Jesus Christ Superstar torna a Roma

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Ted Neeley, nel ruolo di Gesù, ascolta le richieste di vari miracoli

Can you show me now that I would not be killed in vain?
Show me just a little of your omnipresent brain
Show me there’s a reason for your wanting me to die
You’re far too keen on where and how and not so hot on why
(Gethsemane – Jesus Christ Superstar)

Il folgorante tour teatrale di Jesus Christ Superstar, torna dove è partito, al Teatro Sistina, a partire dal 12 aprile, dopo due anni di fortunato percorso italiano ed europeo con la regia e produzione di Massimo Romeo Piparo e l’interpretazione di Ted Neeley nel ruolo di Gesù, protagonista del film di Norman Jewison del 1973. Un successo di pubblico che ha anche ricevuto premi quali il Musical World Award come migliore produzione internazionale in Olanda nel 2016 e il Premio del Musical Italiano nel 2015 per il miglior revival e l’attore non protagonista: Feysal Bonciani.

Rivive sulla scena l’Opera Rock di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice che racconta una versione anni settanta e un po’ hippie degli ultimi giorni di vita di Gesù e degli apostoli, con particolare riferimento al punto di vista di Giuda e il sentimento di Maria Maddalena per Gesù.

Sul palco, oltre a Ted Neeley nel ruolo di Gesù, ci sono anche Feysal Bonciani (Giuda), Paride Acacia (Hannas), Simona Distefano (Maria Maddalena), Emiliano Geppetti (Pilato), Elia Lo Tauro (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Salvador Axel Torrisi (Erode) e Mattia Braghero (Pietro).

L’orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello consegna ancora una grande prova della sua bravura nell’eccellente accompagnamento musicale dal vivo che dà vibrazioni imparagonabili rispetto a qualunque base registrata; a partire da quando l’introduzione musicale accompagna l’ingresso di un cast che promette magia da palcoscenico. La regia dà nuove sfumature alla rappresentazione che traduce la già potente scrittura originale in una suggestiva messa in scena. In generale si può dire che lo spettacolo si vada ancora raffinando con vari accorgimenti e ricerche sui vari aspetti.

Ted Neeley, magistrale e instancabile alla sua ragguardevole età ed esperienza di scena, dà ancora nuove sfumature in un carismatico recitato e nella dominazione della sua voce nel cantato, dosata a tratti e potente in altri, dove il pubblico premia sempre l’emozione che dà, per esempio, in Gethsemane e altri momenti di cui è protagonista. Particolare anche l’intensità, ad esempio, nella disperazione mista a rassegnazione nella scena della crocifissione.

In questo cast va notata la sensualità interpretativa di Maria Maddalena, da parte di Simona Distefano, che funge da contrappunto ideale nelle dinamiche più conflittuali tra Giuda e Gesù. Feysal Bonciani è un Giuda ancora più maturo nella vocalità e nella fisicità e crea un connubio magico con la presenza di Gesù sulla scena. Francesco Mastroianni nel ruolo di Caifa e Paride Acacia in quello di Hannas sono un duo teatralmente e vocalmente sempre affiatato dove è piacevole notare una gestione sempre più precisa delle tonalità, soprattutto i bassi. Interessante Elia Lo Tauro nella corposità interpretativa del personaggio di Simone come la potenza espressiva di Emiliano Geppetti nell’interpretazione di Pilato.

Nei panni di Erode c’è ancora carismatico Salvador Axel Torrisi. A questo proposito è stato interessante riscrivere la scena in cui Erode deride Gesù invitandolo a compiere un miracolo, in modo più simile al film originale di Norman Jewison. Nella revisione delle precedenti edizioni la scena era diventata un teatro di burattini che si prendeva gioco di Gesù; cosa interessante come firma italiana all’opera ma funziona particolarmente riprendere la scena come un piano bar anni settanta, un po’ queer, che esalta un glamour volutamente estraneo e stridente col dramma della storia.

Le interpretazioni sono corredate abilmente dal visionario apparato che comprende l’ensemble di 24 tra acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, con le scenografie di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

La scenografia suggerisce abilmente l’idea dello spettacolo teatrale in allestimento continuo, sospeso nel tempo, tra l’antico coevo alle vicende dei Vangeli e la modernità del momento in cui se ne ricreano le gesta, che siano gli anni Settanta o i giorni nostri. Questo avviene attraverso impalcature metalliche, pedane e scale girevoli dove si affacciano i cori, bravissimi, e l’orchestra mentre le coreografie si riversano sulla scena animando con energia i numeri dei personaggi.

Il tutto contribuisce a un’esperienza coinvolgente che ancora si manifesta per il pubblico, di cui è previsto il culmine in un appuntamento, in Olanda, al Rotterdam Ahoy, il 5, 6 e 7 maggio prossimi, con il gran finale di questa produzione, ispirata all’ allestimento dell’Arena di Verona del 2014, riprendendo la reunion di Ted Neeley ancora una volta con Yvonne Elliman e Barry Dennen interpreti di Maria Maddalena e Ponzio Pilato nel film del 1973.

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[three_fifth_last] Jesus Christ Superstar

Genere:  Teatro

Personaggi e Interpreti: Ted Neeley (Jesus), Feysal Bonciani (Giuda), Paride Acacia (Hannas), Simona Distefano (Maria Maddalena), Emiliano Geppetti (Pilato), Elia Lo Tauro (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Salvador Axel Torrisi (Erode), Mattia Braghero (Pietro)

Regia: Massimo Romeo Piparo

Di: Andrew Lloyd Webber e Tim Rice

Sede: Teatro Sistina

Data di uscita: dal 12 aprile al 23 aprile 2017

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