La Divina

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Dante e Virgilio in La Divina

La Divina Commedia di Dante Alighieri è un’opera così celebrata che al Teatro Sala Umberto l’inventiva scherzosa di Alessandro Fullin decide di reinventarla in versione gaia, anzi gay, partendo dall’episodio del 2009 in cui Papa Ratzinger annuncia al mondo che il Purgatorio, come luogo fisico, non esiste più. Così diventa necessario, per il Dante interpretato da Fullin, tornare nell’Oltretomba per rivedere il tutto e riscrivere la Divina Commedia.

L’idea che Dante, ma anche Virgilio ed altri, si scoprano diversi da come sono classicamente ricordati dà adito a una comicità dell’inaspettatamente fuori luogo. Dante diventa un effeminato coi tacchi, invaghito del focoso Caronte con gli occhi di bragia; mentre il leggendario amore con Beatrice sembra ormai scricchiolare e anche quest’ultima è diventata ormai un’attempata stanca di essere un angelicata donna del Dolce Stilnovo e assatanata più che mai.

Apparentemente distanti il mondo camp e quello aulico della letteratura uniti così sono decisamente comici a partire della vocina attribuita a questo Dante in un Inferno condito da musiche degli Abba, Julio Iglesias e altre amenità che sorprendono per la loro assurdità, dove la gravità delle pene eterne dell’oltretomba può essere dissacrata da movenze e balletti tipici del mondo festaiolo gay.

In mezzo a tanto divertimento anche le tematiche più serie della decadenza dei classici della letteratura nelle tendenze di interesse contemporanee e la crisi che porta un attore disoccupato a interpretare varie donne delle cantiche dantesche sono un’occasione di divertimento agrodolce. Anche il contesto storico di Dante e la questione della nascita della lingua italiana sono toccate in maniera dotta ma giocosa facendo capire che l’opera è presa in giro ma con amore.

Gustoso il momento metateatrale in cui si accenna alle pretese di una certa critica teatrale che un cast apprensivo cerca di affrontare con un momento di buon teatro che mescola fedeltà al testo originale con intenzioni d’avanguardia.

La trascinante simpatia di Alessandro Fullin è corredata dal valido supporto di altri interpreti, nei panni di altri personaggi della Divina CommediaTiziana Catalano, Sergio Cavallaro, Simone Faraon, Paolo Mazzini, Mario Contenti e Ivan Fornaro, che aiutano a vedere diversamente situazioni e personaggi dell’opera celeberrima cercarsi un destino diverso, come Paolo e Francesca vittime, nella loro intimità, del successo degli artisti e poeti che hanno voluto celebrarli nei secoli.

Tra i tanti spunti carini, forse il finale sembra arrivare in modo affrettato; però lo spettacolo rimane comunque, più che un racconto vero e proprio, un abile raccordo di simpatiche e sorprendenti trovate, anche argute. Uno spettacolo leggero ma intelligente che si scopre essere scorso con piacere e abilità di regia e interpretazioni.

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[three_fifth_last] La Divina

Genere: Teatro

Interpreti: Alessandro Fullin,  Tiziana Catalano,  Sergio Cavallaro,  Simone Faraon, Paolo Mazzini, Mario Contenti, Ivan Fornaro

Scritto e diretto da: Alessandro Fullin

Sede: Teatro Sala Umberto, Via della Mercede, 50 Roma

Da: dal 12 al 22 gennaio 2017

giovedì e venerdì ore 21,  sabato ore 17 e 21, domenica ore 17

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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