Jurassic World: Il regno distrutto

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Owen Grady in Jurassic World: Il regno distrutto

Giudice del Congresso: Questi animali meritano la stessa protezione data alle altre specie? O dovrebbero essere lasciati morire?
Ian Malcolm: Queste creature erano qui prima di noi e se non stiamo attenti… saranno qui dopo di noi. La vita non può essere contenuta. La vita si libera. La vita… trova un modo.
(Ian Malcolm – Jeff Goldblum)

Tre anni dopo la rinascita del parco dei dinosauri, in Jurassic World (2015), il cinema torna a chiedersi come gestire il risultato degli esperimenti genetici che hanno riportato in vita le creature preistoriche. Infatti l’Isla Nublar, dove si sono riversati i dinosauri dopo la distruzione del parco, sta per essere inondata dalla lava di un vulcano in eruzione.

Jeff Goldblum, nel suo ruolo storico dello studioso Ian Malcolm, tiene una conferenza, ripresa più volte durante il montaggio del film, in cui spiega i pericoli possibili di una questione che diventa di ambiente e politica, a partire da un dibatto etico:

I dinosauri creati in laboratorio devono essere protetti come le specie animali nate in natura?

Il personaggio di Claire (Bryce Dallas Howard), prima manager implacabile del parco, ora è pentita e convertita alla salvaguardia dei rettili giganti. Ci mette poco a convincere Owen (Chris Pratt), l’ex-educatore di velociraptor ritiratosi a vita privata, a intraprendere una folle avventura per recuperare gli animali.

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La spettacolarità dei dinosauri funziona sempre anche se questa volta le scene più paurose, in cui gli animali compaiono o attaccano, sono ridotte ad alcune più iconiche. Spesso gli animali sono di passaggio, in mostra ma senza enfasi, e lo stesso Tirannosaurus Rex, simbolo della saga, ha alcune apparizioni in cui ricorda il suo ruolo senza essere il protagonista del film. Molto particolare però, un po’ per la paura ma più per il divertimento che provoca, la scena in cui bisogna praticare al Tirannosauro addirittura un prelievo di sangue per una trasfusione.

Emerge ancora il conflitto tra la ricerca scientifica e la speculazione economica da parte di chi vuole intraprendere un traffico di animali preistorici.

In questo dibattito è inserito bene il personaggio della Dottoressa Zia Rodriguez, interpretato da Daniela Pineda, un’esperta paleo-veterinaria le cui abilità in questa sub-specialità arcaica non sono mai state testate su dinosauri vivi. Ella diventa una ribelle ai bracconieri che vuole salvare Blue, la velociraptor intelligente cresciuta da Owen. A lei si aggiunge un’altra spalla: Franklin Webb, interpretato da Justice Smith, un ragazzo esperto di elettronica che ha paura di tutto, personaggio su cui ricadono spesso momenti comici ma a suo modo eroici.

Ulteriori retroscena interessanti riguardano Benjamin Lockwood, il socio di John Hammond, fondatore del Jurassic Park originale, e di una nipotina molto particolare. Su queste due figure veglia la governante e badante Iris, con la carina presenza dell’interprete Geraldine Chaplin. Purtroppo la si vede agire poco rispetto al personaggio e soprattutto al carisma dell’attrice e se ne intuisce il potenziale soprattutto in un dialogo importante con Emi Mills (Rafe Spall) il giovane curatore del patrimonio di Lord Lockwood.

La sensazione affiorante è che gli ingredienti si ripetano. Anche qui, dopo il precedente fallimento dell’Indominus Rex, si tenta di creare un predatore feroce combinando caratteristiche di altri dinosauri. Questo essere è protagonista di qualche scena più adrenalinica.

L’azione ha insieme il merito e il limite di svolgersi soprattutto gli spazi stretti, alias i container e i camion dove i dinosauri sono trasportati e gli interni della villa di Lord Lockwood. In uno studiato gioco di oscurità animali veri si muovono nei meandri del maniero sfiorando anche reperti di un museo con resti preistorici dei loro simili.

Questo cambio di scenario sposta il focus dall’esplorazione di un mondo antico all’avvicinamento dei cloni giganti nel mondo e negli ambienti abitati di oggi, dove rispetto all’avventura emerge soprattutto la suspense.

In questo capitolo della saga l’idea che emerge è che in qualche modo si debba convivere con questi temibili rettili, anzi con queste premesse si aprono le ipotesi di successivi capitoli.

Se i segreti di un parco a tema non bastano più, e la saga deve continuare, le sceneggiature tentano di esplorare nuovi orizzonti per giustificare il ritorno della Preistoria ai giorni nostri.

Pur con qualche segno di stanchezza il soggetto prende ancora, provando a scrivere le conseguenze della fuga dei dinosauri da una situazione di cattività di cui si è più volte perduto il controllo.

Jurassic World: Il regno distrutto

Genere: Azione, Avventura, Fantascienza

Cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Rafe Spall, Justice Smith, Daniella Pineda, James Cromwell, Toby Jones, Ted Levine, Bd Wong, Isabella Sermon, Geraldine Chaplin, Jeff Goldblum

Un film di: J. A. Bayona

Durata: 128 minuti

Data di uscita: 7 giugno 2018

REVIEW OVERVIEW
Buono
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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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