La vita possibile

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Anna e Carla in La vita possibile

Dirti di venire a stare da me è stata la prima cosa giusta che ho fatto da anni.
(Carla – Valeria Golino)

Ivano De Matteo è un occhio del nostro panorama sempre attento alle disgrazie della società odierna, avendo saputo affrontare argomenti difficili appartenenti alle persone comuni: dai padri separati allo sbando del pluripremiato Gli Equilibristi (2012) ai problematici figli d’oggi de I nostri ragazzi (2014), senza l’incomunicabilità analizzata in La bella gente (2009), opera che ha visto la luce in sala solo lo scorso anno (per complicate cause di distribuzione).
Con questa pellicola De Matteo torna sul pezzo, grazie alla storia di una donna in fuga dal marito violento, con tanto di figlio al seguito costretto a ricostruire un’adolescenza tutta da vivere.
Margherita Buy (è la vessata protagonista) e Valeria Golino (è una sua cara amica) sono le protagoniste di questo lungometraggio, mentre nelle vesti del ragazzino che deve ritrovare un equilibrio è possibile vedere il giovane Andrea Pittorino, già notato in pellicole come Mai Stati Uniti (2013) e La dolce arte di esistere (2015); per il resto nel cast troviamo il francese Bruno Todeschini di French Connection (2015) e la russa Caterina Shulha vista in Smetto quando voglio (2014).
Sceneggiatura ad opera di De Matteo stesso assieme alla compagna di vita e di scrittura Valentina Ferlan.
Dopo aver subito l’ennesimo attacco violento da suo marito, Anna (Buy) fugge da Roma assieme a suo figlio Valerio (Pittorino), andando a vivere a Torino in casa dell’amica Carla (Golino).
Entrambi dovranno rifarsi una vita, col tentativo di seppellire un orribile passato, fatto di brutalità e crudeltà; sulle prime non risulterà essere così facile ricostruire i pezzi, soprattutto per Valerio, che avrà più di qualche problema per farsi delle nuove amicizie.
Le uniche persone che gli faranno compagnia sono il padrone di una trattoria, il francese Mathieu (Todeschini), che sarà d’aiuto anche ad Anna, e la prostituta Larissa (Shulha), conosciuta per caso girando in bicicletta.
L’occhio da documentarista della regia è ben deducibile sin da subito, data l’attenta analisi del mondo che circonda i due protagonisti Anna e Valerio che fa, quindi con ciò vien da dire che ogni tipo di argomento che questa pellicola intende aprire lo si percepisce alla perfezione: dalla violenza sulle donne all’incomunicabilità tra persone di ogni nazionalità, dal punto di vista prettamente legato al mondo infantile al tema della prostituzione (elemento già affrontato dall’autore con il succitato La bella gente); questo film di De Matteo abbraccia quanti e più possibili argomenti possibili, mostrando che di sensibilità ne ha eccome.
Unico neo è che verso la fine tutti questi argomenti non riescono a legare tra loro, rimanendo a sé stanti e senza chiudere una degna parentesi, quasi come se, nonostante l’alta sensibilità narrativa, non si fosse riusciti ad unirli e compattarli a dovere.
Ma dopotutto De Matteo ci regala la sua nuova decorosa prova neorealista (ed anche un cammeo nelle vesti del violento marito di Anna), dimostrando inoltre di essere un bravo direttore di giovani attori (bravo Pittorino) e riducendo la presenza di due prime donne/attrici come la Buy e la Golino (quest’ultima in una prova molto ridotta come presenza); insomma, prendendo le dovute distanze di paragone, un po’ come il buon Vittorio De Sica sapeva fare a suo tempo.

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[two_fifth]La vita possibile - Locandina

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[three_fifth_last] La vita possibile

Genere: Drammatici

Attori: Margherita Buy, Valeria Golino, Andrea Pittorino, Caterina Shulha, Bruno Todeschini

Durata: 100 minuti

Un film di: Ivano De Matteo

Data di uscita: 22 settembre 2016

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