femminilità sempre e comunque generosa oltre ogni limite. Le intonazioni calibrate e mai accorate e pietiste non arrivano mai al compassionevole lasciando allo spettatore quel distacco dalla completa immedesimazione con il personaggio che permette una zona franca di riflessione non inquinata dal sentimentalismo per far nascere libera e distinta tutta l’indignazione per gli uomini indifferenti.

E più in scena si pronunciano parole d’amore e di sconforto rabbioso più nel pubblico nascono sentimenti di disprezzo per la sordità maschile.

Persino l’atto della morte voluta non trova espressione se non in un click sonoro che allude allo spezzarsi di una vita.

La tradizione francese del teatro ancora una volta ci induce a riflettere scevri dall’italico pathos. Se possiamo quindi cogliere un insegnamento in questa davvero originale e sottile messa in scena è che lo sfuggire a certo nostro innato vittimismo trovi riscatto e forza nel pensiero e nel ragionato sentimento.

Meno pancia e più mente emozionale.

La voce umana - Il bell'indifferente - LocandinaLa voce umana – Il bell’indifferente

GenereTeatro

Personaggi e interpreti: Adriana Asti con Mauro Conte

Regia: Benoit Jacquot

Sede: Teatro Piccolo Eliseo – Roma

Data di uscita: 29 Ottobre – 3 Novembre 2013

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Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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