La Dea Fortuna

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Alessandro e Arturo in La Dea Fortuna

Arturo: Abbiamo già i nostri guai!
Alessandro: Mettiamoci ancora di più nei guai!
(Arturo e Alessandro – Stefano Accorsi e Edoardo Leo)

Arturo (Stefano Accorsi) e Alessandro (Edoardo Leo) sono una coppia da oltre quindici anni. La passione di un tempo è diventata soprattutto affetto ma la loro relazione è in crisi. Una svolta inaspettata arriva quando la migliore amica di Alessandro, Annamaria (Jasmine Trinca), lascia loro i suoi due bambini perché lei deve sottoporsi a lunghi accertamenti medici in ospedale.

Ferzan Ozpetek torna al cinema con un’ispirazione simile alle sue origini e a film più vicini a quel che si aspetta il pubblico da lui.

Ci sono famiglie diverse, inclusa quella con coppia omosessuale, anche se in questo caso i protagonisti non vivono l’amore degli inizi, bensì quello che deve riflette su se stesso dopo anni di una relazione. Una relazione che deve rapportarsi con l’arrivo inatteso di due bambini, l’ipotesi che questi possano diventare loro figli. La coppia è diversa anche nelle attitudini. Alessandro è un professore e scrittore disilluso e frustrato poiché la sua carriera non è mai decollata. Arturo è un idraulico atletico e ruspante nella sua cordialità col prossimo. Intellettuale, studioso e cupo l’uno, quanto prestante, simpatico e dedito alle attività manuali l’altro. I due vivono le difficoltà a trovare nuovi stimoli nonostante ci sia anche una certa apertura sessuale concordata verso l’esterno. Stefano Accorsi torna a lavorare col regista dopo il fortunato Le Fate Ignoranti (2001) e Saturno Contro (2006). Edoardo Leo è uno degli attori del momento. I due interpreti sono affiatati. Decisamente simpatica è l’imitazione degli atteggiamenti del partner che fa Leo a un certo punto della storia.

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L’evoluzione delle tematiche in età più matura sembra ricordare anche Dolor y Gloria (2019) di Almodóvar, regista spesso paragonato ad Ozpetek, anche se i due hanno in comune più la scelta di alcuni soggetti che altre vicinanze stilistiche.

I personaggi di Ozpetek anche qui vivono in comunità amiche e spesso si riuniscono per cene o festicciole mentre affiora l’ombra del dramma e della malattia come in Allacciate le cinture (2014).

Oltre alla coppia protagonista c’è Ginevra (Pia Lanciotti) e Filippo (Filippo Nigro) dove il marito soffre di Alzheimer, dimentica ogni volta la sua storia, e si riinnamora della moglie come fosse la prima volta. Una coppia ben ritratta per quanto appaia relativamente poco. Ci sono anche personaggi non approfonditi ma cari alla iconografia del regista, come la transessuale che si chiama Mina in omaggio all’icona della musica, interpretata dalla vera donna transgender Cristina Bugatty, ed Esra interpretata dall’attrice feticcio di Ozpetek alias Serra Ylmaz. Curiosamente il nome del personaggio Esra è quasi un anagramma di quello dell’attrice: Serra.
Mina è omaggiata anche nella colonna sonora, con l’inserimento del brano Luna diamante, dall’ultimo album dell’artista, realizzato con Ivano Fossati. Precedentemente era toccato a Patty Pravo, altra icona della musica italiana, entrare nella colonna sonora di un film di Ozpetek. Era Mine Vaganti (2010). Altro brano di rilievo nella musica della pellicola è Che vita meravigliosa del cantautore Diodato.

Barbara Alberti non è un’attrice ma ricopre l’interessante ruolo di Elena, la madre di Annamaria, riuscito grazie alla caratterizzazione di un’arcigna madre retrograda e simile a una strega. Al personaggio fa da efficace contraltare quello di Lea, domestica interpretata da una brava Dora Romano, che vorrebbe essere più buona se le circostanze lo consentissero.
Le loro scene sono valorizzate anche dalla suggestiva scenografia di una villa antica in Sicilia dove vive la signora. Un luogo tanto lussuoso quanto asfittico che nasconde segreti terribili ripercossi sulla vita dei suoi discendenti.

Il titolo si riferisce al Santuario della Fortuna Primigenia nella città di Praeneste, oggi Palestrina, un suggestivo luogo archeologico dove Elena lavora come guida. Un altro monumento misterioso, con sfumature quasi esoteriche, come il Cristo Velato in Napoli Velata (2017). La Fortuna, o Caso, è un concetto neutro che può avere risvolti positivi o negativi nelle sorti dei personaggi.

Il film induce a una riflessione sempre d’attualità sulla famiglia naturale rispetto a quella costruita senza legami biologici. Ci sono famiglie disfunzionali pur nate in modo naturale e altre che funzionano pur essendo costruite per volontà di amore.
Nonostante il sesso dei protagonisti, e l’affezione del regista a raccontare storie di questo tipo, non c’è una vera militanza ideologica ma una riflessione generale sull’amore, anche quello che deve resistere nel tempo, e sull’ipotesi di costruire una famiglia.

Nonostante Ozpetek ci abbia abituato alla reiterazione del suo stile, dei suoi personaggi e delle sue storie, in questa ultima pellicola si avverte una riflessione sulla maturità. I suoi personaggi tipici sono cresciuti.
C’è un approfondimento molto delicato dei sentimenti e, sebbene non tutti gli elementi dell’opera siano raccordati in modo perfetto e unitario, la visione è emozionante e in alcuni momenti divertente, almeno per chi gradisce lo stile del regista.

La Dea Fortuna – locandina

La Dea Fortuna

Genere: Drammatici

Interpreti: Stefano Accorsi, Jasmine Trinca, Edoardo Leo, Serra Yilmaz, Barbara Alberti, Sara Ciocca, Edoardo Brandi, Pia Lanciotti, Cristina Bugatty, Filippo Nigro, Dora Romano, Barbara Chichiarelli, Loredana Cannata, Andrea Batti, Annalisa Cardone, Pietro Costanza, Barbara De Matteis, Cristian Di Sante, Daniele Foresi, Sara Franchetti, Nicolas Gallo, Edoardo Hendrik, Osasere Imafidon, Giulia Innocenti, Lorenzo Lucchi, Giovanni Francesco Maggi, Matteo Martari, Liborio Natali, Luca Pantini, Carmine Recano, Carlotta Rondana, Daniela Terreri, Francesca Turrini, Rosa Cleotilde Zuniga Garga

Un film di: Ferzan Ozpetek

Durata: 114 minuti

Data di uscita: 19 dicembre 2019

REVIEW OVERVIEW
Buono
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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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