Doppio amore

0
60
Chloé Fortin in Doppio amore

Ho 25 anni e vivo da sola. Beh, non del tutto da sola, ho il mio gatto, Milou. Sono alla ricerca di un lavoro e… non è facile. Sono stressata… e dico il contrario di quello che vorrei dire e faccio tutto sbagliato…
(Chloé Fortin – Marine Vacth)

Paul Meyer: Dove fa male?
Chloé Fortin: Allo stomaco… per una volta che parli. Quando mi guardi in quel modo… sento di esistere.
(Paul Meyer e Chloé Fortin – Jérémie Renier e Marine Vacth)

Chloé è giovane, sola ha un segreto dentro di lei che fatica ad accettare e affrontare. Costruisce quindi universi paralleli vissuti da un doppione ideale di sé, ma quando il suo psichiatra Paul decide di smetterla di seguirla per l`amore che inizia a provare per la donna, Chloé decide di ricambiare l`uomo con un sentimento simile.

Trasloca quindi a vivere da Paul insieme al suo gatto Milou e la sua vita sembra prendere finalmente la piega giusta fino a che non incontra Louis, identico a Paul perché suo gemello monozigote che fa lo stesso lavoro del fratello anche se i due non si parlano da tempo ormai. Dopo averlo incontrato, la vita di Chloé, attratta dall`uomo, si divide tra l`amore dolce per Paul e il sentimento animale per Louis, mentre lei cade nelle tenebre.

Dramma condito di romanticismo che vira improvvisamente verso il thriller in una fase dove non era lecito aspettarselo, fino a diventare a tratti una macchietta di se stesso. Ma andiamo con ordine. Il messaggio che il regista François Ozon continua a comunicare durante tutta la storia è di matrice univoca, e si incentra sul concetto di doppio. Doppi sono i gemelli Paul e Louis (bravissimo Jérémie Renier nel rappresentare le differenze tra i due), doppie sono le madri e doppie sono anche le figlie allo stesso modo dei gatti come tante altre cose ancora, e l`idea non è da buttare, anzi. Il problema arriva quando i personaggi – Chloé in primis – devono provare a allontanarsi dalla freddezza tipica del cinema di Ozon per trasmettere calore, sensazioni forti e condivisione delle stesse con il pubblico. Questo purtroppo non avviene, e ogni parte della pellicola, magistralmente delineata, ogni attore in campo – oltre a Renier anche gli altri bravissimi, su tutti Marine VacthJacqueline Bisset, resta abbastanza autoreferenziale e poco aperto davvero a quello che succede intorno a lui/lei, rendendo complesso provare a comunicare amore a tutti i livelli, sia quello di matrice bestiale come il caso di Louis che quello di natura sentimentale come il caso di Paul. E come detto è un vero peccato, perchè una storia che veicola concetti quali la corresponsabilità tra uomini e donne nei casi di tradimento, l`amore omosessuale interfamiliare, la differenza tra bugia e menzogna e come queste si contrappongono alla verità, la distanza tra psicologia e psichiatria e soprattutto quando e dove si pone il limite che decide cosa è meglio rivelare ai propri compagni e cosa è meglio tenere per sé invece, meriterebbe miglior fortuna in questo senso. Per il resto, un po` lento tutto il film e troppo accentuate ed esagerate le scene di sesso, in particolare quelle iniziali: ok che questo è un regista che cerca sempre e comunque la provocazione, ma mettere in scena una vagina all`inizio della trama senza contestualizzarla nel modo giusto per il grande pubblico – perche per il regista e pochi esperti è facile farlo – è un potenziale autogoal. Ancora bella alla sua età Jacqueline Bisset.

[review]

[two_fifth][/two_fifth]

[three_fifth_last] Doppio amore

Genere: Drammatici, Romantici, Thriller

Interpreti: Marine Vacth, Jérémie Renier, Jacqueline Bisset, Myriam Boyer, Dominique Reymond, Fanny Sage, Jean-Édouard Bodziak, Antoine de La Morinerie, Jean-Paul Muel

Un film di: François Ozon

Durata: 110 minuti

Data di uscita: 19 aprile 2018

[/three_fifth_last]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here