La Piccola Bottega degli Orrori – Il Musical

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Mushnick e Seymour in La Piccola Bottega degli Orrori

Audrey II: [cantando] Nutrimi, Seymour / Nutrimi tutta la notte /Perché se mi nutri, Seymour / Io posso crescere grande e forte.
(Audrey II e Seymour – Velma K e Giampiero Ingrassia)

La presentazione de La Piccola Bottega degli Orrori al Teatro Sala Umberto aveva lasciato presagire il rispetto di uno show cult con l’introduzione di stuzzicanti novità.

L’opera originale nacque piuttosto in sordina. Little Shop of Horrors, infatti, è basato sull’omonima pellicola del 1960 diretta da Roger Corman. Diventa un musical nel 1982, composto da Alan Menken con testi e libretto di Howard Ashman, futuri compositori che contribuiranno al rilancio del cinema Disney grazie alle loro musiche e canzoni a partire La Sirenetta (1989). La versione musical teatrale diventerà un cult Off-Broadway per poi approdare alla stessa Broadway nel 2003.
Nel 1986 arriva la trasposizione cinematografica del musical diretta da Frank Oz, ottenendo 2 candidature agli Oscar per la miglior canzone e gli effetti speciali.
In Italia a teatro è stato prodotto per la prima volta nel 1988.

La scena è a New York negli anni 60 dove il signor Mushnick (Fabio Canino) ha un negozio di fiori, nel quartiere degradato di Skid Row, dove lavorano Seymour Krelborn (Giampiero Ingrassia) e Audrey (Belia Martin). Egli vorrebbe chiudere l’attività per l’assenza di clienti.

Gli aiutanti propongo allora di esporre una strana pianta trovata da Seymour, presa in un negozio cinese durante un’eclissi. La pianta misteriosa, chiamata Audrey II, attira molti clienti e stimola la notorietà mediatica sul suo scopritore che viene cercato per conferenze e interviste. La pianta però deperisce finché Seymour scopre che questa si nutre di sangue umano e presto vorrà pure carne umana. Seymour si sente costretto ad azioni estreme mentre la pianta cresce sempre più. Intanto il fiorista e botanico vorrebbe uscire con Audrey che lo ricambierebbe se non fosse legata a Orin Scrivello (Emiliano Geppetti), un sadico e violento dentista.

L’adattamento e regia, della versione attualmente in scena, sono di Piero Di Blasio di cui abbiamo ammirato la direzione di Appuntamento al Buio – Il Musical (2017) e le interpretazioni in Tomorrow Morning – Domani Ti Sposo… Domani Ti Lascio! (2018) e Aggiungi un Posto a Tavola (2017). Il suo lavoro funziona nella direzione di professionisti e delle maestranze in tutti gli aspetti.

Cornice efficace di questa composizione è il ruolo di narratrici e accompagnamento delle vicende affidato a tre coriste sempre in scena: Giovanna D’Angi, Stefania Fratepietro, Claudia Portale e un ensemble composto da 4 performer. Stefania Fratepietro oltre ad aver collaborato ad altre opere con e di Pietro Di Blasio ha anche interpretato vari concerti sulla storia del musical.

A partire dal prologo Little Shop of Horrors le coriste introducono e commentano le situazioni con forza ed energia. Illustrano la desolazione del luogo dove si trova il negozio di fiori, in Skid Row (Downtown), spingono Seymour ad osare per andare verso il successo oppure motivano Audrey a cercare di cambiare vita.

Giampiero Ingrassia torna al ruolo di Seymour, che aveva interpretato trent’anni prima, e riporta la sua verve comica e capacità vocale in scene chiave come: Grow for me dove cerca un rimedio all’iniziale deperimento della pianta. Il suo personaggio è un orfano che si sente inadeguato in tutto e si deve pure sentire grato per essere vessato da un lavoro servile; mentre poi scopre di essere apprezzato e riconosciuto per il suo talento botanico.
Fabio Canino si approccia al musical per la prima volta ed è una bella sorpresa. Alterna un atteggiamento che vorrebbe essere da burbero datore di lavoro, all’ironia per cui è già noto. Funziona anche nel canto, come si vede, in particolare, nella sequenza Mushnik and Son dove Canino accenna pure dei passi di tango con Ingrassia.

Belia Martin è Audrey. Personaggio ben calibrato tra l’apparente ingenuità e fragilità e il vissuto di un’immigrata che ha sofferto e vittima di un fidanzato violento. A lei è affidata una delle più coinvolgenti I want song dell’opera: Somewhere that’s Green dove immagina un posto felice e tranquillo dove vivere col vero amore.

Grande presenza della pianta che ha l’inedita caratterizzazione della drag singer Velma k, alias Lorenzo Di Pietro. Un vegetale dalla forma umana, come se in testa avesse una fioriera e che man mano diventa più grande ed emerge dal vaso. Personaggio inquietante e divertente allo stesso tempo a partire dall’ambiguità di un aspetto imponente ma femminile e una voce cavernosa che chiede cibo di origine umana, come si evince dalla canzone Feed Me. Le situazioni con Seymour sono tese poiché tra i due si stringe il patto diabolico dello scambio di successo e fortuna con sacrifici umani, in una versione moderna di Faust, che assume tinte sempre più fosche, come nella sequenza di Suppertime e reprise.

Emiliano Geppetti è il dentista violento Orin. Ha una grande espressività fisica e vocale come ricordano sue precedenti interpretazioni, tra cui Lumière a teatro ne La Bella e La Bestia. Abilità applicate a un sadismo maniacale distruttivo visibile nelle interpretazioni di Dentist! e Now (It’s just the gas), scena inquietante in cui c’è un confronto con Seymour che dimostra un inaspettato coraggio.

Curato il contributo di scenografia, luci e costumi. Il luccichio e la fantasia degli abiti, soprattutto Audrey, la pianta e le coriste hanno un significativo contrasto con il degrado del quartiere dove si trova il fioraio. Gli aspetti estetici accompagnano uno svolgimento comico e inquietante per uno spettacolo ibrido e spiazzante. Una horror comedy rock musical si potrebbe dire, con un tocco di fantascienza, quindi qualcosa di non immediatamente classificabile e per questo intrigante.

L’impianto squisitamente originale dell’opera è arricchito da peculiarità di questo allestimento. Curiosa è la presenza di una drag singer, in questo caso un personaggio orrorifico e criminale, su una scena dove Fabio Canino smette per una volta il ruolo simbolo del mondo gay per diventare un rigido titolare di negozio. I due personaggi esprimono esempi di come si possa raccontare la diversità ancora al di fuori di certi stereotipi, dove certe manifestazioni non sono sempre solo buone o solo negative ma, come per tutti, c’è bello e brutto in ognuno.

Occhio anche ad altre personalizzazioni di questa regia che si diverte a seminare alcuni simpatici riferimenti come quello a una sindaca che non fa raccogliere l’immondizia e film cult come Sister Act (1992), di cui Belia Martin ha interpretato la versione musical teatrale.

La Piccola Bottega degli Orrori – Musical – locandina

La Piccola Bottega degli Orrori

Genere: Teatro

Personaggi e Interpreti: Giampiero Ingrassia (Seymour Krelborn), Fabio Canino (Mushnick), Belia Martin (Audrey), Velma K (Audrey II), Emiliano Geppetti (Orin Scrivello), Giovanna D’Angi (Crystal), Stefania Fratepietro (Chiffon), Claudia Portale (Ronnette), Michele Anastasi, Lucrezia De Matteis, Rosita Denti, Mario Piana (Ensemble)

Regia e adattamento: Piero Di Blasio

Testi e Libretto: Howard Ashman

Musiche: Alan Menken

Sede: Teatro Sala Umberto di Roma

Da: Dal 3 al 22 dicembre 2019

REVIEW OVERVIEW
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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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