Intervista a Vladimir Medinsky, Ministro della Cultura della Russia

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Vladimir Medinskiy e Adele de Blasi

Roma 13 novembre. In una location elegante nel cuore di Via Veneto, Hotel Majestic, si è svolto un incontro tra il Ministro della Cultura della Federazione Russa Vladimir Medinsky e uno scelto gruppo di giornalisti. Il tono formale, dettato dal protocollo, è stato immediatamente sciolto dallo stesso Ministro che si è dimostrato molto cordiale con i giornalisti rispondendo a tutte le domande. La sua visita a Roma dettata da interessi culturali e non politici, nell’ambito della manifestazione del Festival Internazionale del Film di Roma, ha previsto il conferimento del premio postumo alla carriera ad Aleksei Yuryevich German in occasione della presentazione del sua ultima opera E’ difficile essere un Dio. Tra le parole del ministro anche la possibilità di un prossimo incontro con il nostro Ministro Massimo Bray per progetti culturali comuni. Nella sua visita romana il ministro Medinsky ha trovato anche il tempo per visitare in forma assolutamente privata San Pietro e i Musei Vaticani.

 

Dove sta andando il cinema russo? C’è un controllo politico sul cinema?

Il Ministro Medinsky: negli ultimi anni il cinema russo sta avendo una forte espansione perché riteniamo che sia parte integrante della nostra cultura. Altro che se c’è un controllo politico: c’è il controllo del Kgb, della chiesa ortodossa… ovviamente lei capisce che sto scherzando! Non ci sono controlli di alcun tipo, o meglio… l’unico controllo riguarda una commissione ad hoc nel momento in cui si chiedono finanziamenti per i film. Mi lasci dire che i nostri rapporti con la chiesa ortodossa sono più che ottimi.

 

Che investimenti culturali si fanno per il cinema?

Il Ministro Medinsky: devolviamo al cinema 200 milioni di dollari all’anno. Ogni film, una volta approvato dalla commissione cinematografica, viene finanziato per 1 milione di dollari. Al momento il campione di incassi è Stalingrado: pensi che in Cina ha sbancato al botteghino, anche se noi in in Russia siamo più abituati ad un cinema classico e ci stupiamo per questo grande successo. Comunque, a mio avviso negli anni ’60 il cinema era un prodottoche riusciva maggiormente ad incontrare il favore del pubblico

 

La digitalizzazione nelle sale entrerà nei finanziamenti?

Il ministro Medinsky: No, la digitalizzazione nelle sale è affidata ai privati. I finanziamenti riguardano unicamente cinema.

 

Che valenza ha il cinema indipendente in Russia?

Il ministro Medisky: Da noi tutto il cinema è indipendente, non c’è alcuna altra forma di cinema…

 

Come pensate di esportare e rafforzare i legami con il nostro paese?

Il ministro Medinsky: Per noi è molto importante rafforzare la collaborazione con l’Italia, naturalmente molto dipenderà da quanto gli italiani saranno pronti ad investire. Noi siamo pronti. Abbiamo quattro progetti interessanti in cantiere, tra cui un film per i ragazzi e uno sul grande musicista Tchaikovsky. A questo propositotengo molto a rettificare le parole che la stampa erroneamente mi ha attribuito: non ho mai detto che il grande musicista fosse gay. Purtroppo spesso con i nuovi mezzi di comunicazione come internet, facebook, twitter fanno sì che le dichiarazioni vengano fuorviate. Per quanto mi riguarda, io ho letto le sue lettere e devo dire che non è facile capire l’orientamento sessuale del musicista e poi, francamente, non mi pare questo l’aspetto più interessante di Tchaikovsky. Della sua vita privata si sa che avesse una famiglia e che è stato uno dei più grandi musicisti del mondo, e a noi interessa solo questo.

 

Allo scadere dell’ora l’incontro si conclude amabilmente riconfermando il nostro interesse e amore per la filmografia russa. Si ringrazia ancora il ministro e il suo staff, l’ufficio stampa di Lidia Pavone per questa grande chance offerta ad Amazing Cinema.

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