La vita di Adele

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Adéle ed Emma in La vita di Adele

Il caso non esiste, non lo sai?
(Emma – Léa Seydoux)

Adéle è una liceale che vive una tranquilla vita familiare e passa il suo tempo tra la scuola e gli amici. Convinta dalle amiche ha un piccolo flirt con Thomas ,per poi scoprire che in realtà non prova per il ragazzo alcun interesse. La sua vita sarà quindi sconvolta da un rendez vous fatale a un semaforo con una misteriosa e affascinante ragazza dai capelli blu, Emma. Emma è una seducente studentessa delle belle arti, tra le due donne scoppierà il fuoco della passione che si trasformerà in una grande storia d’amore. La vita di Adele può essere forse considerato un sequel dei precedenti film del regista Abdellatif  Kechiche qui si parla di un incontro amoroso dove il destino traccia un fil rouge, Emma entra in contatto con Adéle e le sconvolge la vita. Le due ragazze hanno un contesto di vita molto distante, Emma viene dalla borghesia intellettuale e Adéle dal sottoproletariato, due mondi che si fonderanno nella complicità e nel sentimento. La pellicola tratta dal libro Le bleu est une coleur chaude di Julie Maroh è un romanzo di iniziazione in cui la protagonista, una giovane ragazza adolescente, prende coscienza dei suoi desideri e lo fa con caparbietà e coraggio. Tutti e due i personaggi femminili sono un inno alla libertà, Emma e Adéle si affidano al regista e si danno alla macchina da presa senza riserve. Ma questo acting sta a dimostrare il grande lavoro fatto da Kechiche nella costruzione dei personaggi. Attrici straordinarie, da pelle d’oca, che emozionano e capaci di una grande alchimia tra loro. Il pubblico è totalmente soggiogato dalla storia e totalmente immerso alla vita nella protagonista che alla fine è quasi doloroso lasciarla andare sola per le strade di Parigi, noi spettatori vorremmo accompagnarla nel suo viaggio, per sapere che cosa farà, e via dicendo. Palma d’Oro a Cannes per le due protagoniste e il regista arriva nelle sale, sulla scia di polemiche per le scene di sesso molto forti. La bellezza delle immagini e l’eleganza del girato rende tutto emozionante e poetico, e il sottotesto sessuale non prende mai il sopravvento sui personaggi. Le immagini di grande intensità danno forza alla narrazione di questa moderna eroina che lascia l’adolescenza per entrare nell’età adulta. Kechiche indugia con la macchina da presa sulla bocca di Adèle quasi a coglierne la bulimia di vivere, con la stessa famelicità con cui mangia il cibo, così Adèle ingoia la vita e lui ce la mostra in un gioco complesso di sentimenti che vanno dalla gioia al dolore, il film è lungo tre ore, questo ci da la possibilità di conoscere bene la nostra eroina, di lei ci viene mostrato ogni dettaglio anche il più intimo. La liason omosessuale viene trattata dal regista senza malizia ma come una grande storia d’amore che dura dall’adolescenza alla maturità. Emma, diventa anche il mentore di Adéle portandola a scoprire il mondo dell’arte, infatti diventerà la musa ispiratrice dei dipinti di Emma, la protagonista riceve un educazione-formazione e la stessa formazione la trasmetterà ai suoi alunni diventandone la maestra. Il mondo dell’educazione, caro al regista, già visto ad esempio nel film La schivata, è un omaggio al mondo invisibile degli insegnanti che lavora nell’ombra e contrasta con il mondo dell’arte fatto di grande visibilità. Emma viene vista come uno strumento del destino, che rivela ad Adèle tutto quello che ha dentro se stessa, e la condurrà per mano verso la libertà. Nei personaggi c’è una profonda e dettagliata indagine psicologica, Adèle ha un grande voglia di vivere e questo la porta ad essere a rischio. Il percorso che fa non è altro che un tipo di educazione sentimentale che inizia alla fine del liceo, c’è un evoluzione del personaggio dall’adolescenza all’età matura. Lei è libera, sia nell’aspetto fisico che nella seduzione, con cui si muove ed assapora il sesso, sia nel gustare il cibo o nel danzare. Tutto è frutto di una regia sapiente che privilegia la spontaneità, i piccoli gesti, la trasformazione del personaggio che è intuitiva e non intellettuale. Splendido, armonioso, magico: tre ore di poesia per non dimenticare che c’è ancora un grande cinema.

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La vita di Adele - Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last]La vita di Adele

Genere: Biografici, Drammatici

Cast:  Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens, Jeremie Laheurte, Alma Jodorowski, Aurélien Recoing, Catherine Salée,Fanny Mourin, Benjamin Siksou, Sandor Funtek

Un film di: Abdellatif Kechiche

Durata: 179 minuti

Data di uscita: 24  Ottobre 2013 (Italia)
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